Negli ultimi giorni, Rockstar Games è finita al centro di una bufera mediatica dopo il licenziamento di oltre trenta dipendenti al lavoro su GTA 6, con molti che hanno accusato lo studio di ostacolare la formazione di un sindacato. L’azienda, però, ha replicato con fermezza, sostenendo che le misure disciplinari adottate non hanno nulla a che vedere con i tentativi di organizzazione sindacale, ma sarebbero state una diretta conseguenza di violazioni della riservatezza aziendale.
In una dichiarazione rilasciata a Bloomberg, un portavoce dello studio ha spiegato: «La scorsa settimana abbiamo preso provvedimenti nei confronti di un piccolo gruppo di individui che sono stati trovati a distribuire e discutere informazioni riservate in un forum pubblico, in violazione delle politiche aziendali. Questo non ha nulla a che vedere con il diritto delle persone di unirsi a un sindacato o di partecipare ad attività sindacali».
La società madre Take-Two Interactive aveva già giustificato i licenziamenti definendoli come conseguenza di “gravi comportamenti scorretti”. Tuttavia, l’Independent Workers’ Union of Great Britain (IWGB) ha offerto una versione diametralmente opposta, sostenendo che i lavoratori licenziati erano membri attivi o in procinto di costituire un sindacato e definendo l’azione di Rockstar come «l’atto di repressione sindacale più spietato nella storia dell’industria videoludica britannica».
Non è la prima volta che il tema della sicurezza delle informazioni emerge in casa Rockstar. Nel 2023, infatti, lo studio aveva rivelato in tribunale che il gigantesco leak di GTA 6 dell’anno precedente gli era costato circa 5 milioni di dollari e “migliaia di ore di lavoro” per ripristinare i danni. Da allora, le politiche interne sulla gestione dei dati si sarebbero fatte molto più rigide.
Resta tuttavia il dubbio se questa stretta sia solo una misura di sicurezza o nasconda una più ampia volontà di controllare il personale in un momento delicato, a pochi mesi dal lancio di Grand Theft Auto VI, fissato per il 26 maggio 2026 su PS5 e Xbox Series X|S. Una questione che rischia di sollevare nuove tensioni tra i lavoratori e una delle software house più influenti dell’intero settore.