C’è una cosa che chi segue il mondo dei giochi da tavolo sa bene, anche senza dirlo ad alta voce: quasi tutto passa in fretta. Un gioco esce, fa parlare di sé per qualche settimana – a volte qualche mese – poi viene superato da quello successivo. È un ciclo continuo, alimentato da un mercato che ogni anno propone migliaia di titoli nuovi, ognuno con la promessa di essere “quello giusto”. Poi arriva il prossimo, e si ricomincia.
In questo contesto, arrivare a dieci anni di vita non è solo un traguardo. È un’anomalia. Exploding Kittens oggi è esattamente questo: un’anomalia che funziona.
Quando tutto sembrava una trovata
Nel 2015, quando il progetto viene lanciato su Kickstarter, l’impressione iniziale è chiara: un’idea brillante, perfetta per il web, difficilmente destinata a durare. Gattini. Esplosioni. Umorismo surreale.
Dietro, però, c’è una squadra tutt’altro che improvvisata. Elan Lee, Shane Small e soprattutto Matthew Inman, già noto per The Oatmeal, sanno esattamente cosa stanno facendo: non stanno creando solo un gioco, stanno costruendo un oggetto culturale pensato per circolare.
Il risultato è immediato e clamoroso. La campagna chiude con 8,7 milioni di dollari raccolti e oltre 219.000 sostenitori . Numeri che, all’epoca, riscrivono i parametri di Kickstarter. Ma il punto non è quanto abbia fatto bene all’inizio.
Il punto è quello che è successo dopo.
Un gioco che non ti chiede nulla (e ti dà tutto)
Exploding Kittens si basa su un principio che, nel design contemporaneo, è diventato quasi controintuitivo: togliere invece di aggiungere. Non c’è complessità da assimilare, non c’è una curva di apprendimento. Il gioco si spiega in pochi minuti e funziona subito. Peschi, giochi carte, provi a evitare di saltare in aria.
È una struttura essenziale, quasi primitiva, ma proprio per questo efficace. E soprattutto è universale.
Non importa se hai esperienza o meno con i giochi da tavolo. Non importa se giochi abitualmente o no. Exploding Kittens non ti seleziona, non ti mette alla prova. Ti invita. E questo, nel tempo, fa la differenza.
Il vero miracolo è la resistenza
Il successo iniziale è stato enorme. Ma è la resistenza nel tempo che racconta davvero la portata del fenomeno. Dieci anni dopo, Exploding Kittens ha superato i 35 milioni di copie vendute, è distribuito in oltre 50 paesi ed è tradotto in più di 30 lingue. Sono numeri importanti, certo. Ma letti nel contesto giusto diventano ancora più significativi.
Perché nel frattempo il mercato non si è fermato. Anzi. Si è accelerato.
Solo in Italia arrivano ogni anno circa 800 nuovi giochi . A livello globale, il volume è ancora più alto. Questo significa una cosa molto semplice: la competizione non è solo sulla qualità, ma sulla sopravvivenza. Exploding Kittens non solo è sopravvissuto. È rimasto visibile.
Evolvere senza snaturarsi
Molti giochi, dopo il primo successo, si fermano. Oppure cambiano troppo e perdono identità. Exploding Kittens ha scelto una terza strada: evolversi mantenendo intatto il proprio DNA.
Le espansioni non sono mai state un riempitivo. Sono servite a spostare leggermente il baricentro del gioco, introducendo nuove possibilità senza appesantirlo. Streaking Kittens, ad esempio, rompe una regola fondamentale permettendo di tenere in mano una carta esplosiva senza perdere. Barking Kittens aggiunge invece dinamiche più dirette, più “aggressive”, aumentando il livello di interazione .
Accanto a queste, arrivano versioni standalone, reinterpretazioni, nuove varianti. Non è un’espansione lineare. È una stratificazione. E soprattutto è una strategia.
Quando il gioco diventa qualcosa di più
A un certo punto, Exploding Kittens smette di essere solo un gioco da tavolo. Diventa un linguaggio. Arriva la versione digitale, che intercetta un pubblico diverso. Arriva una serie animata. Arriva il merchandising. I gattini esplosivi escono dal tavolo e iniziano a vivere altrove .
È un passaggio delicato, che molti prodotti non riescono a gestire. Qui funziona perché l’identità è chiara fin dall’inizio. Lo stile visivo, l’umorismo, il tono: tutto è riconoscibile, replicabile, adattabile. È una grammatica semplice ma efficace, perfettamente allineata alla cultura contemporanea.
Exploding Kittens non è solo qualcosa che giochi. È qualcosa che riconosci.
Un gioco che capisce il presente
Forse il motivo per cui continua a funzionare sta proprio qui. Exploding Kittens è, a suo modo, profondamente contemporaneo. In un’epoca in cui tutto è veloce, continuo, sovrabbondante, propone un’esperienza opposta:
- breve ma intensa
- semplice ma coinvolgente
- condivisa
- Non richiede tempo, ma presenza.
E questo lo rende perfetto per un pubblico che, sempre più spesso, cerca esperienze immediate ma autentiche.
Dieci anni dopo, ancora al centro del tavolo
Exploding Kittens non doveva durare dieci anni. Non con quella leggerezza. Non con quella semplicità. Non in un mercato così affollato. E invece è ancora lì.
Non come ricordo di un successo passato, ma come gioco vivo, ancora capace di entrare in una serata tra amici e funzionare esattamente come il primo giorno. Forse è questo il dato più interessante. Non quanto abbia venduto, non quanto sia stato virale. Ma il fatto che, dieci anni dopo, qualcuno continui a pescare una carta, guardarla per un secondo di troppo… e sperare di non trovare un gatto pronto a esplodere.
In un mercato che dimentica in fretta, essere ancora lì, dopo dieci anni, è forse il risultato più difficile da ottenere.