Pochi progetti cancellati hanno lasciato un vuoto tanto palpabile quanto The Last of Us Online, il titolo multiplayer di Naughty Dog che non ha mai raggiunto gli scaffali.
A distanza di oltre un anno dalla chiusura ufficiale dello sviluppo, avvenuta nel dicembre 2023, le cicatrici di quella decisione sono ancora profonde, e le voci di chi ci ha lavorato dentro raccontano di un gioco che, almeno secondo chi lo ha vissuto dall'interno, avrebbe potuto ridefinire gli standard del multiplayer moderno.
Vinit Agarwal, che ha ricoperto il ruolo di game director su The Last of Us Online per quasi sette anni — dal 2016 al 2023 — ha condiviso sui social un messaggio che la dice lunga sull'eredità di quel progetto: "È assurdo quanti ex colleghi mi scrivano ancora oggi dicendo quanto sarebbe stato straordinario TLOU Online — ancora il miglior gioco multiplayer che abbiano mai giocato."
Una dichiarazione forte, che arriva da professionisti dello sviluppo con una vasta esperienza alle spalle, non da semplici appassionati.
Il messaggio di Agarwal si chiude con una promessa che suona come un manifesto personale: "Non permetterò mai più che ciò su cui lavoro non veda la luce del giorno."
Dopo la cancellazione, il director ha lasciato Naughty Dog per fondare un proprio studio indipendente con sede in Giappone, portando con sé la determinazione di chi ha vissuto la frustrazione di anni di lavoro vanificati da decisioni aziendali che esulano dal merito creativo.
In un'intervista rilasciata al Lance E. Lee Podcast da Tokyo, Agarwal ha rivelato i dettagli di gameplay che rendevano il progetto così distintivo. La visione creativa affondava le radici in un'esperienza personale: essere stato rapinato.
"Volevo che i giocatori provassero quella sensazione," ha spiegato, descrivendo un loop di gioco costruito attorno alla disperazione della sopravvivenza nel mondo post-apocalittico di The Last of Us, ambientato 25 anni dopo gli eventi della serie, con una vegetazione che inghiotte le strutture urbane e offre copertura tattica reale durante gli inseguimenti.
Il director ha raccontato un momento specifico durante un playtest di una build ancora acerba del gioco: nascondersi nell'erba alta dopo aver inavvertitamente rivelato la propria posizione ricaricando l'arma, con un avversario che perlustra la zona a pochi centimetri.
Una dinamica di tensione pura, quasi cinematografica, che avvicina The Last of Us Online più a un thriller stealth ad alta tensione che ai consueti shooter multiplayer competitivi.
L'obiettivo centrale era la raccolta di risorse, con l'eliminazione degli altri giocatori come fonte primaria di loot, creando un ecosistema di paranoia e adrenalina coerente con il tono narrativo della serie principale.
Sul fronte delle cause della cancellazione, il quadro che emerge è quello di un effetto domino innescato da fattori macroeconomici e strategici. Agarwal ha citato il rallentamento dell'industria post-COVID e il conseguente ripensamento di Sony sulla propria strategia live service — una marcia indietro che ha colpito duramente diversi progetti first-party PlayStation.
Un ruolo chiave lo ha avuto anche Bungie: l'ex presidente PlayStation Shuhei Yoshida ha dichiarato che proprio i veterani dello studio di Destiny 2 hanno illustrato a Naughty Dog le reali complessità operative di un live service, convincendoli che proseguire avrebbe significato sacrificare qualsiasi altro progetto single-player per anni, compreso quello che oggi conosciamo come Intergalactic: The Heretic Prophet.
La questione temporistica aggiunge un ulteriore strato di amarezza: Agarwal ha rivelato di aver saputo della cancellazione sole 24 ore prima dell'annuncio pubblico di Sony, un dettaglio che descrive come devastante per chi aveva dedicato sette anni della propria carriera a quel progetto.
Una gestione delle comunicazioni interne che ha sollevato interrogativi legittimi sulle dinamiche tra publisher e team creativi in situazioni di questo tipo.
Nonostante la perdita di The Last of Us Online, l'universo creato da Neil Druckmann non sembra destinato a restare fermo. Sul fronte videoludico circolano segnali concreti che Naughty Dog stia lavorando a The Last of Us Part III, mentre sul piano dell'intrattenimento televisivo la serie HBO targata HBO è attualmente in produzione con la sua terza stagione, che potrebbe rivelarsi anche l'ultima.