Il mondo del gaming horror sta per accogliere un sequel che nessuno si aspettava: Code UltraViolet, seguito diretto di Code Violet, l'action-horror a tema dinosauri sviluppato da TeamKill Media che aveva tentato di riempire il vuoto lasciato dall'assenza di un remake o sequel di Dino Crisis.
La notizia sorprende soprattutto considerando l'accoglienza disastrosa riservata al primo capitolo, che si è guadagnato la reputazione di uno dei peggiori lanci degli ultimi anni secondo le metriche aggregate delle recensioni professionali e del pubblico.
L'annuncio è arrivato direttamente dal profilo X dello studio TeamKill Media, che ha confermato lo sviluppo attivo del titolo. La scelta del nome Code UltraViolet rappresenta sicuramente un punto a favore dal punto di vista del branding, anche se il team dovrà lavorare duramente per riconquistare la fiducia di una community scottata dalla prima esperienza.
Il gioco originale si presenta come un action-horror in cui i giocatori vestono i panni della protagonista Violet, impegnata a combattere orde di dinosauri ostili mentre scopre i segreti di Aion, una colonia che sfrutta tecnologie di viaggio nel tempo all'avanguardia per rapire donne dal passato e utilizzarle come surrogate nel tentativo di salvare l'umanità dall'estinzione.
I numeri parlano chiaro: su Metacritic, Code Violet ha raggiunto un devastante 29/100 nella sezione recensioni professionali, una valutazione che la piattaforma definisce come "generalmente sfavorevole".
Le recensioni degli utenti si attestano addirittura a quota 26, dipingendo un quadro ancora più fosco. Numerosi critici e giocatori hanno etichettato il titolo come il peggiore mai provato, con alcuni che lo hanno definito "ingiocabile" e altri che hanno utilizzato termini ancora meno gentili.
Sul PlayStation Store ufficiale la situazione appare leggermente migliore, con oltre 4.000 recensori che hanno assegnato un punteggio cumulativo di 2,88 su 5.
Tuttavia, anche in questo caso, un'analisi più approfondita delle recensioni testuali rivela critiche severe e un malcontento diffuso tra chi ha effettivamente acquistato e provato il gioco. Sembrerebbe che le mod volgari per PC siano state l'ultimo dei problemi per gli sviluppatori.
La domanda spontanea riguarda la sostenibilità economica del progetto: evidentemente Code Violet deve aver venduto abbastanza copie da giustificare l'investimento in un seguito, anche se resta incerto quanti tra gli acquirenti siano rimasti soddisfatti del loro acquisto.