Call of Duty: Black Ops Zombies sta trovando una nuova strada fuori dagli store mobile, grazie a un progetto amatoriale pensato per portarlo sugli handheld Linux tramite PortMaster. Il lavoro non riguarda una riedizione ufficiale, ma una soluzione in sviluppo che permette di ricostruire il gioco partendo dai file Android posseduti dall'utente.
Il titolo era arrivato su iOS nel 2011 e su Android nel 2012, diventando uno dei casi più noti dell'espansione mobile di Call of Duty. Come accaduto a molte applicazioni di quell'epoca, il gioco è poi sparito da App Store e Play Store, complice l'età del software e la mancanza di aggiornamenti per mantenerlo compatibile con sistemi più moderni.
A occuparsi del progetto è Producdevity, sviluppatore già noto nella scena handheld per strumenti come Gamehub Lite ed Emuready. In questo caso il lavoro punta a far girare Black Ops Zombies in ambiente PortMaster, con una build ancora indicata come in fase di sviluppo e quindi destinata a utenti consapevoli della natura sperimentale del port, mentre su PS5 l’indizio dei trofei di Black Ops ha riacceso le ipotesi su una possibile riedizione.
Il primo passaggio è stato il COD BOZ PortMaster Loader, pubblicato su GitHub con istruzioni per prendere un APK ottenuto legalmente, inserirlo nel loader e costruire il pacchetto in autonomia. Il materiale include anche uno script pensato per distribuire il risultato su sistemi come muOS o Knulli, due nomi familiari per chi usa console portatili Linux dedicate al retrogaming.
La procedura è stata poi semplificata con il CODBOZ Initial Test Build, etichettato come pre-release. In questa versione l'utente deve collocare il file APK nel percorso indicato dalle istruzioni, ports/codboz/apk/game.apk, e avviare la compilazione iniziale, che può richiedere circa 15-20 minuti al primo avvio.
Il test principale è stato effettuato su muOS, ma il progetto nasce con l'idea di favorire prove di compatibilità anche su altri sistemi. Tra i dispositivi citati rientra la linea Anbernic XX, mentre l'interesse della scena guarda anche agli handheld basati su chipset A133P, 3566 e 3326.
Il repository non distribuisce i dati del gioco: contiene loader, sorgenti, un estrattore APK al primo avvio e script di packaging. La parte essenziale resta quindi legata alla copia Android originale, mentre il port lavora sul livello necessario per far funzionare il codice del gioco su dispositivi Linux compatibili.