L'industria videoludica si prepara a una rivoluzione nel concetto stesso di console domestica, e Epic Games vuole essere protagonista fin dal primo giorno. La compagnia americana ha annunciato l'intenzione di portare il proprio negozio digitale sulla prossima generazione di Xbox sin dal lancio della piattaforma, confermando le voci che circolano da mesi su un cambio radicale di strategia da parte di Microsoft.
Secondo quanto dichiarato da Steve Allison, responsabile dell'Epic Games Store, le discussioni con il colosso di Redmond sono già in corso e l'approccio aperto della nuova console rappresenta un'opportunità senza precedenti.
La questione è emersa durante un'intervista con Game File, in cui si parlava inizialmente delle console portatili Asus ROG Xbox Ally e Ally X. Questi dispositivi, che rappresentano un ponte tra il mondo PC e quello console, permettono già l'accesso a molteplici piattaforme digitali come Steam, GOG, Ubisoft Connect, Battle.net e EA App, oltre all'ecosistema Xbox tradizionale.
Si tratta essenzialmente di computer portatili che avviano automaticamente l'applicazione Xbox, ma senza limitare l'utente a un unico negozio digitale.
Attualmente, l'Epic Games Store è accessibile su questi dispositivi portatili, ma solo attraverso un collegamento che reindirizza alla versione PC del launcher, non ottimizzata per l'utilizzo con controller. Allison ha ammesso candidamente che la compagnia non ha ancora sviluppato le applicazioni dedicate necessarie per questi sistemi ibridi.
La priorità attuale rimane il miglioramento generale dello store e del launcher, prima di concentrarsi su versioni specifiche per dispositivi portatili.
La vera notizia riguarda però la prossima generazione di console Xbox, che secondo le indiscrezioni più accreditate adotterà proprio questa filosofia ibrida. Microsoft avrebbe comunicato a Epic la propria intenzione di mantenere un approccio aperto anche sulla console domestica, permettendo l'installazione di store di terze parti.
Allison non ha nascosto l'entusiasmo per questa prospettiva, confermando che Epic costruirà un'applicazione nativa rispettando i requisiti tecnici che Microsoft stabilirà per la piattaforma.
Le dichiarazioni del responsabile di Epic trovano conferma in diverse fonti che da mesi alimentano speculazioni sulla natura della prossima Xbox.
Lo scorso ottobre, il canale YouTube specializzato Moore's Law is Dead aveva mostrato quello che secondo lui sarebbe il processore principale della nuova console, sostenendo che Microsoft stia progettando un sistema ibrido capace di eseguire sia giochi Xbox sia titoli PC provenienti da diversi store digitali. Un'architettura che rappresenterebbe una svolta rispetto al modello tradizionale di console chiusa.
Anche Sarah Bond, presidente della divisione Xbox, ha lasciato intendere che la direzione intrapresa con le console portatili Asus ROG rappresenti un'anticipazione della filosofia della prossima generazione. Parlando con Mashable, Bond ha descritto la futura console come un'esperienza "premium" e "di alto livello" curata nei minimi dettagli, aggiungendo che alcune delle idee implementate nei dispositivi portatili si ritroveranno nel nuovo hardware domestico, senza però voler rivelare troppo.
La strategia di Microsoft appare chiara: creare un ecosistema che mantenga i vantaggi tradizionali delle console, come l'ottimizzazione hardware e l'esperienza utente semplificata, aprendo però le porte alla libertà di scelta tipica del mondo PC.
Una mossa che potrebbe ridefinire il concetto stesso di console di gioco, trasformandola in una piattaforma più aperta e versatile. Per Epic Games, questa rappresenta un'opportunità storica per espandere la propria presenza oltre il mercato PC e mobile.
Vale la pena ricordare che Epic sta ancora lottando per portare il proprio store sui dispositivi iOS a livello globale, una battaglia legale e commerciale che si trascina da anni.
L'apertura di Microsoft alla competizione tra store digitali sulla propria piattaforma hardware rappresenta quindi un'eccezione significativa nel panorama delle console tradizionali, dove Sony e Nintendo mantengono ecosistemi completamente chiusi. Il successo di questa strategia potrebbe influenzare profondamente l'intero mercato videoludico nei prossimi anni.