Champions of Norrath

By |09/07/2004|Categories: Recensione|Tags: |

Dopo continui ed esasperanti rinvii e mentre in Usa già si parla del seguito, arriva finalmente anche in Italia Champions of Norrath (CoN), attesissima opera seconda dei Snowblind Studios, il team di programmatori che qualche anno fa stupirono tutti con il loro “Baldur’s Gate – Dark Alliance” (BGDA); purtroppo, nonostante il titolo sia stato in origine prodotto dalla Sony stessa, i diritti per l’Europa sono stati acquisiti da Ubisoft che ha pensato bene di localizzarlo in inglese, tedesco e francese, tralasciando l’italiano…

L’eredità di Baldur’s
Champions of Norrath è, a tutti gli effetti, il vero seguito del primo BGDA: non per nulla se giocando a BGDA2 sembrava di avere tra le mani nulla più di un mero data disk, CoN dà invece l’impressione di rappresentare l’evoluzione del capostipite.
Nonostante questo, non si può certo dire che il titolo Snowblind innovi qualcosa nell’ormai affollato mondo degli action-gdr e ve ne renderete conto nel corso della recensione, dove in pratica mi trovo a dire le stesse cose già scritte nelle rece di BGDA e BGDA2.
Veniamo al dunque: come da tradizione, la prima cosa che dovrete fare per cominciare a giocare è crearvi un eroe virtuale. Ho usato il termine “creare” invece di “scegliere” perchè, per la prima volta nel campo degli action-gdr per console, non ci sarà un gruppo di eroi predeterminato, ma potrete creare voi stessi da zero il vostro sterminatore di mostri! Frenate comunque gli entusiasmi perchè non è che la scelta sia particolarmente vasta: innanzitutto non potete scegliere la razza (elfo, elfo dei boschi, elfo scuro e umano quelle disponibili) perchè questa verrà automaticamente abbinata alla classe scelta. In pratica agli umani sono state destinate le due classi estreme, il barbaro tutto muscoli e poca magia, ed il mago, tutta magia e pochi muscoli: in mezzo stanno le tre classi elfiche, ranger, chierico e cavaliere ombra, che rappresentano la classica via di mezzo tra i due estremi. La customizzazione del personaggio, inoltre, si limita alla scelta del sesso, della pettinatura, del colore dei capelli e del tipo di pelle (vale a dire i tatuaggi, ma non il colore: i maghi sono solo di carnagione scura, i barbari chiari, ecc.) e per ogni opzione ci sono al massimo 4-5 scelte possibili.
Va riconosciuto un certo impegno da parte dei programmatori a differenziare le varie classi in modo da rendere sempre differente l’approccio al gioco a seconda della scelta effettuata: quindi se col barbaro potrete gettarvi nelle mischie a cuor leggero e padroneggiare ogni tipo di arma ed armatura, il mago richiede approcci in mischia più discreti, ma garantisce una devastazione magica senza precedenti, mentre il chierico, il ranger o il cavaliere ombra sono abbastanza forti sia in mischia che nell’utilizzo delle magie, ma hanno pesanti limitazioni in entrambi i campi (il chierico usa solo armi da botta, il ranger è bravo soprattutto con quelle da lancio, ecc.).
Infine dovrete scegliere quali attributi potenziare: questi si dividono in Forza (determina il danno inflitto e il peso trasportabile), Intelligenza (quantità di energia magico disponibile), Destrezza (determina l’abilità di colpire con tutte le armi e il danno di quelle a distanza) e Salute (i punti ferita del personaggio). In seguito, ogni volta che passerete di livello, avrete nuovi punti da distribuire per gli attributi e per le capacità speciali: queste possono essere incantesimi o attacchi speciali che quindi consumano energia magica (mana) e, per essere utilizzati, vanno assegnati ad un tasto, oppure capacità immanenti, sempre attive e che non consumano mana (l’abilità nell’utilizzo di una certa arma, le capacità di trasporto).

L’eroe di Norrath
Una volta effettuata la vostra scelta, non resta che gettarsi nell’avventura: la trama a grandi linee è riassumibile nel solito “i cattivi ci attaccano, solo tu puoi salvarci” e non risulta particolarmente originale o coinvolgente. Chi non mastica bene l’inglese, però, rischia di perdere importanti passaggi della trama e di gironzolare a vuoto prima di riuscire a capire dove recarsi per proseguire nella storia anche perchè, sebbene sia presente una schermata che riassume gli obiettivi di missione, in questa viene sempre riportato cosa si deve fare, ma non dove si deve andare per farlo: se non altro la struttura lineare del prodotto fa si che basti esplorare l’area in cui ci si trova per imbattersi, prima o poi, nell’evento che stiamo cercando.
Una volta che l’azione comincia…c’è solo l’azione! Come al solito non dovrete fare altro che procedere sterminando le orde di nemici che occupano l’area di gioco: l’IA non ha subito variazioni dai tempi di BGDA, quindi verrete assaliti non appena entrate nel campo visivo dei vari mostri, che vi attaccheranno fino alla morte (accennando qualche volta la fuga in caso la situazione volga al peggio). Ognuno di essi segue un determinato schema d’attacco e la difficoltà maggiore risiede nel numero di nemici piuttosto che nella loro forza: nelle situazioni più pericolose è inoltre possibile mettere in atto i classici trucchetti del tipo farsi inseguire in un passaggio stretto per far incastrare l’avversario, oppure colpirlo attraverso un muretto che non riesce ad aggirare.
Naturalmente la maggior parte delle creature abbattute lasceranno cadere soldi ed oggetti (spesso in maniera del tutto irrealistica: abbattere uno scarafaggio gigante e trovargli addosso un’armatura di piastre completa lascia a dir poco perplessi) che potrete utilizzare voi stessi oppure vendere in negozio; quest’ultimo, in particolare, si trova generalmente nella zona di partenza ma sarà tranquillamente raggiungibile tramite apposite pergamene di teletrasporto. Vista l’enorme quantità di oggetti lasciati cadere dai nemici, per liberare l’inventario che si riempie fin troppo in fretta (come in BGDA la quantità degli oggetti trasportabili dipende dal loro peso: a seconda del personaggio prescelto non potrete portarvi dietro oltre un certo quantitativo) dovrete far spesso visita al negozio, nel quale, naturalmente, potrete anche comprare armi ed oggetti…
Da segnalare, brevemente, l’introduzione di un sistema di potenziamento dell’equipaggiamento basato sul ritrovamento e l’utilizzo di pietre magiche che, abbinate ad armi e armature, ne aumentano l’efficacia oppure conferiscono determinati poteri.
I controlli sono semplici ed intuitivi: un tasto per l’attacco in mischia (X, premuto più volte dà il via alle combo), due per l’assegnazione di magie o colpi speciali (Cerchio e Triangolo), un tasto azione con cui interagire con l’ambiente e gli altri personaggi (Quadrato), la parata (R1), il cambio d’arma (L1) e due tasti per le pozioni rigenerative del mana e della salute (L2 e R2). Con l’analogico sinistro si muove il personaggio, col destro la telecamera e le visuali (ce ne sono tre, ravvicinata, con cui ammirare al meglio le meraviglie del motore grafico, isometrica e a volo d’uccello).
Su schermo appaiono gli indicatori della salute, del mana e dell’esperienza, oltre che l’indispensabile mappa, essenziale per non perdersi, mentre i progressi possono essere salvati unicamente presso gli appositi punti salvataggio: da segnalare, infine, la presenza di teletrasporti che, una volta attivati, permettono di muoversi velocemente attraverso aree già esplorate.

Meglio soli che male accompagnati
L’avventura in single player è lunga e appagante ma, naturalmente, soffre di quella ripetitività di fondo tipica di questo genere di prodotti: dall’inizio alla fine non farete altro che combattere, combattere, combattere. Gli incarichi si limitano a recuperare oggetti, attivare meccanismi, abbattere mostri, l’interazione non va oltre lo spaccare casse o vasi ed il raccogliere oggetti, i dialoghi con gli altri abitanti di Norrath sono a dir poco superflui, salvo i rari casi in cui ci vengono affidati sub-quest. Naturalmente queste osservazioni sono valide per tutti gli action-gdr usciti in questi anni su console, quindi se vi piace il genere apprezzerete a maggior ragione questo CoN, mentre se li trovate ripetitivi e noiosi non sarà certo il titolo Snowblind a farvi cambiare idea.
Come sempre il valore aggiunto di una produzione come questa è rappresentato dal multiplayer.
Per quanto riguarda l’off-line, si passa dai 2 giocatori contemporaneamente di BGDA ai 4 di questo CoN: il divertimento è sempre assicurato, ma il risultato finale è abbastanza confusionario. Pur con la visuale impostata a volo d’uccello e la presenza di indicatori di colore differente per ogni giocatore, nelle situazioni più affollate non è raro perdere di vista il proprio personaggio; inoltre l’impossibilità di spartirsi il denaro (che va ad accumularsi nelle tasche di chi lo raccoglie) fa si che i personaggi non portati per le mischie rischino di non riuscire a raccogliere nulla, visto che si accaparrerà tutto chi sta in prima linea.
Tutt’altro discorso per il multiplayer (sempre a 4) on-line, in cui ogni giocatore può muoversi liberamente ed indipendentemente dagli altri: in questo caso si utilizza la visuale ravvicinata e spetta ai giocatori decidere se muoversi in gruppo oppure esplorare ognuno per conto proprio. La competizione può vertere su chi raccoglie più oro od oggetti, o su chi uccide più mostri: tra compagni, invece, non ci si può colpire.
Non esiste un sito di supporto per le partite on-line, quindi occorre un giocatore che crei la partita e che possa ospitare gli altri (meglio scegliere l’amico con la banda più larga, pena frequenti cadute della connessione): si può scegliere se cominciare il gioco dall’inizio o da un salvataggio (anche off-line), se cominciare con personaggi di livello 1 oppure se importare i propri da altre partite e i giocatori possono comunicare tra loro in tempo reale grazie al pieno supporto dell’headset di PS2 (ma è prevista anche la possibilità di utilizzare la tastiera usb). Per quanto divertente, si sente comunque la mancanza di una maggiore varietà dell’offerta: affrontare l’avventura con quattro amici è senz’altro appagante, ma sarebbe stato ancora meglio se fossero state introdotte altre modalità per sfruttare la connessione.

Tecnicamente parlando…
Graficamente CoN impressiona per la bellezza e la cura profusi nella realizzazione dei fondali e dei personaggi: questi ultimi, in particolare, appaiono davvero dettagliati (usate la visuale ravvicinata per rimirarveli) e cambiano aspetto a seconda dell’equipaggiamento che indossano.
Textures ambientali ed effetti luce sono ottimi, ma si nota una certa ripetitività negli elementi che compongono le varie aree, dovuti in parte all’innovativo sistema di generazione casuale degli ambienti, grazie al quale ad ogni partita visiterete luoghi simili ma dalla struttura sempre differente: sempre a questo sistema di generazione casuale degli ambienti si devono, probabilmente, i molti vicoli ciechi in cui ci si imbatte e la concentrazione di 2 o più punti di salvataggio in zone adiacenti (mentre nel resto del livello non ce n’è traccia). Peccato, infine, per la staticità degli ambienti: nel primo livello, ad esempio, vi muoverete in una foresta tra evocativi roghi e vessilli oscillanti, sentirete i corvi volare e il vento soffiare, ma gli alberi rimangono assolutamente immobili.
Il gioco gira a 50fps e và segnalato che nelle situazioni più concitate, ruotare la telecamera porta quasi sempre a brevi ma evidenti cali di frame rate, con conseguenti scatti e rallentamenti: i problemi, inoltre, aumentano quando si gioca in multiplayer.
Il gioco manca di un filmato introduttivo e di qualunque fmv: le scene di intermezzo si avvalgono della grafica di gioco, ma appaiono per lo più innaturali. Nella loro realizzazione, infatti, non sono state realizzate animazioni ad hoc, ma si riciclano quelle del gioco: il che significa che i dialoghi si svolgono tra personaggi statici, impalati uno di fronte all’altro, e quando si muovono spesso i risultati appaiono ancora più innaturali e forzati. Se la cosa si poteva tollerare nel vecchio BGDA, oggi, a 2 anni di distanza, una simile limitazione appare francamente inaccettabile!
Il sonoro si compone di una gradevole colonna sonora stile medievaleggiante-sinfonico che però ogni tanto si zittisce misteriosamente, lasciandoci nel silenzio più totale; il doppiaggio in inglese è discreto ma i dialoghi appaiono misteriosamente sfasati rispetto ai sottotitoli…
Resta da parlare della longevità: in single player l’avventura è davvero lunga (anche se non troppo impegnativa), si parla di una ventina circa di ore, se a questo aggiungete cinque classi tra cui scegliere (rigiocarlo come mago dopo averlo completato come guerriero cambia molte cose), tre livelli di difficoltà crescente e il multiplayer, è facile capire come un’altro dei limiti che affliggevano BGDA siano stati brillantemente superati.


– Longevo e divertente più di BGDA
– Personaggio parzialmente customizzabile
– Multiplauer a 4 sia on-line che off-line


– Nessuna localizzazione in italiano
– Nessuna novità di rilievo
– Alla lunga, ripetitivo


8.3

Gli Snowblind Studios tornano su PS2 e si riprendono il trono degli action-gdr: Champions of Norrath supera sotto ogni aspetto il rivale diretto BGDA2 e l’unica ragione per non consigliarvelo potrebbe essere un’eventuale, scarsa conoscenza della lingua inglese. Ubisoft, infatti, ha pensato bene di non localizzare il gioco, troncando subito le gambe a quella che sarebbe potuta essere una probabile killer-application.
Grafica e giocabilità migliorate rispetto al primo BGDA, una longevità accresciuta e il valore aggiunto dell’on-line rendono questo titolo imperdibile per tutti gli appassionati.
L’unico limite è quello intrinseco alla sua natura di action-gdr: dall’inizio alla fine non si fa altro che combattere e la generazione casuale dei dungeon aiuta solo fino ad un certo punto: se il genere non vi piace, non vi piacerà nemmeno questo CoN.