Liquid Swords è diretta verso la chiusura dopo il fallimento, a meno di un anno dall'uscita del suo gioco d'esordio, Samson. Il fondatore Christofer Sundberg ha confermato il destino della società, annunciando però di voler continuare a sviluppare videogiochi attraverso un nuovo studio, del quale ha delineato l'impostazione e il possibile impiego dell'intelligenza artificiale.
Già alla guida di Just Cause, Christofer Sundberg ha spiegato in un messaggio su LinkedIn che la futura società sarà costruita tenendo conto delle condizioni del mercato. Le lezioni apprese con l'esperienza precedente orienteranno le decisioni aziendali, con l'obiettivo dichiarato di dare ai progetti e alle persone che li realizzano le condizioni per riuscire.
Il modello descritto parte da un piccolo team esperto e da costi di gestione contenuti. Sundberg vuole lavorare a un gioco che la squadra possa permettersi di completare senza dipendere dall'avverarsi di tutte le previsioni di vendita: una produzione sostenibile anche quando i risultati commerciali non corrispondono interamente alle aspettative iniziali.
Nel suo ragionamento trova spazio anche il margine di errore durante lo sviluppo. Il fondatore vuole poter imboccare una strada sbagliata, correggerla e proseguire senza mettere a rischio l'intera azienda. La possibilità di intervenire sulle scelte produttive fa quindi parte delle condizioni che intende creare per la squadra.
Per quanto riguarda l'IA generativa, gli impieghi presi in considerazione comprendono la realizzazione di prototipi, le attività ripetitive della produzione e i test. Sono questi gli ambiti indicati da Sundberg per un possibile supporto degli strumenti al lavoro del futuro gruppo, all'interno dei piani ancora in costruzione per la nuova società.
Lo sviluppatore ha escluso di voler sostituire i ruoli con l'IA o di considerarla un sistema per risparmiare e ottenere guadagni rapidi. Ha osservato che anche questa tecnologia comporta costi elevati, aggiungendo che cercare scorciatoie nello sviluppo dei videogiochi può finire per presentare il conto a chi le adotta.
Pur esprimendo un giudizio positivo su questi strumenti, Sundberg ritiene che dichiararsi un'azienda fondata sull'IA non costituisca, da solo, un piano produttivo o una strategia commerciale. A suo avviso servono persone esperte, capaci di riconoscere quando la tecnologia aiuta e quando occorre disattivarla. Ha inoltre invitato l'industria a discutere più apertamente di questo equilibrio.