Il 2026 si apre con un panorama normativo sempre più complesso per l’industria videoludica, un settore che continua a crescere ma che si trova costantemente sotto la lente di ingrandimento di legislatori e autorità di controllo. Secondo l’analisi pubblicata da GamesIndustry.biz, e firmata dall’avvocato Dr. Andreas Lober dello studio ADVANT Beiten, ci sono dieci trend legali destinati a definire l’anno appena iniziato, con un peso variabile rispetto al 2025.
Al centro di tutto rimane l’intelligenza artificiale, indicata come un trend stabile, ma solo perché ha già raggiunto un livello di attenzione altissimo. L’uso dell’AI nello sviluppo, nel testing e persino nella creazione di contenuti solleva interrogativi su copyright, responsabilità e tutela del lavoro creativo. Accanto a questo, cresce l’importanza della tutela dei consumatori, in netta salita, soprattutto alla luce di pratiche commerciali aggressive, modelli free-to-play e monetizzazione sempre più sofisticata.
In aumento anche l’attenzione verso sicurezza dei prodotti e cybersicurezza, un tema inevitabile in un’epoca di servizi live, account online e infrastrutture cloud. I publisher non possono più permettersi falle tecniche o violazioni dei dati, mentre la protezione dei minori continua a evolversi, andando oltre i tradizionali temi di sangue e violenza per includere dinamiche psicologiche, sociali e comportamentali.
Alcuni ambiti, invece, sembrano perdere centralità. La regolamentazione delle piattaforme online, le lootbox e le questioni legate alla posizione dominante di mercato risultano in calo, non perché risolte, ma perché ormai assorbite in quadri normativi più ampi o meno prioritarie rispetto ad altre urgenze. Rimangono invece stabili temi come la protezione dei dati, le dispute su cloni e proprietà intellettuale e il settore degli esport, che continua a muoversi in una zona grigia tra sport, intrattenimento e business digitale.
Di seguito la top 10 dei trend legali per il 2026:
1) AI
2) tutela dei consumatori
3) sicurezza dei prodotti e cybersicurezza
4) protezione dei giovani oltre sangue e violenza
5) regolamentazione delle piattaforme online
6) cloni e dispute sulla proprietà intellettuale
7) lootbox
8) protezione dei dati
9) posizione dominante di mercato
10) esport
Come sottolineato dallo stesso Lober, si tratta di previsioni personali, ma il messaggio è chiaro: nel 2026 sviluppare videogiochi non significa solo creare mondi e meccaniche, ma navigare un ecosistema legale sempre più articolato, dove ignorare le regole può costare quanto un flop commerciale.