Horizon Zero Dawn: The Frozen Wilds, recensione della nuova espansione - SpazioGames

Horizon Zero Dawn: The Frozen Wilds, recensione della nuova espansione

By |novembre 6th, 2017|Categorie: RECENSIONE|Tags: |

Dopo l’ottimo successo ottenuto con Horizon Zero Dawn, accolto positivamente da critica e pubblico, Guerrilla Games ha di fatto tra le mani una nuova IP potenzialmente pronta a trasformarsi in una serie che nei prossimi anni potrà riservarci non poche sorprese. Raccolti i frutti del lavoro e probabilmente già in discussione per il prossimo progetto, il team di sviluppo olandese decide di regalarci un’espansione in grado di approfondire ulteriormente la storia e intrattenere i giocatori con una buona  mole di contenuti. The Frozen Wilds, com’era prevedibile durante le fasi promozionali, segue la linea tracciata da Sony coi suoi titoli di punta, bilanciando alla grande quantità e qualità.
Tra le lande gelide
The Frozen Wilds non è un contenuto distaccato dal gioco principale ma comprende, al contrario, una nuova porzione di mappa sbloccabile, che equivale grossomodo a poco meno di un quarto di quella vista in Horizon Zero Dawn
Aloy deve stavolta raggiungere i territori ghiacciati dove risiede la tribù dei Banuk, oltre le montagne settentrionali, col compito di indagare su nuove e misteriose macchine letali mai viste prima. Quella dei Banuk è una tribù chiusa, che vive ritirata dal mondo e accoglie solo coloro che sono in grado di dimostrare il proprio valore. 
Guadagnando il rispetto degli indigeni e venendo a conoscenza di ciò che sta accadendo tra le algide lande del grande Nord, Aloy svelerà un segreto del passato che può mettere a repentaglio il futuro, il quale si ricollega in grande stile alla trama principale e amplia con intelligenza la parte più interessante della trama di gioco. In tal senso, quella narrata in The Frozen Wilds è una storia che viaggia su due binari che si intersecano e danno ancora più corpo all’opera principale, destando curiosità in chi era rimasto con qualche punto interrogativo. Oltre a visitare i territori di frontiera dei Banuk, stringere rapporti con le figure più di spicco e far parte della comunità anche grazie al superamento delle numerose missioni presenti in questa espansione, scoprirete qual è l’origine delle nuove macchine demoniache che stanno soggiogando abitanti e territorio, assisterete a nuovi e inattesi sviluppi. 
Come in Horizon, anche The Frozen Wilds presenta un’ottima commistione tra fantascienza e avventura, riuscendo ad appassionare e convincere fino alla fine. Mancano forse quei momenti vibranti e di grande impatto che hanno caratterizzato l’avventura principale di Aloy, ma tutto sommato, considerata la sua natura, si tratta di un DLC più che soddisfacente. Il bestiario composto da cinque nuove tipologie di nemici non può eguagliare né la varietà né la bellezza delle macchine viste in Zero Dawn, e al di là di un solo esempio nel finale, nella campagna principale non esistono le battaglie tese e all’ultimo respiro vissute contro un Avistempesta o un Divoratuono, né quelle contro gli ottimi e complessi boss. Poco male, se si prende in considerazione il pacchetto completo, che comprensivo di tutte le attività secondarie potrà portarvi via agevolmente oltre dieci-dodici ore di gioco.
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Il mistero dei ghiacci
Chi ha platinato Horizon Zero Dawn o ha superato il livello quaranta, farebbe bene a settare la difficoltà a un livello un po’ più elevato del normale per godersi una sfida degna di nota, poiché sia il bilanciamento, sia il nuovo equipaggiamento potrebbero darvi sin troppi vantaggi per gran parte dell’avventura. 
A proposito di new entry, è da segnalare il nuovo set dei Banuk composto da armi, vestiti e potenziamenti specifici da ottenere con le pietre rare del posto, chiamate Blubagliore. Esiste la possibilità di potenziare ulteriormente la lancia e si possono utilizzare altre due armi a breve e medio raggio, che aumentano le possibilità di approccio alle battaglie, dando inoltre carattere distintivo alle usanze della tribù, votata alla caccia e già ottimamente caratterizzata dal team di sviluppo.
Oltre all’introduzione di queste piccole novità, non si registrano cambiamenti alla formula di gioco né a nient’altro, e d’altra parte Horizon non ne sente ancora il bisogno e trova una sua quadratura anche in questa espansione, densa di missioni da portare a termine e gestita con un ritmo pressoché perfetto. Ritornano dunque i terreni di caccia, le commissioni, i collilunghi, i campi dei banditi e tutto ciò che aveva decretato il successo di Zero Dawn, con alcune quest più complesse di altre che tentano di alzare un po’ l’asticella.
Sebbene non ci sia nulla di nuovo da segnalare per quanto riguarda il comparto tecnico, è bene sottolineare anche qui quanto sia da incensare il lavoro artistico di Guerrilla, capace di tratteggiare con grande maestria e ispirazione un ambiente di gioco selvaggio, spietato e in cui le condizioni di vita sono portate all’estremo. Arrampicarsi in cima a una montagna innevata e osservare l’aurora boreale, attraversare foreste e correre su laghi ghiacciati, percorrere sentieri tortuosi mentre una tempesta di neve vi limita la vista: sono solo alcuni dei momenti che ogni utente vivrà in The Frozen Wilds, che in quanto a bellezza dei panorami non ha nulla da invidiare a Horizon Zero Dawn.


– Nuova storia e approfondimento di quella precedente
– Buona mole di contenuti
– Artisticamente, Guerrilla fa un’altra ottima prova


– Mancano dei veri momenti eclatanti
– Le novità introdotte non sono molte


8.5

Guerrilla ha confezionato con cura questa ottima espansione, raccontando una nuova storia e approfondendo quella precedente. Grazie all’introduzione di nuove macchine, un mistero tutto da svelare e una sequela di missioni che vi intratterranno per diverse ore, The Frozen Wilds è un contenuto aggiuntivo che i fan di Horizon non possono assolutamente farsi sfuggire.

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