L'industria videoludica si trova in un momento cruciale per quanto riguarda l'implementazione dell'intelligenza artificiale nello sviluppo, e Arc Raiders (qui la nostra recensione) è finito al centro di un acceso dibattito. Il CEO di Nexon, publisher del titolo sviluppato da Embark Studios, ha infatti rilasciato dichiarazioni che hanno fatto discutere la community, affermando senza mezzi termini che ormai i giocatori dovrebbero "dare per scontato che ogni azienda videoludica stia utilizzando l'IA".
Una posizione netta che arriva in un contesto dove l'extraction shooter ha già venduto oltre 4 milioni di copie in meno di due settimane dal lancio, raggiungendo picchi di 700.000 giocatori simultanei su tutte le piattaforme.
La questione è emersa dopo che Embark Studios aveva dichiarato sulla pagina Steam di Arc Raiders l'utilizzo di strumenti basati su IA durante lo sviluppo, specificando che "il prodotto finale riflette la creatività e l'espressione del nostro team di sviluppo". Una nota simile era già apparsa per The Finals, lo shooter competitivo rilasciato dallo studio nel 2023, dimostrando come questa sia ormai una prassi consolidata per il team.
In un'intervista con PCGamesN, lo studio aveva inizialmente cercato di chiarire la propria posizione, spiegando che Arc Raiders "non utilizza in alcun modo IA generativa" ma piuttosto machine learning e reinforcement learning per gestire la locomozione dei droni più grandi con zampe multiple.
Tuttavia, il design director Virgil Watkins ha poi rivelato un utilizzo più controverso dell'IA: il sistema text-to-speech che permette al gioco di pronunciare dinamicamente nomi di oggetti, location e direzioni della bussola.
Secondo Watkins, lo studio assume e stipula contratti con doppiatori professionisti che acconsentono esplicitamente all'uso dell'IA per questo scopo. Una pratica che solleva interrogativi etici sul futuro del doppiaggio videoludico, soprattutto considerando che elimina la necessità di richiamare gli attori ogni volta che viene aggiunto nuovo contenuto al gioco.
Per un extraction shooter pensato come live service con aggiornamenti continui, questa scelta garantisce flessibilità operativa ma a quale costo per i professionisti del settore?
Junghun Lee, CEO di Nexon, ha ora raddoppiato la posta in gioco con dichiarazioni rilasciate a Game*Spark. Secondo Lee, l'IA migliora "l'efficienza sia nella produzione dei giochi che nelle operazioni di live service", e la vera domanda non è se utilizzarla, ma come differenziarsi quando tutti hanno accesso alle stesse tecnologie. "Se tutti lavorano con tecnologie uguali o simili, la vera domanda diventa: come sopravvivi? Credo sia importante scegliere una strategia che aumenti la tua competitività", ha spiegato il CEO.
Le parole di Lee riflettono una tendenza ormai consolidata nell'industria. Il CEO di EA Andrew Wilson ha definito l'IA "il vero cuore del nostro business", mentre Square Enix ha recentemente implementato licenziamenti di massa e una riorganizzazione interna dichiarando la necessità di essere "aggressivi nell'applicazione dell'IA".
Anche Glen Schofield, creatore di Dead Space, ha illustrato piani per "sistemare" l'industria in parte attraverso l'IA generativa, e Meghan Morgan Juinio, ex sviluppatrice di God of War, ha affermato che "se non abbracciamo l'IA, ci stiamo svendendo".
Non tutte le major però seguono questa direzione. Nintendo ha esplicitamente preso le distanze da questa tendenza, con Shigeru Miyamoto che ha sottolineato come la compagnia preferisca andare in una "direzione diversa" rispetto al resto dell'industria videoludica per quanto riguarda l'implementazione dell'intelligenza artificiale. Una posizione che riflette la filosofia tradizionale della casa di Kyoto, sempre incline a percorsi alternativi rispetto alle tendenze dominanti del mercato.
Per Arc Raiders, comunque, l'utilizzo dell'IA non sembra aver rappresentato un ostacolo commerciale. I numeri parlano chiaro: 4 milioni di copie vendute in meno di due settimane sono un risultato straordinario per un nuovo IP nel competitivo mercato degli extraction shooter, un genere che negli ultimi anni ha visto l'emergere di titoli come Escape from Tarkov e Hunt: Showdown ma anche diversi fallimenti di progetti ambiziosi.