Iron Harvest, la campagna – Provato

Una storia diversa

Anteprima
A cura di Nicolò Bicego - 6 Settembre 2019 - 7:17

Il team di King Art Games si è costruito la sua fama intorno alla capacità di sviluppare buone avventure grafiche vecchia scuola, in stile punta e clicca. Con Iron Harvest, però, il team ha deciso di dare una ventata d’aria fresca al suo curriculum; si tratta infatti di uno strategico in tempo reale, in arrivo nel Settembre del 2020 su PC, Playstation 4 e Xbox One. Alla Gamescom 2019 ci è stata mostrata una missione appartenente alla campagna single-player, testimonianza che gli sviluppatori non hanno perso la loro voglia di raccontare storie.

Iron Harvest deel silver king art games

Il 1920 non è come lo ricordiamo

La Prima Guerra Mondiale si è conclusa. Tre sono le principali potenze in gioco dopo la distruzione portata dal conflitto: la Polania, l’Impero Sassone e la Rusviet. Una situazione molto diversa dai postumi del conflitto vissuto dalle generazioni che ci hanno preceduto. Questo perché Iron Harvest è ambientato nell’universo di 1920+, un gigantesco what if che prende le mosse proprio dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, offrendoci uno sguardo in un universo alternativo in cui la politica, la società ed il progresso scientifico hanno preso pieghe completamente diverse rispetto a quelle che conosciamo. Le tre nazioni hanno ciascuna i propri problemi: la Polania si trova a fronteggiare l’aggressività delle due superpotenze confinanti, avendo ancora alcuni territori occupati dalla Rusviet, combattuta da gruppi di ribelli. L’Impero Sassone, pur rimanendo tra le nazioni più influenti d’Europa, si trova a fare i conti con un trattato di pace che non ha soddisfatto proprio tutti, anzi; le classi più benestanti ritengono una vera e propria umiliazione quel trattato e cospirano contro la politica pacifista dell’imperatore. Il contrario vale invece per la Rusviet; qui è la base del popolo ad essere stanca, stanca di una lunga guerra, stanca delle condizioni disumane in cui si ritrova costretta a vivere, con il risultato che il potere dello zar si ritrova ogni giorno sempre più traballante. In questo mondo avrà inizio la nostra storia: in ogni fazione, troveremo personaggi unici, eroi che, oltre ad avere abilità uniche da sfoggiare in battaglia, hanno anche storie da raccontarci, dimostrando come King Art Games non abbia abbandonato la sua vocazione per la centralità del comparto narrativo nel medium videoludico. Nel corso del gioco, vedremo questa storia alternativa prendere una piega sempre più diversa dalla storia che conosciamo, grazie all’introduzione anche di armi mai viste nel nostro passato, come i mech. Tecnicamente, il titolo, pur essere ancora in pre-alpha, si presenta discretamente, e la demo che abbiamo giocato alla Gamescom 2019, il terzo livello della campagna, non ha mostrato problemi di sorta, cosa non scontata a questo stato dei lavori. Gli sviluppatori hanno voluto sottolineare anche che una grande cura sarà riposta nel comparto sonoro, un elemento che pensano sia fondamentale per aiutare il giocatore ad immergersi nell’atmosfera del titolo.

Iron Harvest

Combattimenti sul fronte

Come dicevamo, abbiamo avuto modo di testare la terza missione del gioco, controllando le unità della Polania. Il nostro obiettivo era quello di sconfiggere le truppe nemiche, avendo come meta secondaria quella di liberare nostri compatrioti tenuti prigionieri. L’approccio di King Art Games al genere RTS è cauto: Iron Harvest riprende tutte le classiche meccaniche del genere, al punto che vi basterà avere giocato a qualche altro RTS per avere un’immediata confidenza con i comandi di gioco. Nel corso della missione, abbiamo mosso le nostre unità sulla mappa alla ricerca dei nemici, le cui basi erano segnalate sulla minimappa in basso a sinistra. Una volta stabilito il contatto, aveva inizio lo scontro a fuoco. Pur avendo la possibilità di ricorrere anche ad armi secondarie come granate, in questa missione le nostre bocche da fuoco principali sono stati i fucili d’assalto, che ci hanno permesso di radere al suolo ogni minaccia senza troppi problemi. A differenziare Iron Harvest da altri RTS più classici c’è la presenza degli eroi; non si tratta di unità super-potenti, ma di personaggi in grado di utilizzare abilità uniche per garantirci un vantaggio tattico sull’avversario. Tra queste peculiari unità c’è anche un orso, la cui capacità distruttiva sul campo è davvero incredibile. Purtroppo, non erano presenti i mech: un peccato, perché eravamo davvero curiosi di provare queste unità. Il gioco finale potrà contare su circa 25 missioni, che andranno gradualmente ad incrementare il livello di difficoltà. Sarà quindi sempre più importante il tatticismo dei nostri assalti, l’utilizzo delle coperture, delle bocche da fuoco disponibili sulla mappa che, peraltro, conterrà solamente elementi distruttibili. Anche il terreno di scontro, dunque, potrà essere plasmato a  nostro piacimento, costituendo un fattore non trascurabile per l’esito delle battaglie.

+ Tessuto narrativo profondo
+ Gameplay solido

Lo strategico di King Art Games ci è sembrato estremamente promettente; in parte per la solidità del gameplay, che si appoggia fortemente alla solida tradizione del genere ma al contempo non disdegna un po’ di sana sperimentazione; e in parte per la profondità promessa per il comparto narrativo, che già dalle sue premesse ci appare estremamente intrigante. La finestra di lancio è ancora lontana, dunque avremo occasione di tornare sul gioco; per adesso, non possiamo che invitarvi a rimanere con noi per seguire tutte le notizie su Iron Harvest.




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