I tester sindacalizzati di Activision hanno votato per autorizzare uno sciopero a una settimana dal lancio di Call of Duty: Modern Warfare 4. Il sindacato intende ricorrere all'astensione dal lavoro se le condizioni presso il publisher non cambieranno.
La rappresentanza coinvolta è Activision Quality Assurance United-CWA, nata nel marzo 2024 e composta da quasi 600 lavoratori del controllo qualità. A descrivere lo stato delle trattative è Emily Danko, tester funzionale e componente del comitato incaricato di negoziare il contratto con l'azienda.
Danko definisce il confronto un percorso lungo ed estenuante, protrattosi per oltre due anni. La rappresentante sostiene che il comitato abbia agito responsabilmente e negoziato in buona fede, mentre l'azienda avrebbe continuato a rallentare sui nodi di salari, adeguamenti delle condizioni di lavoro e protezioni per il personale, impedendo progressi sostanziali sulle questioni ancora irrisolte.
Fra le tutele richieste figurano anche quelle relative all'uso dell'intelligenza artificiale e ai lavoratori a contratto. Danko afferma che gli iscritti restano uniti e continuano a mobilitarsi, valutando tutte le opzioni a disposizione per ottenere un accordo ritenuto equo.
Un altro tester riferisce che negli uffici si lavora quotidianamente per portare avanti lo sviluppo dello sparatutto, chiedendo in cambio retribuzioni e trattamento adeguati. Il lavoratore denuncia inoltre la costante minaccia di licenziamenti su larga scala senza protezioni significative e descrive le risposte ricevute al tavolo negoziale come rinvii e controproposte irrealistiche.
La posizione di Activision è diversa: un portavoce sostiene che il confronto con CWA per il gruppo Central QA abbia già prodotto progressi significativi su diversi punti. L'obiettivo dichiarato è un primo contratto equo, capace di sostenere sia i dipendenti sia il successo dell'attività nel lungo periodo. L'azienda afferma inoltre di rispettare il diritto dei lavoratori a scioperare.
Il publisher ha proposto di tornare al tavolo il 21 e 22 ottobre, ribadendo il proprio impegno al dialogo. Il voto arriva meno di un mese dopo un'ulteriore tornata di licenziamenti in XBOX, inserita in una serie più ampia di riduzioni del personale, con altri tagli previsti.