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Pro
- La narrazione è un elemento cardine e che può espandersi...
- Gameplay loop estremamente sfaccettato.
- Tecnicamente solido fin dal lancio e con una roadmap già definita.
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Contro
- ... forse per la struttura delle missioni le indicazioni sono un po' approssimative.
Il Verdetto di SpazioGames
Quando ho provato in anteprima ARC Raiders un paio di settimane addietro, durante un evento corposo e organizzato ad hoc dagli sviluppatori, avevo iniziato a definire i contorni di un prodotto dall’incredibile potenziale latente. Eppure, lo ammetto, non mancava da parte mia una certa cautela, figlia delle regole di sviluppo e supporto tipico di questo genere di videogiochi.
Il mondo degli extraction shooter, o comunque di prodotti simili e dal gameplay PvPvE ibrido, vive della community che riesce a crearsi nel tempo, così come di aggiornamenti e contenuti che è difficile vedere in modo completo fin dal lancio.
Insomma, sbilanciarsi sulla qualità o meno su un titolo di questo genere, non è mai semplice, perché per ovvi motivi passa dal leggere tra le righe le intenzioni del team di lasciare elementi della propria pietanza da assaporare in un secondo momento, attraverso aggiornamenti più o meno costanti.
Non che non ci siano ancora margini di miglioramento, sia chiaro, ma tuffandomi per tantissime ore sulla versione completa del primo e ambizioso progetto di Embark Studios dire che sono rimasto sorpreso e forse un eufemismo. Ma andiamo con ordine.
Inizia il viaggio per la sopravvivenza
Nel mondo di ARC Raiders, un futuro prossimo non tanto lontano dal presente che viviamo tutti i giorni, la scarsità delle risorse naturali obbliga la popolazione a rifugiarsi in strutture di fortuna nel sottosuolo. Sottosuolo che poi in modo definitivo diventa il nido per la proliferazione di vere e proprie città sotterranee, visto che la superficie viene invasa da eserciti di robot senzienti e letali chiamati ARC dall’origine sconosciuta.
In questo mondo precario ed estremamente letale, solo gli esploratori più coraggiosi, denominati Rider, decidono di salire in superficie alla caccia di risorse e materie prime, cercando in parallelo di scoprire origine e punti deboli dei pericolosi invasori provenienti dal cielo.
Come confermato fin dal provato in anteprima, la storia che ruota attorno alle vicende di ARC Raiders è molto più di una mera cornice secondaria, ma diventa elemento focale per missioni ed eventi utili per scoprire segreti e retroscena estremamente interessanti per i più curiosi.
Man mano che si giocano e accumulano round tipici degli extraction shooter si sbloccano in progressione tutte e quattro le mappe disponibili al lancio, utili per mettersi alla prova in contesti estremamente variegati e dall’incredibile level design. Mi riferisco ad aree estremamente dense di luoghi caratteristici da poter visitare ed esplorare per loot unici, tra aree segrete ed interni di immensi edifici sviluppati anche in verticalità, utili per studiare in ogni momento punti di fuga o agguati per le sparatorie.
Da apprezzare senza riserve, inoltre, il setting del sud Italia scelto con chiari riferimenti per l’occasione, tra paesaggi desolati, ma altrettanto suggestivi per la ricchezza di architetture ed elementi unici scelti e che enfatizzano quanto già apprezzato sul pronte puramente esplorativo.
Se proprio dovessi trovare un piccolo difetto alla struttura delle missioni stesse, per quanto semplici e utili per amalgamarsi ad un gameplay estremamente vario e coinvolgente durante le partite, non potrei non pensare alla disposizione di obiettivi da completare non sempre chiari.
In sostanza, su ARC Raiders, alcune missioni obbligano a sconfiggere nemici in un determinato modo, oppure raccogliere risorse in punti specifici della mappa, peccato che le indicazioni siano estremamente limitate ed obbligano a procedere alla cieca o per tentativi senza molta possibilità di orientarsi. Si tratta comunque di un problema estremamente secondario, sia chiaro, ma che in diversi casi ci ha fatto rallentare più del previsto nel completamento delle missioni.
Ho avuto anche la netta sensazione che queste tipologie di missioni siano solo un preludio a qualcosa di molto più complesso e giocabile in un secondo momento. Elemento confermato, ad esempio, dalla necessità di ottenere un determinato livello – dopo circa una quindicina abbondante di ore – per sbloccare delle prove più impegnative, varie e dal miglior bottino, con un sistema di ranking integrato in parallelo.
Come se non bastasse, ad un ulteriore step nella progressione dei livelli, è possibile organizzare con il proprio Raider una vera e propria spedizione, raccogliendo numerose risorse utili alla costruzione di una speciale capsula utile ad abbondare le terre conosciute.
Se si decide di mandare il proprio personaggio in questa spedizione, però, verrà perso per sempre e bisognerà cominciare con un nuovo avventuriero azzerando la maggior parte dei progressi, a favore di vantaggi unici legati alla raccolta di nuovo loot che spingono ad una sfida ancora più impegnativa.
Si tratta di elementi ben integrati nella struttura di gioco, il cui completamento non è obbligatorio, sia chiaro, ma utili per sbloccare potenziamenti e vantaggi da sfruttare nei round successivi, aumentando il coinvolgimento su schermo.
Gameplay loop ad hoc
Pad alla mano, confermo con estrema sicurezza tutte le considerazioni positive elencate durante la fase di test preliminare di ARC Raiders. Il feeling delle bocche da fuoco è incredibilmente preciso, ma lascia spazio a una certa pesantezza a seconda del tipo di arma, mentre i movimenti del personaggio (per quanto fluidi) sono regolati da una barra della stamina per scatti e schivate in capriola limitati.
In sostanza, scontrarsi all’area aperta senza studiare un minimo il terreno e gli eventuali ripari non è mai una scelta saggia, anche perché i droidi senzienti sono decisamente più rapidi e letali dei giocatori umani.
Come ogni extraction shooter anche in ARC Riders esiste un tempo limite all’interno della mappa selezionata per raggiungere una specifica safe zone, fondamentale per tornare sani e salvi alla base con il loot ottenuto. Sta al giocatore decidere come impiegare i 30 minuti disponibili, tra il completamento delle missioni o il semplice esplorare liberamente per raccogliere e craftare risorse di ogni sorta.
Con il passare del tempo, però, le aree disponibili per la fuga diminuiscono, aumentando il rischio legato alla fuga e alla raccolta definitiva di materiali ed oggetti ottenuti con fatica.
La peculiarità di ARC Raiders in questo sistema riguarda la letalità dei vari robot; si tratta del primo extraction shooter PvPvE dove la minaccia degli NPC è decisamente superiore a quella degli altri utenti che si possono incontrare in partita.
I vari robot sono numerosi e vari fin dal lancio, da semplici droni volanti armati di mitraglietta a sfere esplosive a inseguimento e ragni robotici corazzati armati di tutto punto, fino a colossi dalle forme più incredibili che lasciano pensare anche alla presenza di una vera e propria struttura gerarchica nella catena di comando.
Ogni robot, in realtà, presenta anche dei punti deboli, ma vanno tutti approcciati con una certa strategia. Elemento che obbliga gli utenti ad esplorare le varie mappe muovendosi con sorprendente cautela, tra ronde e agguati improvvisi, senza dimenticare che l’incontro con altri giocatori può portare tanto ad alleanze improvvise quanto a sparatorie che possono attirare l’attenzione di altri pericoli.
Proprio questo elemento, in realtà, sta creando fin dalle prime settimane una community estremamente collaborativa e coinvolta durante l’esplorazione delle varie mappe, dove giocando soprattutto in solitaria e decidendo di utilizzare le emoticon in gioco (o la chat di prossimità) per scongiurare altri attacchi umani ci si aiuta molto più del previsto nel combattere in modo genuino i vari ARC.
Certo non mancano i tradimenti e alcuni giocatori più infidi pronti a sparare alla prima occasione per rubare il loot ottenuto con fatica, ma è un rischio commisurato alla tipologia di esperienza e che non genera mai frustrazione, obbligando semplicemente a non abbassare mai la guardia.
Se invece si decide di giocare insieme altri due amici o utenti casuali tramite matchmaking, ricordo anche la presenza di uno stabile crossplay, l’imbattersi in altre squadre online in partita provoca quasi sempre uno scontro senza esclusione di colpi. Elemento ancora più enfatizzato durante gli eventi notturni, dove aumentano i pericoli per la scarsa visibilità ed i bottini sono ulteriormente più succulenti.
Progressione senza limiti
Il gameplay di ARC Raiders, in realtà, funziona così bene perché tra una partita e la successiva è sostenuto da un’interfaccia legata alla crescita e al potenziamento del personaggio estremamente coerente. Il tutto, unito a una gestione dell’inventario e delle risorse raccolte vario nelle opzioni ed equilibrato fin dal lancio.
Il sistema di progressione è legato a numerose azioni eseguibili in partita, funzionali non solo dal punto di vista bellico sullo scontro con ARC e altri giocatori, ma alla quantità di materie raccolte oppure semplicemente alla scelta di saccheggiare e depredare una varietà incredibile di elementi; mi riferisco a sonde tecnologiche, cassette di sicurezza, vari tipi di mobilio negli interni degli edifici e molto altro.
Tutte azioni che comportano all’accumulo di punti esperienza e rendono ogni partita utile per salire di livello, anche per chi decide di giocare totalmente in stealth senza quasi mai utilizzare un proiettile. Ogni livello poi, permette di ottenere specifici punti spendibili in tre differenti ramificazioni delle abilità.
Niente superpoteri o strane skills, sia chiaro. Bensì piccoli potenziamenti per capacità di movimento, oppure alla gestione dei pesi nell’inventario, così come alla gestione della stamina o alla resistenza ai danni in condizioni più critiche, senza dimenticare la maggior rapidità di scassinamento o di agire senza fare rumore.
Insomma, anche a seconda della priorità su quale ramo potenziare, l’utente conferisce distinte unicità al proprio rider, tra scouter più inclini all’esplorazione silenziosa piuttosto che alla resistenza durante i combattimenti.
Tutti elementi che però, lo ribadisco, non creano disparità in partita, ma premiano semplicemente i giocatori più attenti e capaci in modo genuino, indipendentemente dal grado e livello raggiunto con i vari punti abilità.
Quindi ne vale la pena?
Accanto al sistema di progressione di ARC Raiders, non manca nemmeno uno stratificato e piacevole sistema di crafting, legato alla ricerca di svariate tipologie di materiali, utili da combinare per armature, armi, kit e accessori di ogni sorta. Elemento valorizzato da un’economia di gioco già sorprendentemente sfaccettata e bilanciata, legata alla gestione di specifici commercianti con i quali interagire per ottenere oggetti unici a seconda dell’occasione.
Tutte queste opzioni visionabili e gestibili prima e dopo ogni partita avvengono nell’hub centrale di gioco, ovvero la città sotterranea di Speranza, mostrata con specifiche interfacce legate in modo chiaro e lineare a tutte le varie funzioni elencate nei precedenti paragrafi.
Si tratta di voci e menu sorprendentemente user-firendly e comodi da utilizzare anche su console (ti consiglio un controller Xbox come questo disponibile su Amazon), integrazione per nulla scontata soprattutto in questo genere di giochi.
Forse, da un alto, avrei preferito un minimo di mappa esplorabile come nell’hub centrare del più blasonato Destiny, ma ammetto che al momento tale scelta nel layout non mi dispiace proprio per la maggior fruibilità nello scorrere rapidamente le varie voci. Considerazione valorizzata anche dalla gestione di zaino ed equipaggiamento durante la partita stessa, con rapidi pannelli da poter richiamare con un semplice tasto per determinati oggetti come cure, ripari e granate.
Ultimo, ma non per importanza, un’ulteriore conferma positiva anche sul comparto tecnico di ARC Raiders. La cura estetica, confermata da un’ottima cura delle texture tanto per ambientazioni quanto per personaggi e ARC, è supportata da un comparto sonoro incredibilmente curato e vario, attraverso campionamenti avvolgenti e che immedesimano il giocatore durante ogni esplorazione.
Il tutto, senza dimenticare server incredibilmente stabili, così come un matchmaking rapido e valorizzato dal crossplay disponibile fin dal lancio.