Il mondo del manga e degli appassionati di Super Mario piange la scomparsa di Kazuki Motoyama, deceduto all'età di 69 anni. L'artista e autore giapponese ha lasciato un'impronta indelebile nella cultura pop nipponica grazie alle sue reinterpretazioni a fumetti dell'iconico idraulico baffuto di Nintendo. La notizia della sua morte è stata diffusa dalla sorella Risa Motoyama attraverso i social media, scatenando un'ondata di cordoglio tra i fan di diverse generazioni.
Per un decennio intero, dal 1988 al 1998, Motoyama ha dato vita a Mario e all'intero universo del Regno dei Funghi sulle pagine della celebre rivista Comic BomBom di Kodansha. Le sue opere non erano semplici trasposizioni dei videogiochi, ma vere e proprie rielaborazioni creative che mescolavano l'universo Nintendo con riferimenti alla cultura pop giapponese e uno stile umoristico irriverente. A differenza delle versioni occidentali più edulcorate dei personaggi Nintendo, i manga di Motoyama presentavano un tono più audace e spregiudicato.
Lo stile narrativo dell'autore si caratterizzava infatti per un approccio che non temeva l'umorismo autoironico e le gag tipiche dei manga shōnen dell'epoca. Chi ha familiarità con opere come Dragon Ball riconoscerà immediatamente il tipo di comicità impiegata: battute sopra le righe, occasionali riferimenti sessuali e scene di nudo trattate con leggerezza comica. Un approccio che oggi potrebbe sorprendere chi associa Mario esclusivamente a contenuti per famiglie, ma che all'epoca era perfettamente in linea con lo spirito della rivista BomBom.
La conferma del decesso è arrivata da Risa Motoyama, anch'essa autrice di manga e nota per la serie "Start With a Happy Ending". Sul suo profilo Instagram ufficiale ha condiviso un messaggio toccante: "Mio fratello è venuto a mancare. Ringrazio tutti coloro che lo hanno supportato durante la sua vita. Ci scusiamo per avervi causato preoccupazione. Tornerò su YouTube quando mi sarò un po' calmata. Vi sarei grata se voleste aspettare". La data esatta del decesso non è stata resa nota, ma si stima sia avvenuto nel mese di ottobre, considerando quando è stato pubblicato l'annuncio sui social.
La notizia ha iniziato a diffondersi viralmente su X grazie a un post emotivo di un fan che raccontava la sua personale scoperta dell'opera di Motoyama. "Non avevo idea che il signor Kazuki Motoyama, che disegnava i fumetti di Mario per Bonbon, fosse deceduto", si legge nel messaggio. "Circa 20 anni fa ho scoperto questo fumetto quando trovai il volume 2 di Yoshi's Island in un negozio di usato, e ho collezionato l'intera serie. Amavo gli sviluppi narrativi appassionati e intensi. Le mie condoglianze e preghiere per la sua anima".
Una peculiarità delle pubblicazioni di Motoyama era l'assenza di un titolo unificante per la serie. Invece di chiamarsi semplicemente "Super Mario", i volumi prendevano il nome dall'ultimo videogioco Nintendo uscito sul mercato: Super Mario Bros. 3, Super Mario 64 e così via. Questa strategia editoriale rifletteva la stretta connessione tra i manga e i titoli videoludici, servendo anche come guide strategiche non ufficiali per i giocatori. L'ultimo capitolo pubblicato si basava su Yoshi's Story del 1997 per Nintendo 64, prima che Kodansha perdesse la licenza per produrre manga basati sul franchise di Super Mario.
Con la scomparsa di Kazuki Motoyama, l'industria del manga perde un artista che ha saputo trasformare un'icona videoludica internazionale in qualcosa di profondamente radicato nella sensibilità giapponese degli anni Novanta. I suoi fumetti rimangono una testimonianza preziosa di un'epoca in cui i confini tra media diversi erano più fluidi e le licenze permettevano maggiore libertà creativa agli autori.