David Vonderhaar ha legato il suo nome a una parte enorme della storia recente degli sparatutto, ma il suo prossimo progetto non vuole vivere all'ombra di ciò che ha fatto prima. Il nuovo gioco di BulletFarm sarà ancora uno shooter, ma l'autore ha chiarito che non nasce come risposta diretta a Call of Duty.
Il punto è proprio questo: Vonderhaar non sta cercando di costruire un anti-CoD. Dopo quasi vent'anni in Treyarch, il designer parla di un'esperienza diversa, più cooperativa e competitiva insieme, con una struttura che viene descritta come PvPvE.
La formula, almeno per ora, resta volutamente ampia. I giocatori dovrebbero collaborare contro minacce ambientali e, nello stesso tempo, affrontarsi tra loro, in un equilibrio che può spostare il progetto lontano dal classico sparatutto militare annuale.
La definizione più curiosa riguarda il tono. Vonderhaar ha evocato David Lynch per spiegare l'atmosfera che immagina, un riferimento che lascia pensare a una direzione più surreale e meno prevedibile rispetto ai codici abituali del genere.
Per il pubblico che segue gli FPS, il nome di Vonderhaar pesa ancora molto. In casa Treyarch ha contribuito a definire il DNA di Black Ops, una serie che continua a essere centrale anche quando Activision corregge la rotta dei nuovi capitoli, come raccontato nel nostro articolo sul prossimo Call of Duty fuori da una console PlayStation.
Il nuovo percorso passa però da BulletFarm, studio che ha dovuto riorganizzarsi dopo la perdita del precedente supporto di NetEase. Ora il progetto è sostenuto anche da GreaterThan Group, lo stesso gruppo coinvolto nel nuovo Star Wars di Casey Hudson.
Non bisogna aspettarsi tempi brevi. Vonderhaar punta a completare il gioco in circa tre anni e ha spiegato di non voler far crescere troppo il team: al momento si parla di meno di 50 persone, una scelta che suggerisce un controllo creativo più stretto.
È una premessa interessante perché arriva in un momento in cui molti shooter cercano identità forti per non sparire nel rumore dei live service. Se BulletFarm riuscirà davvero a unire tensione competitiva, cooperazione e un immaginario più strano del solito, il confronto con Call of Duty potrebbe diventare inevitabile anche senza cercarlo.