Aloy: Horizon Zero Dawn | Il salone degli Eroi

La protagonista di Horizon Zero Dawn nella rubrica il salone degli eroi.

“Volevamo una personalità vivace e curiosa, in un mondo pieno di misteri che aspettano di essere rivelati”.

Così gli sviluppatori di Guerrilla Games descrivono parte delle caratteristiche e delle scelte che li hanno condotti a creare e regalare al pubblico uno dei personaggi femminili più forti e duri, ma al contempo apprezzati quanto il gioco stesso. Parliamo di Aloy, protagonista del pluripremiato e acclamato titolo uscito nel 2017, Horizon Zero Dawn, che è riuscita a conquistare i cuori dei giocatori grazie alle sue qualità e abilità, nonché al design con cui è stata resa ai nostri occhi. Tra mille costumi indossati nel corso della storia, così come i numerosi sfondi e ambientazioni in cui ci ha portato, Aloy si è rivelata come un exploit inatteso e fantastico ai nostri occhi. Una sorta di eroina d’altri tempi, che ci ha fatto riscoprire la bellezza dura e pura di un mondo assolutamente particolare: ambientato oltre l’anno 3020, siamo a metà tra ciò che resta del pianeta, dall’aspetto primitivo, e tra quanto è stato prodotto dalla tecnologia. Diviso fra popolazioni tribali, gruppi nomadi, ladri e gruppi di appartenenza così chiusi fra loro che si contrappongono in maniera tanto inaspettata, quanto meravigliosa con le macchine infernali, una più temibile dell’altra, scopriamo una storia così forte e incredibile che ci lascerà a bocca aperta, a partire dall’origine stessa della ragazza.

Aloy da piccola

Da reietta a leggenda

Dunque, per coloro che fossero ancora a digiuno della storia di Aloy in Horizon Zero Dawn, eccone un breve resoconto: rimasta orfana sin da piccolissima, la bimba viene destinata a Rost, un eremita impassibile e severo, nonché uomo d’onore la cui vita è stata segnata da numerosi eventi tragici. Rost ha subito accolto e poi cresciuto Aloy, iniziandola alle tecniche di combattimento e alla vita lontana da tutto e tutti, a causa dell’emarginazione della piccola dalla sua tribù fin dalla nascita. La giovane infatti non è mai stata accettata dalla sua comunità, con evidenti episodi di bullismo verbale e scherno da parte dei suoi coetanei già nei primi anni di vita, a causa di una credenza che ha condizionato da subito il suo intero destino. Trovata dalle Matriarche all’interno della montagna dove sono posti i marchingegni considerati l’incarnazione della Grande Madre della tribù dei Nora, solo la Matriarca Teersa credeva che fosse un dono delle divinità. Le altre, in particolare Lansra, temevano che si trattasse in realtà di una presenza diabolica, una maledizione posta nella montagna sacra da un “diavolo di metallo”, ossia una Macchina. Nessun altro aveva visto depositare lì la bambina, a conferma delle teorie che la credevano un’apparizione diabolica e considerandola automaticamente una reietta della società.

Aloy contro una macchina

Una volta cresciuta però, a un passo dalla maturità, potrebbe finalmente ricevere le risposte sulla sua esistenza che ha tanto atteso. Ma per poter  svelare i segreti che la circondano, Aloy dovrà lasciarsi l’addestramento alle spalle e avventurarsi in un mondo più grande, dove regnano tribù sconosciute e nuove minacce sono in agguato. La ragazza deve sforzarsi al massimo per sopravvivere, affidandosi alla sua incredibile astuzia, alla grande intelligenza, alla capacità di creare oggetti e, soprattutto, alla sua abilità con arco e lancia contro potenti Macchine e micidiali guerrieri. Una vita per nulla facile, se non fosse che la nostra eroina è già abituata a condurre un’esistenza dura e ben diversa da quella a cui normalmente le donne della tribù sono abituate. Combattente scaltra e agile, ha talmente sviluppato le sue abilità da riuscire a distinguersi dal resto del mondo in cui vive, passando così successivamente da emarginata a leggendaria Cercatrice e cacciatrice di Macchine, ma non sarà la sua sola conquista. Scoprirà infatti che la sua identità si nasconde nel cuore di queste domande proibite.

La tecnologia al cuore del mondo e della riproduzione umana

I misteri con cui si deve confrontare sono parecchi e di una certa importanza: perché sono comparse le Macchine? Che ne è stato dei Predecessori? La catastrofe che ha trasformato le loro città in cimiteri potrebbe ripetersi? Un personaggio dinamico e costruito come se fosse reale, dalle imperfezioni dei denti, al viso asimmetrico, Aloy ha a che fare con un mondo tanto primitivo e selvaggio, quanto dominato nel suo cuore dalla tecnologia, a partire dal Focus, il dispositivo che trova e indossa sin da piccola nelle cavità di una grotta popolata da diversi dispositivi elettronici e tecnologici. Un “gioco” che Rost non ha mai apprezzato, ma che la aiuterà ad analizzare meglio le Macchine furiose che popolano i diversissimi territori che Aloy esplora durante il suo cammino, imparando così a conoscere i suoi nemici e cavalcandoli talvolta, grazie all’Override che le permette di osservare il mondo da un altro punto di vista.

Aloy Madre

Il mondo post-apocalittico di Horizon Zero Dawn è diventato poi ulteriormente espanso e pericoloso con The Frozen Wilds, dove Aloy si addentra nei territori della tribù dei Banuk per indagare su una misteriosa e nuova minaccia delle Macchine. Solo sopravvivendo al rigido territorio e conquistando il rispetto della tribù, Aloy otterrà gli alleati, le abilità e la conoscenza necessari per scoprire i segreti che tormentano questa terra, avvicinandosi ancora di più alla comprensione e conoscenza del suo passato. Un passato molto lontano, di almeno mille anni: solo tornando negli anni tra il 2020 e il 2070 possiamo recuperare le tracce di DNA di Elisabeth Sobeck, brillante ricercatrice americana al lavoro a Project Zero Dawn, il progetto in grado di riportare la vita sulla terra, dopo aver posto fine al Faro Plague, una serie di macchine con l’obiettivo di sterminare la vita sul pianeta terra. Aloy diventa così il prodotto di parte di DNA crioconservato e clonato nel 3021, a mille anni di distanza dalla nascita della sua “madre” genetica.

Spesso fiera e apparentemente fredda e altera, in realtà una ragazza sì forte, ma piena di paure e atteggiamenti istintivi, Aloy si erge e si distingue nel panorama dei personaggi noti finora come una figura abbastanza diversa e singolare, rispetto a quanto abbiamo incontrato nel corso del tempo. Non solo per le sue caratteristiche fisiche e il mondo in cui è inserita, ma soprattutto per il passato che ha segnato la sua storia, prima ancora che fosse nata. Il prodotto dell’avanzamento tecnologico, in un videogioco dalla trama profonda e sottile, in grado di portare a galla temi etici di riproduzione degli esseri umani e della devastazione e dominazione sull’uomo che le macchine possono raggiungere.