Le difficoltà di accesso ai server dei giochi online di Electronic Arts dalla Russia hanno riacceso le discussioni tra i giocatori, ma l'ipotesi di un blocco istituzionale è stata respinta dal regolatore locale.
Nel mese di luglio, diversi utenti russi hanno segnalato problemi di connessione a progetti come EA Sports FC 26, UFC 6 e lo sparatutto Battlefield 6. Le segnalazioni hanno alimentato l'idea che le difficoltà potessero dipendere da un intervento di Roskomnadzor, l'ente federale russo che si occupa anche del controllo delle comunicazioni e dell'accesso alle risorse online.
La risposta ufficiale è arrivata attraverso un commento a TASS, nel quale un rappresentante dell'ente ha negato che siano in corso limitazioni verso quei giochi. La dichiarazione citata riguarda in modo specifico due nomi del catalogo EA: EA Sports FC e Battlefield 6.
Secondo quanto affermato dal regolatore, l'accesso non viene limitato per EA Sports FC e Battlefield 6. La formulazione non entra nel dettaglio delle cause tecniche dei problemi segnalati dagli utenti, ma esclude che, per quei due titoli, sia attivo un blocco disposto da Roskomnadzor.
Il caso si inserisce in una situazione già vista in passato: gli utenti dalla Russia avevano già incontrato difficoltà nel collegarsi a giochi online, compresi alcuni progetti firmati Electronic Arts. Le nuove segnalazioni, dunque, non rappresentano il primo episodio di questo tipo per i servizi multiplayer del publisher nella regione.
Nel frattempo Battlefield 6 ha ricevuto l'aggiornamento finale della terza stagione, che ha introdotto nuovi contenuti e una meccanica ispirata a Call of Duty: Ghosts. Si tratta di un sistema di contratti che possono comparire dai nemici durante una partita, aggiungendo obiettivi extra nel corso degli scontri.
L'update ha portato anche un piccolo mini pass battaglia con ricompense sbloccabili completando sfide. La coincidenza tra i problemi di connessione segnalati e una fase ancora attiva del supporto stagionale ha contribuito a far circolare rapidamente le ipotesi tra i giocatori, fino alla smentita del regolatore russo.