La controversia sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale generativa in Call of Duty: Black Ops 7 ha superato i confini della community videoludica, attirando l'attenzione delle istituzioni politiche statunitensi.
Il deputato Ro Khanna è intervenuto pubblicamente sulla questione, chiedendo regolamentazioni stringenti per impedire che le aziende del settore gaming utilizzino l'AI come strumento di riduzione dei costi a scapito dei lavoratori creativi.
La polemica era esplosa la scorsa settimana quando giocatori e sviluppatori hanno scoperto che numerose calling card del titolo Activision erano state realizzate tramite intelligenza artificiale, sollevando interrogativi sul futuro dell'occupazione artistica nell'industria.
Rispondendo direttamente al post social che aveva innescato il dibattito su X, Khanna ha espresso una posizione netta: "Abbiamo bisogno di regolamentazioni che impediscano alle aziende di usare l'AI per eliminare posti di lavoro ed estrarre maggiori profitti".
Il parlamentare ha inoltre sottolineato che gli artisti che lavorano in queste compagnie dovrebbero avere voce in capitolo su come viene implementata l'intelligenza artificiale, partecipare ai profitti generati e beneficiare di una tassazione sui licenziamenti di massa causati dall'automazione.
We need regulations that prevent companies from using AI to eliminate jobs to extract greater profits.
— Ro Khanna (@RoKhanna) November 14, 2025
Artists at these companies need to have a say in how AI is deployed.
They should share in the profits. And there should be a tax on mass displacement. https://t.co/uU2tmt8pDJ
La posizione di Khanna sull'AI non è tuttavia completamente negativa. Il deputato ha riconosciuto potenziali applicazioni benefiche della tecnologia, citando esempi come quello di un politico in India che utilizza l'intelligenza artificiale per comunicare in venti dialetti diversi.
Ha però precisato che in questi casi la trasparenza è fondamentale: gli utenti devono essere consapevoli quando un contenuto è generato artificialmente e non rappresenta una performance autentica della persona coinvolta.
Activision Blizzard aveva tentato di stemperare le polemiche con una dichiarazione ufficiale rilasciata verso la fine della scorsa settimana. La compagnia ha affermato di utilizzare "una varietà di strumenti digitali, inclusi strumenti AI, per supportare e potenziare i nostri team nella creazione delle migliori esperienze di gioco possibili per i giocatori", precisando che il processo creativo continua a essere guidato dai talentuosi individui che lavorano negli studi di sviluppo. Una difesa che non è riuscita a placare le critiche della community.
L'impatto sulla reputazione di Call of Duty: Black Ops 7 è stato devastante. Lo shooter attualmente detiene il punteggio utenti più basso su Metacritic nella storia dell'intera franchise di Call of Duty, un record negativo che testimonia la gravità della situazione.
Su Steam la situazione non è migliore, con appena il 42% di recensioni positive al momento della stesura di questo articolo. I giocatori non si limitano a criticare l'uso dell'AI generativa per le calling card, ma puntano il dito anche contro una campagna definita "terribile" e una modalità Endgame descritta come "noiosa e ripetitiva".
La questione solleva interrogativi più ampi sul futuro della produzione artistica nel gaming. Se le major come Activision continueranno a sostituire il lavoro creativo umano con soluzioni AI per massimizzare i profitti, l'industria rischia di perdere non solo posti di lavoro qualificati, ma anche quella componente umana e artistica che distingue i videogiochi come forma d'arte interattiva. L'intervento di rappresentanti politici come Khanna potrebbe segnare l'inizio di un necessario dibattito regolamentare su scala nazionale.