Gabe Newell ha respinto le accuse secondo cui Steam opererebbe come un monopolio nel mercato dei videogiochi digitali, sostenendo che i giocatori abbiano una scelta molto ampia quando decidono dove acquistare i propri prodotti.
La posizione del fondatore e presidente di Valve emerge all'interno della documentazione legata a una causa antitrust ancora in corso contro la compagnia. Al centro della disputa ci sono le contestazioni sul peso dello store nel mercato e sulla possibilità che la piattaforma abbia mantenuto una posizione dominante con pratiche considerate aggressive dai ricorrenti.
Newell ha negato questa lettura, affermando che i clienti hanno una «scelta enorme» e che non sono obbligati a passare da Steam per acquistare videogiochi. Nella sua ricostruzione, un giocatore può comprare un prodotto su XBOX, su Steam, su Epic Games Store oppure direttamente dagli sviluppatori software.
Il riferimento alle alternative arriva in un momento in cui l'ecosistema videoludico è sempre più frammentato tra store, servizi e abbonamenti: anche l'arrivo di tre giochi gratis su XBOX Game Pass racconta quanto il mercato punti su canali diversi per intercettare pubblici e abitudini di acquisto differenti.
Il peso di Steam resta comunque centrale. La piattaforma di Valve è considerata da oltre un decennio il punto di riferimento per il gaming digitale su computer, e negli ultimi cinque anni la sua base utenti sarebbe cresciuta del 60%, con circa 42 milioni di giocatori attivi su uno dei suoi giochi in un determinato momento.
Proprio questa posizione ha alimentato il confronto con altri publisher e concorrenti. Epic Games Store, lanciato nel 2018 con una ripartizione dei ricavi dell'88% a favore degli sviluppatori, ha provato a insidiare il dominio di Valve anche attraverso giochi gratis offerti con regolarità, senza però riuscire a scalzare Steam dal suo ruolo principale.
Newell ha inoltre respinto l'accusa secondo cui Valve imporrebbe o incoraggerebbe politiche pensate per scoraggiare prezzi più bassi su store digitali diversi da Steam, mentre le accuse di monopolio a Steam sono state discusse da Gabe Newell anche sul fronte della concorrenza con Epic. Secondo la sua deposizione, la compagnia non avrebbe una politica o una pratica volta a dettare i prezzi degli sviluppatori terzi su altre piattaforme.
Il quadro legale resta complesso per Valve. Nel 2026 la società è finita al centro di più procedimenti: a gennaio un tribunale britannico ha dato il via libera a una causa collettiva da 656 milioni di sterline, mentre altri interventi hanno riguardato loot box e richieste di trasparenza sui sistemi di sicurezza della piattaforma.