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Pro
- Direzione artistica deliziosa, con un mondo dipinto a mano.
- L'ibridazione tra platform 3D e ritmo funziona bene.
- La lore basata su musica e sapori è fresca, originale e ben integrata.
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Contro
- L'aspetto "puccioso" rischia di trarre in inganno.
- I puzzle complessi lo rendono poco adatto ai giocatori più piccoli.
Conclusioni Finali di SpazioGames
Avete mai provato a dare un sapore alla musica? Oppure a trasformare un ritmo incondizionatamente orecchiabile in un colore, in un profumo o addirittura in un'esperienza tattile?
Se la sinestesia vi ha sempre affascinato, o se semplicemente avete un debole per i dolci, vi diciamo già che la nuova scommessa di Metronomik ha tutte le carte in regola per rapire la vostra attenzione.
D'altronde, quando uno studio di sviluppo decide di intitolare il proprio videogioco ispirandosi a un tradizionale dessert malese (l'ondeh, per l'appunto), le premesse per un'avventura fuori dagli schemi ci sono tutte.
Stiamo parlando di Ondeh Ondeh Kaya’s Tasty Tale, titolo pubblicato da Bandai Namco Entertainment Europe, che abbiamo avuto l'occasione di provare per circa un'ora. Ebbene, grazie a questa prima immersione nel mondo di Selera abbiamo potuto farci un'idea piuttosto chiara di cosa ci aspetterà nel 2027.
Benvenuti a Selera
L'universo narrativo di Ondeh Ondeh Kaya’s Tasty Tale ruota interamente attorno a un concetto tanto semplice quanto affascinante: i sapori. L'intera cosmogonia del Mondo di Selera è, infatti, costruita sul gusto e sull'armonia, elementi che la nostra protagonista, la giovane Kaya, vive in maniera del tutto viscerale.
Il sogno di questa ragazza è chiaro fin dai primissimi istanti: vuole diventare una "worldbuilder" certificata, seguendo le gloriose orme dei suoi genitori. Nonostante ciò, come in ogni viaggio dell'eroe che si rispetti, la burocrazia magica richiede un piccolo sforzo extra; per ottenere l'ambita certificazione, Kaya dovrà viaggiare in lungo e in largo per radunare i colossali Giganti sparsi per il globo e compiere l'antico rituale del rinnovamento.
Fin qui potrebbe sembrare la classica premessa da platformer tridimensionale vecchio stile, ma è il modo in cui questa storia viene messa in scena a fare la differenza. Kaya possiede, infatti, un'abilità straordinaria: riesce letteralmente a vedere la musica e i sapori che permeano l'ambiente circostante.
Nella pratica, questo si traduce in un mondo di gioco estremamente reattivo e vibrante, in cui ogni elemento a schermo sembra danzare seguendo una partitura invisibile. Oltre a ciò, la cura per i dettagli culturali legati al Sud-est asiatico traspare in ogni dialogo e in ogni scorcio, conferendo all'opera una freschezza narrativa che difficilmente si riscontra nelle grandi produzioni odierne.
Se avete giocato a titoli dove la pressione millimetrica dei tasti a tempo di musica è l'unica via per la vittoria, non aspettatevi la stessa intransigenza. Il ritmo qui è una guida, un flusso costante che accompagna l'esplorazione, detta i tempi dei combattimenti contro le eccentriche creature di Selera e, soprattutto, regola la risoluzione degli enigmi ambientali.
Per farsi strada in questo mondo, Kaya fa affidamento sui poteri magici dell'Ondeh e su un alleato decisamente atipico: il suo fidato Cucchiaio. Questo strumento non è solo un'arma per difendersi, ma è la chiave per manipolare l'ambiente circostante.
La meccanica funziona in questo modo: seguendo le pulsazioni musicali dell'ambiente, il giocatore può concatenare i movimenti di Kaya per superare ostacoli altrimenti insormontabili, sfruttando il Cucchiaio per attivare interruttori sonori o respingere le minacce. Questo approccio rende il level design molto più dinamico, trasformando praticamente l'intera mappa in uno strumento musicale da suonare pad alla mano.
Detto ciò, c'è un elemento fondamentale su cui vogliamo soffermarci: non lasciatevi ingannare dall'aspetto fiabesco. Sebbene l'estetica possa suggerire un target giovanissimo, i puzzle proposti dal gioco sanno essere alquanto impegnativi. Il livello di sfida intellettuale richiesto per decifrare alcuni rompicapi, che mescolano logica spaziale e pattern ritmici, rende il titolo inadatto a un pubblico di bambini alla ricerca di un passatempo superficiale. Da un certo punto di vista, questo non è necessariamente un difetto, anzi.
A livello puramente tecnico e artistico, l'opera di Metronomik è una gioia per gli occhi. Il comparto grafico abbandona la corsa al fotorealismo per abbracciare uno stile originale che ricorda da vicino un dipinto a mano. Ogni bioma del mondo di Selera sembra pennellato con acquerelli vivaci, creando contrasti netti e atmosfere sognanti che si sposano perfettamente con la colonna sonora. I mostri, i Giganti e la fauna locale godono di un character design squisitamente bizzarro, capace di strappare più di un sorriso durante l'esplorazione.
Insomma, la direzione artistica non è solo un vezzo estetico, ma un vero e proprio veicolo culturale. Il modo in cui il team di sviluppo ha integrato l'architettura, la palette cromatica e i riferimenti culinari delle culture del Sud-est asiatico dimostra una volontà precisa: raccontare un mondo poco esplorato dai videogiochi mainstream, e farlo con un profondo rispetto per le proprie radici.
In attesa del dessert principale
Tirando le somme di questo primo assaggio, Ondeh Ondeh Kaya’s Tasty Tale si preannuncia come una delle sorprese più interessanti nel panorama dei platformer 3D. Se non siete giocatori avvezzi al genere ritmico ma siete comunque alla ricerca di un'avventura heartwarming, capace di scaldare il cuore senza rinunciare a un gameplay solido e a puzzle in grado di farvi spremere le meningi, dovreste assolutamente tenere d'occhio il progetto di Metronomik.
La sua identità artistica, unita alla volontà di intrecciare musica, esplorazione e rompicapi in un'esperienza accessibile ma non per questo banale, potrebbe rivelarsi la carta vincente per conquistare un pubblico ben più ampio degli appassionati di rhythm game.
Certo, dovremo armarci di pazienza, dato che il titolo distribuito da Bandai Namco arriverà solamente nel corso del 2027 su PC, PS5, Xbox Series X|S e Nintendo Switch 2. C'è ancora tempo, quindi, per scoprire ulteriori dettagli sul sistema di gioco e capire quanto le sue diverse componenti riusciranno a integrarsi nel corso dell'avventura completa.
Per il momento, non ci resta che affilare i nostri cucchiai, allenare il senso del ritmo e prepararci a scoprire di che sapore è fatta la magia. E voi, siete pronti ad assaggiare il mondo di Selera?