Il mondo degli Elder Scrolls avrebbe potuto prendere una piega drasticamente diversa se Kurt Kuhlmann, veterano di Bethesda Game Studios con vent'anni di esperienza sul franchise e co-lead designer di Skyrim, avesse ottenuto il ruolo di lead designer su The Elder Scrolls 6 che gli era stato inizialmente promesso.
La sua visione prevedeva una svolta narrativa radicale per la serie: un finale in cui i Thalmor, gli antagonisti suprematisti elfici, avrebbero temporaneamente trionfato, lasciando i giocatori con un cliffhanger a la "L'Impero colpisce ancora" di Star Wars.
Un'idea che avrebbe rappresentato una rottura significativa con la tradizionale formula del "prescelto" che caratterizza ogni capitolo della saga.
Kuhlmann ha rivelato a PCGamer che la sua concept per TES6 prevedeva una conclusione amara in cui, nonostante il giocatore potesse aver compiuto azioni eroiche come salvare un erede al trono in segreto, l'impressione finale sarebbe stata quella di una vittoria dei Thalmor.
Il male avrebbe avuto la meglio, almeno temporaneamente, preparando il terreno per una vendetta in The Elder Scrolls 7. Una scelta narrativa audace che si sarebbe distanziata dalla struttura classica in cui il protagonista salva sempre il mondo alla fine dell'avventura principale.
La promessa mancata risale al periodo successivo al completamento di Skyrim, quando il director Todd Howard avrebbe verbalmente offerto a Kuhlmann la posizione di lead designer sul sesto capitolo.
Il piano originale dello studio prevedeva di sviluppare Fallout 4 e poi tornare immediatamente alla serie fantasy. Tuttavia, Fallout 76 e successivamente Starfield hanno completamente rivoluzionato la timeline, dilatando l'attesa per TES6 fino a rendere irrealistico qualsiasi sequel diretto che potesse chiudere il cerchio narrativo.
Nel frattempo Kuhlmann aveva assunto il ruolo di lead systems designer su Starfield, mantenendo l'aspettativa di guidare TES6 quando fosse arrivato il momento.
"Non era solo una mia aspettativa, mi era stato detto che sarebbe successo", ha dichiarato il designer, sottolineando come la sua esperienza e il successo di Skyrim rendessero quella progressione naturale.
Invece, quando finalmente è arrivato il momento, Bethesda ha preso una direzione diversa, offrendogli un ruolo differente sul progetto che Howard ha definito "importante", ma che non corrispondeva alle aspettative del veterano.
Quello che emerge dal racconto di Kuhlmann è anche un quadro dello sviluppo moderno di tripla A: guidare The Elder Scrolls 6 oggi è un'impresa radicalmente diversa rispetto al 2011.
Lo studio è cresciuto enormemente durante la produzione di Starfield, espandendosi su più sedi, e la complessità gestionale di un progetto di questa portata richiede competenze diverse.
Lo stesso Kuhlmann riconosce che la sua idea dell'Empire Strikes Back probabilmente non sarebbe mai stata accettata dal team: concludere con una sconfitta e dire ai giocatori "ci vediamo tra 10-15 anni" non è esattamente una strategia vincente nell'industria videoludica contemporanea.
Questi fattori, uniti alla mancata menzione della presunta promessa verbale di anni prima, hanno contribuito alla decisione di Kuhlmann di lasciare Bethesda Game Studios nel 2023, ponendo fine a una carriera ventennale come custode del lore di Elder Scrolls.
La sua partenza rappresenta la perdita di una memoria storica fondamentale per la serie, anche se la sua prospettiva critica sul proprio concept dimostra una lucidità rara nell'ambiente dello sviluppo.