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Immagine di Stray | Recensione - Il destino di un micio nel mondo di domani

VIDEO RECENSIONE

Stray | Recensione - Il destino di un micio nel mondo di domani

Stray ci mostra attraverso gli occhi di un gatto le possibili conseguenze del futuro. Ecco la nostra recensione.

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Avatar di Domenico Musicò

a cura di Domenico Musicò

Editor @SpazioGames

Pubblicato il 18/07/2022 alle 18:00
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  • Pro
    • Un micio in un mondo cyberpunk
    • Storia che non nasconde un buon piglio per la critica sociale
    • Ottima caratterizzazione di personaggi e mondo di gioco
  • Contro
    • Qualche limite legato a struttura e scelte di design a monte

Il Verdetto di SpazioGames

7.5
La buona riuscita di Stray, pur con tutti i limiti legati a una produzione di piccole dimensioni, è dovuta sia all'ottima caratterizzazione di personaggi e mondo di gioco, sia alla sua capacità di mantenere l'avventura sempre gradevole e stimolante. La sensazione che si potesse fare molto di più col racconto e con le dimensioni del progetto c'è e rimane persistente dall'inizio alla fine, ma si tratta senza dubbio di un buon primo passo e in definitiva di un titolo particolare, accattivante e a cui vi consigliamo di dare una possibilità anche al di là della tenerezza suscitata da quel dolce scricciolo impertinente di protagonista.

Disponibile su: PC, PS4, PS5, XSX, SWITCH

Informazioni sul prodotto

Stray ci aveva intrigati sin dall'evento di anteprima dello scorso mese, quando gli sviluppatori BlueTwelve di Montpellier avevano finalmente svelato la natura più profonda della loro opera.

Sebbene fossimo rimasti rapiti dal piccolo protagonista e dai suoi primi passi in un mondo cyberpunk dove la razza umana non esiste più (per motivi che scoprirete durante l'avventura), le scuse addotte dal team di sviluppo su alcuni limiti del gioco ci avevano lasciati dubbiosi su certi elementi di gameplay.

Dopo averlo portato a termine in poco più di sei ore, possiamo dirvi che Stray non ha difetti marchiani che gravano sulla qualità globale del progetto, e il suo voler essere classico e al contempo assai particolare testimonia come anche con un piccolo budget si possa dar forma al meglio alle proprie idee.

Guarda su

Stray, la storia

A inizio avventura, il micio senza nome che controlleremo si trova in un'alcova naturale assieme alla sua famiglia. Coi soli suoni della natura a inframmezzare versi e miagolii, un ambiente placido senza il trambusto delle attività umane e la grande sensazione di pace che accompagna una delle tante giornate da gatti, le tranquille azioni di avanscoperta subiscono una battuta d'arresto quando il protagonista scivola giù lungo quello che appare un profondo canale di scolo.

Da quel momento in poi, ancora tramortito e stordito, il gatto si ritroverà sperduto e isolato nei bassifondi di una città a lungo dimenticata.

Sebbene le stradine della squallida cittadina siano illuminate da insegne al neon e dalle fioche luci prevenienti da dimesse dimore, in quell'agglomerato di baracche, cemento e lamiere immerse in un contesto cyberpunk non c'è alcuna traccia di esseri umani. Al loro posto sembrano essere rimasti solo dei robot apparentemente innocui.

Le avventure del nostro micio iniziano dai bassifondi della misteriosa città.

Alcuni continuano a compiere le attività degli uomini, come per riflesso condizionato o solo per portare a compimento le mansioni stabilite dal loro codice, altri ancora si sono organizzati per formare uno Stato di polizia repressivo e intransigente. Tra la ferraglia e i rifiuti ai lati dei marciapiedi, le vedette di controllo e le curiose storie dei robot che si perdono in un passato che sfugge alla memoria, il protagonista di Stray tenta di raccapezzarsi per trovare la via di casa e risalire in superficie.

Ben presto s'imbatte in un piccolo robot-drone di nome B-12, utile come tramite per la comunicazione con gli altri robot, per hackerare le porte chiuse elettronicamente e sempre pronto a elargire ottimi consigli per avanzare o suggerimenti su come agire per portare a termine gli obiettivi che vi verranno presentati di volta in volta. Il drone ha però dei ricordi che affioreranno d'improvviso lungo l'avventura, capaci di raccontare per vie traverse il suo passato e gli eventi che hanno portato al tracollo della nostra specie.

Esplorate con attenzione, se vorrete completare il gioco al 100%.

In tal senso, Stray riesce a disegnare con informazioni essenziali un contesto di gioco chiaro e con pochi punti deboli, gestendo una narrazione a due vie in cui da una parte si sviluppano le vicende del gatto alla ricerca di una soluzione per tornare alla libertà, mentre dall'altra vengono centellinate informazioni su una catastrofe inevitabile.

I punti di contatto col nostro presente ci sono e puntano dritti a previsioni infauste, così come fioccano qua e là le critiche al disinteresse e al comune agire di molti, agli egoismi e alla pericolosa tendenza a minimizzare la gravità di situazioni già piuttosto critiche e quasi irreversibili.

Non solo Stray spinge sui temi ambientali e di critica sociale, ma delinea tramite i comportamenti dei robot – che ancora imitano i loro creatori – i nostri peggiori vizi e difetti, assieme alle nostre unicità e a tutto ciò che ci rende speciali rispetto ad altre forme di vita. La città, divisa in sezioni che mettono in luce classismo, diversità di trattamenti e vite agli antipodi, è un microcosmo che alterna aree sandbox ad altre più lineari e guidate.

Nelle prime, il protagonista sarà costretto a un andirivieni continuo per risolvere piccoli puzzle e situazioni di gioco che ci hanno ricordato le avventure classiche (e anche quelle moderne, che potete comprare su Amazon) e persino certe dinamiche tanto care ai punta e clicca (trova l'oggetto, mostralo al personaggio, raccogli ciò che ti serve, scopri il modo per rendere attivo l'NPC essenziale all'avanzamento del gioco e così via).

Uno dei bar in cui troverete simpatici personaggi con cui parlare e da cui ricevere preziose informazioni.

Gameplay

Si capisce dunque come Stray, in certe sezioni, non sia immediato e ovvio nella sua conduzione di gioco; al contrario, fa il possibile per spingere il giocatore a parlare con gran parte dei personaggi, così da ottenere le giuste informazioni per risolvere le situazioni proposte di volta in volta.

A questo si aggiungono delle scelte di design a monte che in fase di anteprima ci avevano lasciato con qualche punto interrogativo, ma che adesso comprendiamo meglio e in qualche modo giustifichiamo anche in piccola parte.

Ci riferiamo al fatto che in Stray, in perfetta antitesi con la sua natura di grande agilità senza vincoli, il gatto non può saltare liberamente. Può solamente balzare nei punti in cui appare il tasto per l'interazione, mentre su altri elementi che appaiono decisamente alla sua portata non è mai consentito. Gli sviluppatori avevano affermato che si trattava di una soluzione adottata perché in molti tendono a sbagliare il tempismo dei salti; spiegazione, questa, che ci aveva straniti per le limitazioni intrinseche che comparta e che puntava a una direzione da gioco estremamente semplificato.

In realtà, è proprio la struttura di Stray a essere costruita attorno alla ricerca dei punti di interazione, sia per quanto concerne l'avanzamento vero e proprio, sia per far agire il nostro micio con oggetti specifici ed elementi degli scenari utili alla risoluzione di piccoli puzzle.

Talvolta è evidente come ci siano delle lungaggini o un po' di backtracking, ma tutto sommato non si esagera mai oltre il dovuto e la grandezza contenuta degli scenari limita in ogni caso questa tendenza.

stray-46201.jpg stray-46386.jpg

In altre sezioni, il micio dovrà fuggire da piccole creature fameliche alla velocità della luce o scrollarsele di dosso quando verrà attaccato. Sebbene non si possano affrontare direttamente, nel prosieguo dell'avventura si troverà un modo per superare delle zone specifiche, anche grazie all'aiuto del fido B-12.

A ciò si aggiungono delle parti molto più stealth, piuttosto classiche e tutto sommato elementari da superare. Si tratta in sostanza di eludere la sorveglianza dei droni o di trovare soluzioni per intrappolarli e renderli dunque inoffensivi. Concettualmente sono davvero semplici e le soluzioni adottate ricordano quelle già viste ben tre generazioni fa, senza picchi importanti di difficoltà o nette variazioni sul tema.

Artisticamente il mondo di gioco di Stray e i personaggi sono caratterizzati alla grande, e crediamo che francamente si sia fatto il massimo per conferire all'opera una sua evidente unicità. Non solo vi affezionerete ad alcune delle personalità presenti, ma certe situazioni e battute vi strapperanno inevitabilmente un sorriso.

E quel protagonista, che potrebbe avere ancora tante avventure da vivere, è senza dubbio una delle trovate di marketing più riuscite.

La stoffa c'è, lo spazio per importanti miglioramenti anche; crediamo inoltre che esistano di fatto diverse possibilità affinché l'IP possa espandersi attraverso altri capitoli. Gli sviluppatori sono rimasti sorpresi dalle reazioni e dal grande supporto del pubblico, ed è ormai evidente come un simile potenziale, soprattutto se supportato da importanti vendite, non possa andare sprecato.

Versione testata: PC

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