Sony ha finalmente chiarito la questione relativa al presunto nuovo DRM PlayStation, intervenendo ufficialmente dopo giorni di polemiche e preoccupazioni da parte della community riguardo ai giochi digitali acquistati su PlayStation Store.
La controversia era esplosa a fine aprile 2026, quando diversi utenti avevano segnalato la comparsa di un timer associato alle licenze digitali, interpretato inizialmente come un nuovo sistema di controllo che avrebbe richiesto una connessione online ogni 30 giorni per mantenere attivi i giochi acquistati.
La prospettiva aveva immediatamente acceso il dibattito, riportando alla memoria le vecchie polemiche sul DRM always online e riaprendo il tema, sempre delicato, della reale proprietà dei contenuti digitali.
Dopo giorni di silenzio, Sony Interactive Entertainment ha rilasciato una dichiarazione ufficiale a GameSpot, smentendo di fatto l’interpretazione più drastica circolata online.
Secondo quanto spiegato dall’azienda, i giocatori potranno continuare ad accedere normalmente ai propri giochi acquistati, senza alcun obbligo di check-in mensile.
Il sistema richiede infatti soltanto un controllo online una tantum, necessario esclusivamente per verificare inizialmente la validità della licenza digitale.
“I giocatori possono continuare ad accedere e giocare ai propri titoli acquistati normalmente. È richiesto un unico controllo online per confermare la licenza del gioco, dopodiché non saranno necessari ulteriori check-in”, ha dichiarato Sony tramite un proprio portavoce.
La situazione appare quindi molto meno invasiva rispetto a quanto temuto inizialmente. Non esiste alcun sistema che imponga una connessione ogni 30 giorni, ma resta comunque confermato il principio di una verifica iniziale online per i contenuti digitali.
È proprio questo aspetto a continuare a dividere la community. Sebbene la misura sia decisamente meno restrittiva del previsto, alcuni utenti continuano a sollevare dubbi sul fatto che persino un controllo iniziale richieda obbligatoriamente una connessione internet.
Le critiche richiamano discussioni simili nate attorno alle Game Key Card di Nintendo Switch 2, considerate da alcuni un ulteriore passo verso una progressiva erosione del concetto di proprietà digitale tradizionale.
In definitiva, Sony ha spento sul nascere lo spettro di un DRM con check-in ricorrenti, ma la vicenda dimostra ancora una volta quanto il tema della conservazione e dell’accesso ai giochi digitali resti centrale nel dibattito moderno.