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Pro
- La forza visiva e immaginifica dell’ambientazione.
- La libertà totale nella narrazione del diario.
- Le illustrazioni che amplificano il senso di meraviglia.
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Contro
- Progressione del personaggio molto limitata.
- Combattimento astratto e poco strategico.
- Difficile per chi non è abituato a improvvisare.
Il Verdetto di Cultura POP
Colostle è un gioco di ruolo da tavolo di tipo “journaling” per giocatore singolo, che ha guadagnato notevole attenzione vincendo l'ennie d'oro per le migliori regole nel 2022. Creato e illustrato da Nich Angell e pubblicato in Italia da Need Games!, Colostle offre un'esperienza meditativa e profondamente narrativa, distinguendosi per la semplicità delle sue regole, per un mondo estremamente evocativo e per le ricche ispirazioni che offre nella fase di scrittura.
Ma che cosa significa, esattamente, “gioco di ruolo journaling”? A differenza dei giochi tradizionali, alla dungeons and dragons per intenderci, non prevede avventure predefinite né un dungeon master incaricato di narrare la storia e gestire i personaggi non giocanti. Colostle sostituisce una trama statica con una serie di spunti casuali, generati attraverso la pesca di carte.
Analizzando questi prompt, spetta poi al giocatore immaginare scenari, alleati, ostacoli e antagonisti, rispettando la propria fantasia e i vincoli dell’ambientazione. L'obiettivo è l’immersione totale e la scrittura creativa di un diario, nel quale il giocatore racconta le azioni e le vicende del proprio personaggio.
Il risultato è un’esperienza rilassante, meditativa, intima e sorprendentemente introspettiva.
Cos'è Colostle?
Il colostello, l’immensa ambientazione del gioco, è ciò che rende Colostle immediatamente affascinante. Si tratta di un castello colossale e impossibile, le cui stanze, chiamate “terrestanze”, sono tanto vaste da ospitare interi ecosistemi, catene montuose, valli e perfino oceani. I soffitti sono così alti che le travi si perdono tra le nuvole. Il mondo è caratterizzato da un tono fantasy leggero e divertito, anche se non mancano momenti drammatici o inquietanti.
Il giocatore interpreta un avventuriero solitario, spinto da una “chiamata” specifica che dà il via al suo viaggio eroico. Un elemento centrale dell’ambientazione sono le torri, automi colossali di pietra che pattugliano le stanze del colostello. Pericolose, enigmatiche e spesso ostili, sono anche la fonte dei poteri magici che animano il mondo, grazie alle torrepietre incastonate nei loro corpi. Proprio per questo, nonostante il pericolo, sono le prede preferite di chi cerca artefatti, tecnologie antiche o cristalli arcani.
La creazione del personaggio richiede pochissimi minuti. Si sceglie una classe — branditorre, domatorre, guidatorre o incantatorre — che definisce il background e i due valori fondamentali: esplorazione e combattimento. Questi numeri rappresentano sia le abilità del personaggio sia i suoi punti vita. Se uno dei due scende a zero, l’avventura termina. Successivamente si definiscono un’indole e la chiamata che muove il viaggio.
L’esplorazione costituisce il cuore pulsante del gioco. Si pescano tante carte quante indicate dal punteggio di esplorazione, e ognuna genera uno spunto narrativo. Il giocatore deve intrecciare tutti gli spunti in un’unica voce di diario, raccontando la giornata di viaggio. I combattimenti, al contrario, sono rari e sempre facoltativi. La risoluzione è rapida: si pescano carte in base al proprio punteggio e a quello dell’avversario, confrontando poi i valori. Ogni sconfitta parziale provoca una ferita, e ogni ferita costa un punto tra esplorazione e combattimento. Le vittorie contro le torri permettono di rafforzare il personaggio, ma ogni scontro lascia cicatrici, dolori e conseguenze narrative che accompagnano il giocatore per lungo tempo.
Tra i punti di forza, spiccano la semplicità e la ricchezza degli spunti narrativi. Colostle è ideale per chi vuole avvicinarsi ai giochi di ruolo, ma offre anche ai veterani un approccio introspettivo unico. Le illustrazioni di Nich Angell hanno una forza espressiva notevole pur nella loro apparente semplicità: con pochissimi tratti e un gusto che ricorda il disegno d’animazione, riesce a dare movimento, personalità e profondità al mondo.
Lo stile grafico è parte essenziale dell’identità del gioco, coerente e curato come pochi prodotti nel panorama dei GDR indipendenti. Il manuale italiano pubblicato da Need Games! in edizione cartonata è ben tradotto, stampato in alta qualità e rappresenta un ottimo pezzo da collezione.
Il rovescio della medaglia risiede nella leggerezza delle meccaniche. La progressione del personaggio è limitata e il combattimento risulta astratto e binario. Le armi e la maggior parte dell’equipaggiamento non hanno effetti meccanici distinti, ma servono solo come elementi narrativi. Ciò può risultare frustrante per chi, abituato ai giochi più tattici, cerca scelte strategiche concrete. Che il personaggio impugni un bastone magico, un arco o una mazza, l’esito delle azioni rimane invariato: cambia soltanto il modo in cui si descrive lo scontro.
Avendo un passato da dungeon master, trovo naturale improvvisare personaggi e situazioni a partire dall’ambientazione e dagli spunti proposti. In Colostle l’ispirazione è talmente ricca che raramente riesco a contenere una voce di diario in una singola pagina. Ciononostante, alcuni giocatori meno abituati a inventare mondi e trame potrebbero incontrare difficoltà nel mantenere il ritmo, la tensione e la coerenza narrativa.
Il gioco base è stato ampliato con diversi volumi e accessori. Tra quelli disponibili in italiano grazie a Need Games!, spiccano le terrestanze, un’espansione che aggiunge nuove classi, ambientazioni avanzate come le travi, missioni estese e perfino una modalità cooperativa. È un volume ricco, di ottima fattura, considerato da molti un acquisto imprescindibile. Il diario d’avventura è un supporto opzionale con cento pagine preimpostate per tracciare incontri e mappe; utile, ma non essenziale. Il mazzo del viaggiastanze è composto da carte illustrate che aumentano l’immersione, ma può essere sostituito da un qualsiasi mazzo generico.
Ne vale la pena?
Il successo crescente dei GDR in solitario è un fenomeno ormai consolidato nel settore tabletop. Sempre più appassionati si aspettano che ogni nuovo titolo includa una modalità solitaria, come nel caso di Dragonbane. C’è chi desidera giocare da solo per imparare le regole prima di proporre il gioco a un gruppo, e chi vuole semplicemente godersi un’avventura quando e come preferisce. In mancanza di modalità dedicate, si sono diffusi manuali che simulano un dungeon master attraverso tabelle e sistemi oracolari, come il celebre mythic dungeon master emulator.
I GDR masterless nativi possono essere suddivisi in tre grandi categorie. I giochi meccanici, vicini ai gdr tradizionali, prevedono regole dettagliate, frequenti tiri di dadi e combattimenti articolati, come Ironsworn o Scarlet Heroes. I dungeon crawler come Four against darkness, d100 dungeon o Ker Nethalas (recensito qui) propongono stanze generate casualmente e atmosfere ristrette ma affascinanti. Infine, i giochi basati su prompt privilegiano la scrittura creativa, guidando il giocatore attraverso scenari e domande, come colostle, thousand year old vampire o last tea shop.
Colostle si colloca come un eccellente ibrido, abbastanza leggero da non scoraggiare i neofiti del journaling, ma sufficientemente strutturato per offrire un ciclo di gioco chiaro, pregno di ispirazione e gratificante in ogni sua fase.