Un altro grande franchise degli anni 2000 sta per tornare al cinema con un nuovo capitolo. Si tratta di Scary Movie! Al cinema a giugno, il film distribuito da Eagle Pictures, vede il ritorno di Marlon Wayans e Shawn Wayans e delle protagoniste originali Anna Faris e Regina Hall.
Ventisei anni dopo essere sfuggiti a un killer mascherato fin troppo familiare (“Ghostface”), i Core Four tornano nel mirino dell’assassino — e nessun franchise horror è al sicuro.
Marlon Wayans (“Shorty”), Shawn Wayans (“Ray”), Anna Faris (“Cindy”) e Regina Hall (“Brenda”) si riuniscono in Scary Movie insieme a volti amatissimi di ritorno e nuove facce pronte a fare a pezzi reboot, remake, requel, prequel, sequel, spin-off, elevated horror, origin story, qualsiasi cosa contenga la parola “legacy” e ogni “capitolo finale” che finale non è mai.
Niente è sacro. Nessun cliché sopravvive. Ogni limite viene superato. I Wayans sono tornati per cancellare la Cancel Culture.
A proposito di Scary Movie
Il franchise di Scary Movie è una delle saghe parodistiche più iconiche degli anni Duemila, capace di trasformare l’horror mainstream in una macchina comica irriverente e volutamente sopra le righe. Nato nel 2000 con Scary Movie, diretto da Keenen Ivory Wayans e scritto insieme ai fratelli Shawn Wayans e Marlon Wayans, il film prendeva di mira soprattutto Scream e So cosa hai fatto (I Know What You Did Last Summer), mescolando citazioni esplicite, gag demenziali e humor scatologico.
Il successo al botteghino diede vita a quattro sequel: Scary Movie 2, Scary Movie 3, Scary Movie 4 e Scary Movie 5. Con il passare degli anni, la saga ampliò il proprio raggio d’azione, parodiando non solo horror come The Ring e The Grudge, ma anche blockbuster e fenomeni pop del momento.
Il cuore della serie è sempre stato l’umorismo dissacrante, spesso politicamente scorretto, costruito su riferimenti immediati alla cultura pop contemporanea. Pur con un calo di qualità percepito nei capitoli più recenti, Scary Movie resta un punto di riferimento della commedia demenziale americana e uno specchio ironico delle paure cinematografiche di un’intera generazione.