Il mondo della musica videoludica conquista ancora una volta i Grammy Awards, confermando come le colonne sonore dei giochi siano ormai considerate forme d'arte al pari delle produzioni musicali tradizionali.
La cerimonia di domenica ha visto trionfare sia una big band jazz specializzata in cover di temi Nintendo, sia uno dei compositori più rispettati dell'industria gaming, dimostrando la crescente attenzione del pubblico mainstream verso le composizioni interattive.
La 8-Bit Big Band, orchestra jazz composta da oltre 30 musicisti con base prevalentemente a New York, si è aggiudicata il Grammy per Best Arrangement, Instrumental, or A Cappella grazie a "Super Mario Praise Break".
Il medley riarrangia in chiave jazz alcuni dei brani più iconici della saga Nintendo: il tema principale di Super Mario Bros., Bob-Omb Battlefield da Super Mario 64, Gusty Garden Galaxy da Super Mario Galaxy e l'Athletic Theme di Super Mario World.
Si tratta di una selezione che attraversa generazioni diverse di console, dal NES originale fino a Wii, dimostrando la longevità melodica delle composizioni di Koji Kondo.
Non è la prima volta che il collettivo porta a casa la statuetta dorata. Nel 2022 la band aveva già vinto nella stessa categoria con la cover di Meta Knight's Revenge, brano tratto dal classico SNES Kirby Superstar del 1996.
L'anno scorso erano stati nominati per la versione di Last Surprise da Persona 5, nella categoria Best Arrangement, Instruments and Vocals, senza però riuscire a conquistare il premio.
Nella categoria Best Game Soundtrack, il riconoscimento è andato ad Austin Wintory per Sword of the Sea. Il compositore, già nominato in passato per Stray Gods e Aliens: Fireteam Elite, si conferma uno dei talenti più prolifici del settore.
La sua colonna sonora per Sword of the Sea aveva già ricevuto elogi da parte di colleghi del calibro di Darren Korb, compositore di Hades 2, che aveva sottolineato le suggestioni ispirate a Björk e l'uso dei cori di voci bianche.
Borislav Slavov, autore delle musiche di Baldur's Gate III, aveva elogiato la capacità di Wintory di creare composizioni che funzionano sia nell'esperienza interattiva del gioco sia come album musicale autonomo.
Un aspetto fondamentale per le soundtrack videoludiche moderne, che devono adattarsi dinamicamente alle azioni del giocatore mantenendo comunque una coerenza artistica quando ascoltate fuori dal contesto di gioco.