Konami ha finalmente svelato i requisiti di sistema ufficiali per Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots, il capitolo che fino ad oggi è rimasto confinato su PlayStation 3 e che rappresenta uno dei titoli più richiesti dalla community PC.
L'annuncio arriva in vista del lancio di Metal Gear Solid: Master Collection Vol.2, previsto per il 27 agosto, e porta con sé una sorpresa inaspettata: i requisiti hardware sono decisamente abbordabili, ben lontani dalle aspettative iniziali della community.
Per quanto riguarda le specifiche minime, Konami indica un processore Intel Core i5-9600K accompagnato da 16GB di RAM e una scheda grafica NVIDIA GeForce GTX 1650.
La configurazione raccomandata sale di poco, richiedendo un Intel Core i5-10500, sempre con 16GB di RAM, e una GPU leggermente più datata come la GTX 970.
Entrambe le configurazioni necessitano di 35GB di spazio libero su disco, con raccomandazione per un SSD, e faranno girare il gioco tramite le DirectX 12.
L'aspetto più critico della comunicazione riguarda l'assenza di dettagli su risoluzione e frame rate target. Konami non ha specificato se i requisiti minimi puntino a 1080p/30fps oppure 60fps, né tantomeno quale preset grafico sia da considerare.
Basandosi sull'hardware richiesto, è plausibile ipotizzare che la configurazione raccomandata miri a un'esperienza a 1080p con 60 frame al secondo, mentre per il 4K nativo sarà probabilmente necessaria una scheda grafica più performante rispetto alla GTX 970.
La notizia assume un'importanza particolare considerando la travagliata storia di Metal Gear Solid 4 su piattaforma PC. Il titolo, lanciato originariamente nel 2008 come esclusiva PlayStation 3, è rimasto per quasi due decenni inaccessibile ai giocatori PC se non attraverso l'emulazione con RPCS3.
L'emulatore open-source, pur rappresentando un progetto tecnicamente impressionante, ha sempre richiesto configurazioni hardware di fascia molto alta per garantire prestazioni accettabili, con frequenti cali di frame rate e problemi di stabilità anche su sistemi recenti.
I requisiti relativamente contenuti suggeriscono che Konami abbia optato per una conversione che mantiene l'impianto grafico originale senza stravolgimenti sostanziali, concentrandosi sull'ottimizzazione e sulla stabilità.
Questa scelta potrebbe deludere chi sperava in un remaster completo con texture moderne e supporto per tecnologie come il ray tracing, ma garantirà l'accessibilità del titolo anche a chi non dispone di hardware di ultimissima generazione.