-
Pro
- Comparto narrativo ben confezionato, campagna corposa.
- Tecnicamente fuori scala.
- Le modifiche al gameplay sono quello che serviva alla serie.
-
Contro
- Effetto "spugna" dei nemici ancora presente.
- Non tutte le missioni opzionali convincono per qualità.
Il Verdetto di SpazioGames
Qualche ombra, come dei nemici che restano delle "spugne" per proiettili e dei combattimenti che a tratti si allungano più del dovuto, impedisce al titolo di toccare la perfezione assoluta, ma si tratta di difetti minori che non intaccano un'esperienza solida, appassionante e confezionata con una cura rara. Graficamente sontuoso, e tecnicamente inappuntabile, E-Day è a tutti gli effetti quella che anni fa avremmo chiamato "killer app", ovvero uno dei giochi migliori di questo 2026, e un motivo più che valido per accendere la propria XBOX o il proprio PC e tornare a combattere fra le macerie di Sera.
Informazioni sul prodotto
Sono passati sette lunghi anni da quando ci venne chiesto di compiere quella scelta assurda alla fine di Gears 5. Un lasso di tempo talmente lungo da vedere una generazione di console tramontare, un'altra cominciare il suo percorso e permettere a milioni di fan della celebre saga di Epic Games di partorire le peggiori congetture sulla fine di uno dei franchise più importanti di XBOX.
D'altronde, per quanto Gears of War 4 e Gears 5 si fossero dimostrate delle produzioni qualitativamente ottime, era evidente che The Coalition, lo studio che prese in consegna il brand al termine della collaborazione fra Epic e Microsoft, stesse ancora cercando la sua strada per dimostrare al mondo intero quanto amasse visceralmente quella saga.
Un percorso che, dopo un quarto capitolo conservativo e un quinto talmente sperimentale da perdere persino la parola War nel titolo, ha trovato il suo punto d'arrivo in quell'Emergence Day (o "giorno dell'emersione" dalle nostre parti) che diede il via a quei 14 anni di guerra contro le locuste narrati solo dai libri canonici dedicati alle vicissitudini di Marcus Fenix e dei COG.
A molti sembrerà una mera operazione di recupero votata alla nostalgia, ma in realtà The Coalition ha capito che per quanto la storia di JD, Kait e Del avesse ancora parecchio potenziale inespresso, il DNA di Gears of War non risiede solo nelle storie dei suoi protagonisti, né tantomeno nelle seghettate appendici dei Lancer, ma risiede soprattutto in quella costante sensazione di lotta per la sopravvivenza che si poteva respirare solo fra le diroccate mura delle città di Sera.
Non chiamatela ripartenza
Bisogna chiarire subito una cosa: E-Day non è un reboot della saga. The Coalition non ha voluto assolutamente ripartire da zero, sfruttando gli ultimi anni di silenzio per presentare sotto una nuova veste la saga ai giocatori di oggi; questo nuovo capitolo è paragonabile, almeno in maniera puramente concettuale, a quell'Episodio 1 di Star Wars che arrivò nelle sale 22 anni dopo il quarto capitolo della saga degli Skywalker.
The Coalition, con Gears of War: E-Day, difatti, compie un percorso analogo a quello svolto da George Lucas con la sua saga ambientata in una galassia lontana lontana, ovvero lasciare al suo posto la splendida trilogia originale firmata da Cliff Bleszinski e aprire un nuovo ciclo di storie che vadano a raccontare come si è giunti a quell'epilogo che molti giocatori già conoscono.
E-Day, difatti, ci presenta dei COG molto diversi da come li ricordavamo. Marcus e Dom non hanno ancora stretto quel legame fraterno, alcuni volti noti della trilogia originale ritornano in ruoli che ci vennero solamente raccontati nei precedenti titoli e nuovi personaggi fanno il loro esordio. La sfida più grande che The Coalition ha dovuto superare è evidente già da queste premesse, ovvero rendere interessante una trama di cui sappiamo già l'epilogo.
In termini di sceneggiatura tutto è al posto giusto e la trama mantiene sempre alto il ritmo e l'attenzione del giocatore, rallentando solo in una porzione antecedente le fasi finali della storia.
The Coalition, inoltre, è stata molto brava a gestire un epilogo che se da un lato offre quella giusta epicità capace di soddisfare chi arriva ai titoli di coda, dall'altro lascia parecchie porte aperte verso una nuova serie di produzioni che possano fungere da collegamento diretto alla trilogia originale.
Il taglio cinematografico costantemente presente funziona e riesce a garantire quell'enfasi sulla narrazione necessaria in un titolo Tripla A odierno, ma l'aspetto più importante è che quell'atmosfera opprimente, e ammantata di disperazione, è tornata in tutto il suo splendore, mostrando che ora la saga è finalmente nelle mani giuste per poter brillare nuovamente nel firmamento videoludico.
A metà fra passato e futuro
Per quanto la prima trilogia di Gears of War diede il via alla "moda dei Third Person Shooter", è indubbio che la sua formula non è invecchiata splendidamente. Lo ha dimostrato anche la recente spolverata apportata al primo, storico, capitolo che quell'impianto di gioco, tanto avveniristico per il 2006, necessitava di una svecchiata per risultare attraente ai giorni nostri.
E qui si è presentata la seconda, grande, sfida per The Coalition, ovvero riuscire ad ammodernare il gameplay del prologo di una saga di vent'anni fa, senza creare discrepanze eccessive per chi giocherà solo oggi i titoli usciti a inizio 2000.
Anche in questo caso il risultato è davvero encomiabile; The Coalition è riuscita a fare tesoro dei feedback ricevuti con i capitoli precedenti e a confezionare un gameplay che riesce a rimanere fedele al DNA della saga, pur presentandosi in una veste pesantemente rivista.
Innanzitutto E-Day si può dividere, al netto di alcune sezioni che non vi anticiperò, in due tipologie di livelli: quelli lineari votati al combattimento e quelli con un respiro più ampio, dove l'esplorazione la farà maggiormente da padrona.
Per quanto riguarda le sezioni lineari, già solo nel level design si possono percepire fin da subito i primi cambiamenti. I celebri ripari non sono più piazzati in maniera talmente tanto schematica da riuscire ad anticipare al giocatore quando ci si sta avvicinando a uno scontro a fuoco. Sono posizionati in maniera più naturale, variando nella forma e nella consistenza in maniera tale da far capire meno se in quello stradone stanno per sgorgare litri di sangue.
Questo aspetto è ampliato da una inedita verticalità del level design. In Gears of War: E-Day si può saltare, ci si può arrampicare e si può sfruttare l'ambiente in maniera più libera rispetto al passato. Allo stesso modo ora i COG possono compiere delle scivolate per spostarsi rapidamente fra le coperture, guadagnando una mobilità che fino a ora era, semplicemente, inesistente.
Sia chiaro, non siamo assolutamente ai livelli di un arena shooter, ma indubbiamente questa rinnovata mobilità rende ogni sparatoria meno statica e ogni scontro meno telefonato per quanto riguarda la gestione delle coperture e delle armi. Proprio in merito alle bocche da fuoco, che per ovvie ragioni di trama sono minori rispetto ai capitoli precedenti, sia i nuovi approcci alle battaglie, che le sezioni più aperte, riescono a valorizzare un'armeria più contenuta ma altresì più focalizzata a offrire l'arma giusta per gestire ogni situazione.
Se le sezioni lineari sono state migliorate sotto praticamente ogni aspetto per svecchiare a dovere una formula che stava cominciando ad accusare il peso degli anni, le fasi "open-map" sono il vero fiore all'occhiello dell'intera produzione. The Coalition ha chiaramente compreso che le vaste aree innevate del quinto capitolo non erano la via da seguire, ma non per questo ha gettato la spugna sul voler offrire un Gears di più ampio respiro.
In molteplici momenti, E-Day abbandonerà, difatti, la struttura a corridoi per permettere ai COG di esplorare liberamente aree discretamente più ampie e costellate di missioni secondarie e segreti di vario genere che premiano costantemente la voglia di esplorare. L'atmosfera è quella giusta, fatta di scontri a fuoco distanti gestiti autonomamente dagli NPC, macerie, viottoli ricolmi di detriti, palazzi sventrati e pozzanghere di fango e sangue.
Quella costante sensazione di minaccia opprimente, unita alla disperazione tangibile dei sopravvissuti viene restituita magistralmente in queste fasi di gioco, espandendo anche in termini narrativi quell'immaginario che la saga originale trasmetteva costantemente.
Inoltre, proprio queste sezioni più libere, favoriscono una gestione dell'armeria più oculata. Laddove le armi sono meno che in passato, risulterà quasi inderogabile avere con sé le giuste bocche da fuoco per affrontare scontri opzionali o situazioni particolarmente spinose. Il risultato finale è un capitolo di Gears of War che riesce a dimostrarsi vario, senza dover voltare le spalle a tutti quegli aspetti che lo hanno reso grande in passato, e questo è il miglior complimento che si possa fare a The Coalition.
Ovviamente, non è tutto rose e fiori. Uno dei difetti, o delle caratteristiche se preferite, tipico della serie è ancora presente: i nemici sono delle dannate spugne per proiettili. Comprensibile che si tratti di creature imponenti con la pelle spessa come un'enciclopedia, ma ritrovarsi a svuotare caricatori su caricatori su degli avversari "comuni", rende le sparatorie più lunghe quasi tediose, pur considerando tutte le novità implementate dal team.
Alla stessa maniera le boss fight, per quanto molto interessanti in termini di design, accusano della stessa problematica, risultando perfino prolisse in alcuni frangenti proprio in virtù di avversari capaci di assorbire decine e decine di proiettili prima di passare a miglior vita. È un peccato, perché molto rapidamente si inizierà a fare di tutto per avere sempre con sé quella coppia di armi capaci di generare ingenti danni e, di conseguenza, di mettere la parola "fine" rapidamente alle battaglie.
Infine, per quanto The Coalition abbia in tutti i modi provato a svecchiare il gameplay senza stravolgerlo drasticamente, al netto di una memoria muscolare che andrà ri-allenata per il nuovo schema dei controlli, passare da E-Day al precedente Gears of War Reloaded, restituirà lo stesso effetto del guardare l'elegante, e quasi teatrale, duello fra Obi-Wan e Darth Vader in Episodio IV, dopo essersi galvanizzati per lo scenografico scontro fra Qui-Gon Jinn, Kenobi e Darth Maul, a base di piroette, spade laser roteanti e l'epico sottofondo di Duel of the Fates.
Tecnicamente fuori scala
Sul versante tecnico c'è poco da dire, Gears of War: E-Day è una produzione Tripla A sotto ogni singolo aspetto. Graficamente è spacca mascella, ogni ambientazione trasuda un'attenzione ai dettagli quasi maniacale, le animazioni facciali dei personaggi trasmettono emozioni quasi tangibili, la colonna sonora è impeccabile e in termini di performance gira a 60 FPS granitici su XBOX Series X.
Su console, a 60 FPS, è presente un sistema d'illuminazione globale, con ray tracing attivo, semplicemente impressionante, che mostra chiaramente quanto The Coalition abbia saputo lavorare a dovere sull'hardware per ottimizzare al meglio la sua ultima creazione. Il doppiaggio in italiano, infine, è la ciliegina su una torta che, a conti fatti, è attualmente una delle migliori produzioni, in termini tecnici, sia per console XBOX che di questo 2026... almeno fino a che non arriverà un certo GTA 6.
E il multiplayer?
Il comparto multiplayer di Gears of War è, senza dubbio alcuno, uno dei pilastri portanti di ogni capitolo, visto che dalle sue qualità risiedono la reale longevità del titolo e la sua capacità di mantenere la community attiva in attesa del prossimo capitolo. E-Day non è da meno, ma la sua campagna per giocatore singolo è talmente corposa, e ben confezionata, da renderlo già così un titolo imperdibile non solo per gli amanti della saga, ma anche per tutti i possessori di una XBOX o di un PC.
Ovviamente, non appena i server si popoleranno, spolperemo a dovere il comparto multiplayer per dirvi se riuscirà a eguagliare quello dei migliori episodi della serie, ma l'aspetto sorprendente di questo E-Day risiede tutto nel fatto che, anche senza prendere in considerazione le sue modalità multigiocatore, si rivela un'ottima esperienza single player, capace di soddisfare appieno chi cerca solo questo nel 2026.
Ragion per cui, del comparto multigiocatore del nuovo Gears ne parleremo in un articolo a parte tra una manciata di giorni.