Bruce Straley, ex director di The Last of Us e Uncharted 4, non ha usato giri di parole nel descrivere il panorama delle grandi produzioni moderne. In una recente intervista a Edge, lo sviluppatore ha sostenuto che molti giochi tripla A siano diventati prevedibili e poco stimolanti.
Il punto, secondo Straley, non riguarda la qualità tecnica delle produzioni, ma la difficoltà di introdurre idee davvero fresche all'interno di progetti enormi. Budget elevati, strutture complesse e formule già collaudate sembrano lasciare meno spazio alla sperimentazione, con esperienze che finiscono per assomigliarsi.
L'esempio scelto dall'ex Naughty Dog è God of War Laufey. Straley riconosce il grande lavoro degli sviluppatori e l'altissimo livello di dettaglio, ma sostiene che ciò che il gioco chiede concretamente di fare al giocatore non riesca a entusiasmarlo.
La sua critica arriva mentre il nuovo capitolo di Santa Monica Studio continua ad attirare attenzione. God of War Laufey ha già una data d'uscita e porterà Faye al centro dell'avventura, espandendo una saga che resta tra le più importanti del catalogo PlayStation.
Per Straley, il problema è più ampio di un singolo titolo: il settore tripla A sarebbe diventato troppo prudente, proprio quando dimensioni e risorse potrebbero permettere agli studi di tentare strade nuove. L'impatto visivo, da solo, non basta a rendere originale un'esperienza.
Lo sviluppatore guarda invece con maggiore interesse alla scena indie, dove team più piccoli possono correre rischi e allontanarsi dalle formule consolidate. Ha anche accennato a una propria idea per un gioco tripla A, pur ammettendo che potrebbe non vedere mai la luce.
Quella di Straley rimane un'opinione personale, ma tocca un dibattito sempre più presente nell'industria: quanto spazio resta per l'innovazione quando una produzione deve sostenere costi enormi e soddisfare un pubblico globale? God of War Laufey diventa così il punto di partenza per una riflessione che riguarda l'intero mercato.