Nel panorama dei franchise videoludici più influenti dell'ultimo decennio, The Last of Us occupa una posizione di assoluto rilievo, non solo per la qualità del gameplay e della narrazione, ma anche per la sua capacità di generare dibattiti profondi sulla natura delle scelte morali nei videogiochi.
Ora, una rivelazione proveniente dall'interno stesso di Naughty Dog rischia di riscrivere alcune delle fondamenta narrative su cui poggiano entrambi i capitoli della serie, aprendo scenari inaspettati per un eventuale The Last of Us: Part 3.
A fare luce su un possibile plot point centrale del terzo capitolo è Gabriel Betancourt, ex lighting artist di Naughty Dog che ha lavorato al DLC The Last of Us: Left Behind prima di lasciare lo studio oltre un decennio fa.
Intervenuto nel podcast KiwiTalkz, Betancourt ha rivelato una conversazione privata avuta con Neil Druckmann, il padre creativo della serie: stando alle sue parole, Ellie non sarebbe l'unica persona immune alla devastante infezione da cordyceps.
Esisterebbe infatti una vera e propria "congregazione" di individui immuni, un dato che potrebbe stravolgere le fondamenta emotive di tutta la saga.
Per chi non ha familiarità con la lore del franchise, l'immunità di Ellie rappresenta il cuore pulsante narrativo del primo gioco: è letteralmente l'elemento che giustifica l'intero viaggio attraverso un'America distrutta e motiva la devastante scelta finale di Joel.
Proprio su quest'ultima, Druckmann ha già alimentato il dibattito della community affermando pubblicamente che, se Joel avesse deciso diversamente, un vaccino sarebbe stato effettivamente sviluppato — una dichiarazione che aveva già diviso i fan tra chi difende la scelta del protagonista e chi la condanna.
Betancourt ha spiegato il proprio scetticismo iniziale di fronte a questa rivelazione: "Sentivo che il pilastro della storia fosse proprio l'essere Ellie l'unica persona con la cura. Proteggere lei, assicurarsi che raggiungesse la destinazione per salvare l'umanità — è questo che creava la gravità di quel mondo."
Il concetto di personaggio "uno su sette miliardi", una sorta di figura messianica, è ciò che ha reso il finale del primo capitolo così straziante e discusso nella storia del medium.
La reazione della community non si è fatta attendere. Su Reddit, l'utente suffywuffy ha sintetizzato il malcontento di molti: "Sono vehementemente contrario a questo sviluppo. Parte di ciò che rende la scelta di Joel così impattante è che Ellie è quella figura messianica uno su sette miliardi. Avere più persone immuni o un'intera comunità cambia drasticamente le poste emotive del finale del primo capitolo."
Una critica che trova eco anche nell'adattamento televisivo HBO, già criticato da una parte del fandom per aver spiegato il meccanismo biologico dell'immunità di Ellie, rendendola in teoria replicabile.
Va precisato che il racconto di Betancourt si riferisce a una conversazione avvenuta molti anni fa, e le direzioni creative di Druckmann per la serie potrebbero essere cambiate significativamente nel frattempo.
Tuttavia, il contesto attuale suggerisce che The Last of Us: Part 3 rimanga concretamente nei piani dello studio: il documentario ufficiale Grounded 2: Making The Last of Us Part 2 si conclude proprio con Druckmann che afferma di sentire "ancora un altro capitolo in questa storia", e i recenti schizzi del 2003 condivisi dal director sui social — che mostrano i primissimi concept di Joel ed Ellie — erano accompagnati da un riferimento a "alcune tappe che rimangono ancora sulla strada."
Sul fronte della pipeline produttiva di Naughty Dog, lo studio è attualmente impegnato su due fronti distinti. Druckmann è al timone di Intergalactic: The Heretic Prophet, nuovo IP annunciato ai The Game Awards, mentre un secondo progetto non ancora svelato è in sviluppo sotto la direzione di Shaun Escayg, veterano dello studio che ha già guidato Uncharted: The Lost Legacy.
Il ritorno su The Last of Us, dunque, potrebbe essere ancora lontano, ma la rivelazione sulla "congregazione" degli immuni alimenta un hype narrativo che la community non sembra disposta a lasciare cadere facilmente.