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Pro
- Metal Gear Solid 4 fuori da PS3.
- Peace Walker torna, mentre Ghost Babel è la vera sorpresa.
- Il porting è solido e rispettoso dell'originale...
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Contro
- ... ma resta solo un lavoro conservativo.
- Mancano vere aggiunte di sostanza.
Il Verdetto di SpazioGames
Il 27 agosto Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots smette di essere ostaggio di una console ormai defunta. Diciotto anni dopo il debutto su PlayStation 3, il capitolo che ha chiuso l'arco narrativo di Solid Snake approda finalmente su hardware moderno grazie a Metal Gear Solid: Master Collection Vol. 2, secondo atto dell'operazione di recupero storico avviata da Konami nel 2023 con il primo volume.
Ed è da qui che vale la pena partire: non è un semplice remaster, è una vera e propria “restituzione”. Un gioco che intere generazioni di giocatori PC e XBOX non hanno mai potuto toccare torna disponibile, insieme a Metal Gear Solid: Peace Walker e al sorprendente bonus Metal Gear: Ghost Babel.
Va detto subito, però, che la raccolta arriva con una scelta che farà storcere il naso a qualcuno: a differenza del Vol. 1, qui non esiste alcuna versione nativa per PS4 e Xbox One. Chi non ha ancora fatto il salto di generazione resta fuori, e quando si parla di preservazione è un argomento delicato. Salvare un'opera significa anche renderla raggiungibile al maggior numero di persone possibile, non solo a chi possiede l'hardware più recente.
Il progetto Master Collection, nel suo complesso, racconta anche qualcosa su come Konami abbia deciso di trattare la propria eredità negli ultimi anni. Vol. 1 si era fermato prima dell'arrivo di MGS4, lasciando un vuoto che ogni fan sentiva come urgente da colmare. Questo secondo volume risponde esattamente a quella richiesta, e lo fa scegliendo di concentrarsi sulla qualità della conservazione più che sulla quantità dei contenuti inclusi.
La guerra come mercato, oggi più attuale che mai
Rigiocare Metal Gear Solid 4 nel 2026 significa fare i conti con un'opera che aveva capito, con vent'anni d'anticipo, dove stava andando il mondo. Il System di nanomacchine che regola chi può impugnare un'arma, la guerra trasformata in un mercato gestito da corporazioni private. Insomma, Hideo Kojima "profeta" colpisce ancora.
Solid Snake qui non è più l'eroe agile dei capitoli precedenti, ma un uomo consumato dall'invecchiamento precoce del progetto Les Enfants Terribles, costretto a muoversi tra fazioni che nemmeno lui controlla del tutto. Il personaggio di Drebin, con la sua economia parallela di armi sbloccate a suon di chip ID, resta i uno dei meccanismi più intelligenti mai scritti per legare narrazione e gameplay in un unico respiro. Ogni scontro a fuoco diventa anche una scelta politica su quale fazione indebolire.
Sul piano della regia, MGS4 rimane un caso di studio su come si possa fondere cinema e videogioco senza che l'uno soffochi l'altro. Le cutscene, allora monumentali per durata e ambizione, oggi si leggono diversamente. Insomma, non più come un eccesso narrativo, piuttosto come la naturale chiusura di un discorso autoriale iniziato dieci anni prima.
Il doppiaggio inglese originale, con David Hayter ancora nei panni di Snake, resta intatto, ed è un dettaglio che i puristi apprezzeranno. Nessuna riscrittura, nessuna sostituzione, solo la volontà di preservare l'esperienza così com'era.
Sul piano tecnico, la prima conversione ufficiale fuori da PS3 è un lavoro stabile, fedele, immediatamente giocabile, con tempi di caricamento finalmente in linea con gli standard moderni. Rimane, va detto, un porting e non una reinterpretazione. Chi sperava in un aggiornamento più ambizioso del comparto tecnico, penso a un vero e proprio remaster delle texture o a un ripensamento dell'illuminazione, resterà con l'amaro in bocca.
Non torna il multiplayer online, e MGS4 resta un'esperienza rigorosamente single player, cosa che qualche nostalgico di Metal Gear Online avrebbe forse gradito rivedere, magari anche solo in forma ridotta.
Non va dimenticato, poi, il peso narrativo del titolo, perché è qui che Big Boss inizia davvero la sua trasformazione, tra le vicende di Paz e Chico e la nascita concettuale di quella che diventerà Outer Heaven. Chi ha amato MGSV senza aver mai messo mano su Peace Walker sta recuperando, con questa raccolta, un tassello che rende l'intera parabola di Naked Snake molto più comprensibile.
La versione inclusa deriva dalla HD Collection, e la scelta si sente soprattutto quando la risoluzione nativa, pensata per uno schermo PSP, viene proiettata su un pannello moderno di grandi dimensioni. È un compromesso comprensibile, dato che una ricostruzione integrale avrebbe richiesto un lavoro di sviluppo paragonabile a un remake vero e proprio, ma resta comunque il punto più debole dell'intero pacchetto sul piano visivo.
La notizia migliore è che l'intero comparto online sopravvive. Missioni cooperative fino a quattro giocatori e Versus Ops fino a sei, anche se senza crossplay, quindi la piattaforma scelta conta se si vuole giocare con gli amici. Insomma, un piccolo omaggio alla natura originariamente portatile del titolo, e funziona senza sbavature evidenti.
Ghost Babel, la vera sorpresa del pacchetto
Metal Gear: Ghost Babel, uscito nel 2000 su Game Boy Color come primo capitolo della saga concepito per console portatili, è incluso come contenuto bonus digitale e rischia di passare in secondo piano rispetto ai due titoli principali. Sarebbe un errore. Concepito come un ideale punto di ingresso alternativo alla saga, con una propria continuità narrativa semi indipendente dagli eventi principali, Ghost Babel è completamente localizzato in italiano, dispone di salvataggio rapido e di filtri grafici pensati per l'utenza moderna.
È la dimostrazione più chiara della filosofia dietro questa raccolta, ossia non modernizzare a tutti i costi, ma rendere fruibile ciò che altrimenti rischierebbe di sparire dalla memoria collettiva. Chi non lo conosce farebbe bene a partire proprio da qui prima di tuffarsi nei due titoli principali.
Il resto del pacchetto digitale è ricco più della media di questo genere di operazioni: Master Book e trascrizioni delle sceneggiature per ogni titolo incluso, una selezione della Digital Soundtrack Vol. 2 e un database dedicato alla lore, purtroppo fermo agli eventi di MGS4 e non aggiornato con quanto accaduto successivamente nella saga.
Chi preordina riceve due uniformi esclusive, la Cardboard Camouflage per MGS4 e la Love Cardboard per Peace Walker, mentre chi possiede già il Vol. 1 sblocca contenuti aggiuntivi collegando i salvataggi. Sono piccoli omaggi alla continuità del progetto, che però non cambiano di molto la sostanza dell'offerta complessiva.
Uno degli aspetti più interessanti, e meno raccontati, di questa raccolta riguarda la varietà di piattaforme su cui debutta contemporaneamente. Su PS5 (versione da noi testata) e Xbox Series X|S l'esperienza è quella più solida in assoluto, con framerate stabile anche nelle sequenze più concitate di MGS4. Su PC, tramite Steam, il pacchetto offre la flessibilità tipica della piattaforma, con la possibilità di spingere la risoluzione oltre gli standard console per chi dispone di hardware adeguato.
Questa frammentazione qualitativa non è un difetto in senso stretto, è la naturale conseguenza di un progetto pensato per raggiungere il maggior numero di dispositivi possibile, ma vale la pena tenerla presente al momento dell'acquisto. Chi ha la possibilità di scegliere farebbe bene a orientarsi su PS5, Series X o PC per l'esperienza più fedele all'originale (anche se in portabilità su Switch ha il suo perché).
Un porting onesto, ma senza il coraggio di osare
Il problema di fondo di Master Collection Vol. 2 è che fa esattamente quello che deve fare, e nulla di più. Non c'è la pretesa di alterare la formula originale, il che è corretto in un'operazione di preservazione, ma manca quel passo in più che avrebbe reso l'operazione memorabile.
Un database aggiornato con gli eventi successivi a MGS4, un'interfaccia di navigazione più curata, magari il recupero di titoli come Metal Gear Ac!d o Portable Ops, che avrebbero arricchito ulteriormente un pacchetto già solido ma numericamente meno ricco del primo volume. Soprattutto considerando quanto materiale la saga avrebbe ancora da offrire a chi vuole ricostruirne l'intera storia.
Quello che resta, comunque, è un pacchetto che finalmente libera uno dei capitoli più importanti della storia videoludica da un esilio durato quasi vent'anni, e lo fa con rispetto, stabilità e la giusta dose di contenuti extra per giustificarne l'acquisto. Non è l'operazione definitiva che alcuni fan si aspettavano, ma è quella di cui la saga aveva davvero bisogno in questo momento.