PS Portal continua la sua lenta ma costante ascesa negli Stati Uniti, raggiungendo il più alto attach rate mai registrato rispetto a PS5. Secondo i nuovi dati di Circana, alla fine del 2025 circa il 7% dei possessori di PlayStation 5 negli USA possedeva anche il dispositivo portatile di streaming di Sony. Un dato che segna una crescita non enorme, ma significativa, rispetto all’ottobre scorso, quando la percentuale si fermava a poco più del 5%.
Numeri alla mano, PS Portal resta un prodotto di nicchia, ma una nicchia che sta lentamente ampliandosi. Dopo un lancio piuttosto tiepido, il dispositivo ha beneficiato in modo evidente del supporto post-lancio di Sony, che ne ha ridefinito l’utilità attraverso aggiornamenti mirati e, soprattutto, più intelligenti.
L’ultimo update, in particolare, ha rappresentato un vero punto di svolta: i membri PS Plus Premium possono ora effettuare lo streaming diretto dei giochi PS5 presenti nella propria libreria, senza la necessità che siano installati sulla console domestica. Una funzione che ha trasformato PS Portal da semplice “accessorio da divano” a dispositivo realmente flessibile, capace di inserirsi con più naturalezza nella quotidianità dei giocatori.
Non a caso, nella nostra analisi hands-on dedicata all’aggiornamento, abbiamo parlato di una vera e propria “seconda vita” per PS Portal, arrivando a definirlo uno dei prodotti più riusciti dell’ecosistema PS5. Un giudizio che, almeno sul mercato statunitense, sembra ora trovare conferma anche nei dati di vendita.
Il contesto è interessante anche in prospettiva futura. Le indiscrezioni sempre più insistenti su un handheld PlayStation legato a PS6 rendono PS Portal una sorta di banco di prova: un esperimento controllato, utile a capire quanto il pubblico sia disposto ad abbracciare un’idea di gioco sempre più ibrida, fluida e slegata dal concetto tradizionale di console fissa.
PS Portal è la dimostrazione perfetta di come, nel mercato hardware, il tempo e il supporto contino spesso più dell’hype iniziale. Partito come un oggetto strano, quasi superfluo, sta lentamente trovando una sua identità grazie a scelte tardive ma finalmente centrate. Il 7% non è una rivoluzione, ma è un segnale chiaro: quando un prodotto smette di chiedere al giocatore di adattarsi e inizia invece ad adattarsi al giocatore, anche le idee più controverse possono trovare il loro spazio. Sony se n’è accorta tardi, ma forse non troppo tardi.