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Avatar di Valentino Cinefra

a cura di Valentino Cinefra

Ex Staff Writer @SpazioGames

Pubblicato il 21/11/2016 alle 00:00
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È un peccato che No Man’s Sky sia uscito lo scorso agosto, mi iniziano a mancare la sequela di notizie più o meno utili sull’ultima fatica di Hello Games. “Sean Murray ha starnutito, e dall’audio emergono nuovi dettagli su No Man’s Sky” oppure “I pianeti di No Man’s Sky renderanno la vostra vita più gioiosa”. Per non parlare di notizie come: “Avvistato un pene volante in No Man’s Sky”. Questa è vera, ve lo giuro.E ve li ricordate quegli scontri imperdibili tra fan e detrattori del gioco? Un po’ ci sono anche adesso, ma sono solamente l’ombra di come erano una volta. Che bei tempi.Ah, No Man’s Sky… che storia. Davvero, credo che le vicende legate a questo titolo ce le ricorderemo per lungo tempo ancora. Le tante promesse, le prospettive videoludiche reali e quelle che, invece, sono state clamorosamente infrante. Un’idea di un videogioco irrealizzabile per gli studi più grandi dell’industria, figuriamoci per Hello Games, che di grande ha potuto solamente contare l’appoggio di Sony in quanto a promozione.Che lo abbiate amato oppure odiato, No Man’s Sky è qui e, contrariamente a quanto si dice in questi casi, non sembra qui per rimanere. Lo studio aveva promesso supporto costante e continuo al titolo, con una serie di aggiunte che sarebbero andate a creare, successivamente, l’idea di gioco originale.C’è un problema, però. Sono quasi cento giorni, infatti, che Hello Games è rinchiusa nel (prevedibile) silenzio stampa, e i primi dubbi sullo stato dei lavori cominciano a sorgere spontanei.

E Sean Murray che fa?Non è che non ci sia stata proprio alcuna comunicazione da parte di Hello Games nei mesi scorsi. Nello specifico, Sean Murray e soci non hanno mai parlato del gioco, ma non è che siano stati del tutto zitti.Il 28 ottobre scorso l’account Twitter del gioco, utilizzato il più delle volte da Sean Murray recita: “No Man’s Sky è stato un errore”. Ed è subito screenshot, copia, incolla, condividi, passa all’amico, scrivi una frase sagace sulla tua pagina Facebook. Il delirio. E non solo, inizialmente la dichiarazione sembrava del tutto ufficiale. Raggiunto in mattinata via mail per un commento, infatti, lo stesso Murray avrebbe ammesso che era un suo tweet poi eliminato da un altro membro del team, mentre nel pomeriggio, questa volta attraverso il proprio account ufficiale, ha riportato che i server della casa sono stati hackerati e quindi non ci sarebbe nulla di vero. Il post è stato ovviamente rimosso prontamente dalla faccia del world wide web, e tutto farebbe pensare a un effettivo attacco informatico ai danni di Hello Games.Tuttavia, qualche ora dopo, uno sviluppatore dello studio ha affermato che si è trattato di uno scherzo al vetriolo da parte di un presunto “dipendente scontento”. Uno scherzo, oppure uno sfogo?I lavori dovrebbero andare avanti, in ogni caso. Il 10 ottobre scorso, infatti, l’audio director di No Man’s Sky, Paul Wier, ha rassicurato i fan presenti nel subreddit dedicato al gioco. Wier ha infatti dichiarato che “Sean sta bene e siamo tutti occupati nella prossima patch”. Due giorni fa, però, lo studio ha subito una defezione nell’organico. Il designer di No Man’S Sky, Gareth Bourn, ha abbandonato gli studi di Hello Games per unirsi a quelli di Foundry 42, la software house di Francoforte che si sta occupando del single-player di Star Citizen. Difficile dire se si tratti di qualcuno che sta abbandonando la nave alla deriva, ma le condizioni di base per pensarlo ci sono eccome.

Verso l’infinito e…?A poche settimane dal lancio, su PC, la presenza dei giocatori in No Man’s Sky calò drasticamente, qualcosa come l’88% rispetto al day one. Nello stesso periodo iniziarono a fioccare rimborsi come quando fuori piove verso una parte degli utenti PlayStation 4 e PC. Non voglio definire l’opera di Hello Games una truffa, ma di certo si poteva e doveva fare di meglio nei confronti dell’utenza.Sempre nello stesso periodo, o al massimo qualche settimana dopo, lo studio iniziò a sussurrare a mezza bocca che, secondo loro, la colpa era di Sony, rea di aver spinto troppo sull’acceleratore in termini di promozione per quanto riguarda No Man’s Sky. Dall’altro lato della barricata lo stesso Shuhei Yoshida è intervenuto sulla vicenda, dichiarando che quella di Sean Murray “non è stata una buona strategia di comunicazione”. Anche questo è un segnale che proprio tutto bene non è andato nello sviluppo del gioco.Secondo Yoshida, Murray ha promesso troppo nel corso di questi anni. Uno tra tutti, il multiplayer online. Si è passato dal dire che i giocatori avrebbero vissuto le loro avventure nello stesso mondo condiviso, al dire che si sarebbero potuti incontrare nel gioco con probabilità infinitesimali, fino al famigerato test effettuato da alcuni giocatori al day one, i quali sono riusciti ad arrivare sullo stesso pianeta senza però potersi vedere. Il problema è che tutto questo silenzio è preoccupante. Da un lato è triste, perché è evidente che Hello Games abbia accusato duramente il colpo (No Man’s Sky è, ad oggi, tra i giochi con le peggiori recensioni su Steam) e probabilmente sta cercando di riprendersi. Alcuni potrebbero pensare, invece, che lo studio sia scappato col bottino dopo un lancio pompato dall’hype e delle vendite che, considerando il fatto che si tratta pur sempre di un gioco non tripla A, sono state comunque più che dignitose.A prescindere da cosa sia successo veramente, No Man’s Sky è l’occasione per capire quanto questa industria sia malata nel profondo. Non di un solo male, ma di tanti che, insieme, diventano devastanti. C’è la bestia dell’hype fomentata da publisher, sviluppatori, giornalisti e infine anche dai giocatori che si sbattono a destra e a manca per convincere gli altri quanto il gioco che stiano aspettando sia straordinario, considerando al tempo stesso degli idioti chiunque non la pensi come loro. Quegli stessi utenti che poi, alla fine, faranno il pre-ordine di un gioco di cui sanno ancora poco, e No Man’s Sky è stato criptico in molte cose fino al giorno del lancio.C’è la violenza che il world wide web è in grado di sprigionare. Quando c’è tanta attesa la delusione, in caso di fallimento, è incontenibile.  Pensare in quale modo sfogarsi, e via a recensire in maniera atroce quello stesso gioco che quarantotto ore prima si considerava il nostro Signore Gesù Cristo sceso in Terra per salvare l’umana stirpe.E allora io questo silenzio lo capisco pure. Un po’ ce li vedo questi ragazzotti e ragazzotte di Hello Games, gasati da tutto e tutti che No Man’s Sky sarà il gioco del millennio, pronti a fare le ore piccole davanti lo schermo, ignorare affetti e altri impegni per compilare quell’ultima riga di codice, modellare quel cespuglio e provare la fisica del gioco. “Ma non è che stiamo facendo il passo più lungo della gamba?” mormora uno dei programmatori, prontamente linciato da Sean Murray, piedi scalzi e sorrisone a 96 denti: “Stai tranquillo amico, siamo già pieni di soldi”. Già, non fosse per gli utenti che li rivogliono indietro.

Non il mio cieloNon mi ha mai convinto No Man’s Sky. O meglio, il concept è interessante, ma la struttura a là Minecraft lo rende un titolo appetibile come un bicchiere di melma nel deserto. Che la colpa sia di Sony, di Hello Games, o vostra che avete sbavato dietro al gioco per anni, gli unici che ora hanno l’onere e l’onore di portare avanti la baracca sono proprio Murray e i suoi. Nella storia videoludica ci sono stati tanti casi di prodotto usciti con problemi, più o meno gravi di quelli che ha No Man’s Sky, ma gli studi di sviluppo hanno sempre provato a spiegarsi, non sono spariti nel nulla.Sono convinto che Hello Games stia lavorando in questo momento, e a questo punto il silenzio è la conseguenza della demoralizzazione a seguito della risposta di pubblico e critica. Il problema è che ogni giorno che rimangono in completo silenzio, la possibilità del “colpo grosso” che accennavo poco sopra diventa sempre più reale. Nel frattempo i membri del subreddit del gioco, stanchi del silenzio di Hello Games e in particolare del fondatore Sean Murray, hanno imbastito una raccolta fondi contro il cancro per smuovere le acque. La raccolta ha già superato le 1.000 sterline, e se il silenzio di Murray continuerò imperterrito, il subreddit diventerà una pagina satirica su Sean Murray. Ride bene chi ride ultimo.

Il silenzio stampa in cui Hello Games si costringe sta continuando imperterrito. Non è un buon segno, e bisogna essere fin troppo ottimisti, quasi ingenui per pensare il contrario. Non credo che a questo punto No Man’s Sky possa mai risorgere del tutto come l’araba fenice, ma il tempo per recuperare c’è.

Mi auguro che, tra qualche tempo, No Man’s Sky se ne esca un aggiornamento così importante e definitivo da zittire tutti, me compreso. Resta una storia controversa, fastidiosa, che mette in luce tutti i problemi che affliggono l’industria videoludica. Speriamo che sia quel tipo di storia destinata a finire bene, ma soprattutto che non venga mai più raccontata ai giocatori.

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