-
Pro
- Storia ben scritta e avvincente.
- L’universo di Bond è trattato con il dovuto rispetto.
- Un ottimo action adventure story driven per gli amanti del genere.
-
Contro
- Combat System melee da rivedere
- Alcune sbavature grafiche e tecniche evitabili
- Una volta finita la storia ha ben poco da raccontare.
Il Verdetto di SpazioGames
È il gioco perfetto per gli amanti di James Bond? Non spetta a me dirlo, lasciamo ai fan questa ardua sentenza. Dal canto mio, però, posso dirvi che se cercavate un validissimo action game story driven, dedicato all’universo di 007, First Light non vi deluderà, anche se è indubbio che IOI poteva fare di più sotto numerosi punti di vista, ma visto che il domani non muore mai, vedremo se nel prossimo capitolo targato IOI la software house potrà esprimere a dovere il suo immenso, e oramai arcinoto, potenziale.
Disponibile su: PC, PS5, XSX, SWITCH2
Informazioni sul prodotto
007 First Light è indubbiamente uno dei titoli più chiacchierati dell'anno (o almeno prima della venuta di un certo GTA VI); vuoi perché si tratta di uno dei personaggi più amati della cultura pop; vuoi perché sono 14 anni che Bond non è protagonista di un videogioco; vuoi perché al timone di questo progetto c'è IOI, che dopo anni e anni spesi assieme all'Agente 47 sono i candidati perfetti per dare una nuova identità videoludica alla spia più elegante di tutti i tempi.
Se poi si considera il fatto che 007 First Light è il primo progetto di quell'universo espanso dedicato a James Bond al quale Amazon MGM (nuova detentrice dei diritti sul franchise) ha dato luce verde, viene da sé che era inevitabile che attirasse l'attenzione di milioni di giocatori in tutto il mondo.
Brand conosciuto, un team consolidato, Amazon MGM di supporto e un cast stellare: un poker d'assi che dovrebbe chiudere la partita ancora prima di cominciarla, giusto? E invece no, perché per quanto incredibilmente meritevole sotto molteplici punti di vista, 007 First Light non è un progetto privo di sbavature e potrebbe far storcere il naso sia a chi ha da sempre amato la spia al servizio segreto di sua maestà, sia a chi ha adorato la più recente trilogia dedicata all'iconico Agente 47.
Non è più il 1953
Da quando ha acquisito i diritti sull'intero franchise (libri esclusi) Amazon MGM ha dichiarato a più riprese di voler ripartire da zero con l'universo di 007, cercando di riproporlo in una chiave più in linea con le generazioni attuali.
Fra chiacchierati spin-off, una ripartenza cinematografica prevista per il 2028 (alla quale manca solo il nuovo volto che dovrà interpretare Bond) e tante dichiarazioni in merito al futuro del franchise, il primo esponente di questo nuovo corso arriva, sorprendentemente, in formato videoludico.
007 First Light, difatti, esprime con prepotenza quella volontà di trovare una nuova, e più moderna, chiave di lettura per James Bond. Niente volti già noti a impersonare l'agente segreto (anche se Patrick Gibson è stato capace di un'interpretazione decisamente convincente), una rivisitazione totale delle sue origini e una caratterizzazione molto distante da quella ideata originariamente da Ian Fleming sono tutti aspetti che potrebbero incuriosire, o allontanare brutalmente, i fan di vecchia data di James Bond.
Il giovane 007 che troviamo in First Light è presuntuoso, indisciplinato, a metà strada fra il Bond cinematografico di Daniel Craig e il giovane Nathan Drake impersonato da Tom Holland (che non sorprende venne considerato come nuovo volto per Bond proprio da Amazon MGM).
Dimenticatevi l'ex capitano di fregata della Royal Navy britannica, reclutato poi nel SIS; questo James Bond ha 26 anni, come il suo predecessore è rimasto orfano dei genitori ma all'inizio della storia scopriamo che è una recluta dell'aviazione britannica.
Al netto di uno 007 atipico, scritto chiaramente per un pubblico più giovane e che, per l'appunto, sembra più una versione educata di Nathan Drake piuttosto che un britannico di rara eleganza e dall'indiscutibile carisma, la storia di First Light ha tutte le carte in regola per essere considerata alla pari di un film di Bond.
Per gli amanti del franchise alcuni colpi di scena sono abbastanza telefonati, ma non per questo risulteranno scontati a chi non conosce a memoria ogni singolo film o libro dedicato all'agente segreto.
La storia è scritta bene e ogni personaggio risulta ben caratterizzato, mai esasperato nei comportamenti e con un preciso spazio all'interno della storia. Anche Lenny Kravitz, pur essendo molto meno impattante e presente di Keanu Reeves in Cyberpunk 2077 (alla fine si limita ad alcune apparizioni con un minutaggio molto contenuto), risulta più a fuoco di molte comparsate celebri viste recentemente in titoli tripla A e pensate solo per fare marketing spicciolo.
Quello che ho apprezzato è la quasi totale assenza di buchi di trama (merce rara di questi tempi) e una richiesta di sospensione dell'incredulità molto in linea con l'immaginario di Bond. Ci sono esplosioni, fughe rocambolesche, sparatorie irreali e gadget provenienti da un futuro non più così remoto, ma per quanto concerne il cuore della trama, quello da spy story dura e pura, First Light si comporta decisamente bene e riesce a tenere incollato il giocatore fino ai titoli di coda.
Le tematiche sono attuali: intelligenze artificiali, giochi di potere e l'importanza del fattore umano in un mondo sempre più votato al farsi guidare da macchine infallibili, e vengono inserite in un contesto che sprigiona la forte volontà di una ripartenza del franchise (almeno sul fronte videoludico).
Come ovvio che sia non mancano tonnellate di Easter Egg, le immancabili Bond Girl e tutta quella serie di brand celebri nell'immaginario di Bond. Per una volta devo ammettere che il product placement di Omega, Aston Martin e compagnia cantante non infastidisce, in quanto risulta perfettamente coerente con un immaginario che accompagna la cultura pop da oltre 70 anni.
L'unico, reale, difetto è che, proprio in virtù di una narrazione che si deve spalmare su un quantitativo di ore decisamente più elevato rispetto a una pellicola cinematografica (senza dedicarsi alla caccia a tutti i collezionabili si può finire in circa 12 ore), in più di un'occasione First Light inciampa in alcuni momenti fini a se stessi, pensati più per accumulare minutaggio piuttosto che per raccontare eventi realmente interessanti, ma non è nulla che non si perdoni facilmente all'ultima produzione di IOI, specialmente se la si va a comparare a titoli ben più longevi e con storie molto più banali ed estremamente diluite.
Una IOI con il freno a mano
Chiariamolo subito: di primo acchito First Light sembra un incrocio fra Uncharted e gli ultimi capitoli di Hitman, ma non se ne può fare una colpa a IOI. Con la prima avventura di Nathan Drake, Naughty Dog creò il proverbiale punto di ripartenza per l'intero genere degli action adventure di stampo cinematografico e, così come molti altri brand che abbracciarono quel tipo di produzione, First Light non è da meno.
A voler essere sinceri, First Light sembra più Hitman Absolution con un personaggio diverso e questo, forse, è il suo problema più grosso. Il titolo è molto lineare, diviso in capitoli ambientati in location diverse, con obiettivi da seguire ben precisi e poco margine per l'esplorazione.
Questo, però, non vuol dire che venga meno la varietà di approcci a cui l'ultima trilogia di Hitman ci ha abituato. In First Light si possono portare a termine alcuni obiettivi (di norma quelli da compiere in aree ampie ed esplorabili) con approcci diversi, anche se tutti orientati allo stealth.
Il problema, però, è che per via di una linearità maggiore, gli approcci sono molti meno di quelli visti in Hitman e le varie diramazioni percorribili, pur generando delle situazioni diverse, portano comunque sempre agli stessi epiloghi. La storia è una ed è ineluttabile, quindi tutta la componente ludica di 007 First Light viene piegata conseguentemente al suo volere.
Una situazione tanto comprensibile quanto straniante, soprattutto per chi sa di cosa sono capaci le menti di IOI quando si parla di titoli stealth. Alla stessa maniera, nelle difficoltà di gioco standard, l'IA dei nemici, pur rivelandosi più reattiva rispetto ad altri titoli action adventure, è molto più deficitaria rispetto a quanto visto nell'ultima trilogia dedicata a 47.
Negli scontri corpo a corpo i nemici raramente soverchiano Bond, attaccando in due solo in rare occasioni e non risultando mai una reale minaccia (al netto di riuscire a padroneggiare in fretta un combat system che nelle scazzottate risulta farraginoso e poco preciso); negli scontri a fuoco, pur provando ad accerchiare il futuro 007, tendono sempre a essere troppo permissivi e a lasciarsi fregare con facilità sia durante le sparatorie che nelle fasi stealth.
Sia chiaro: in First Light, anche a difficoltà standard, si muore e si muore parecchio, ma sono rare le volte che succede per colpa di nemici troppo oppressivi o intelligenti, quanto più per errori di posizionamento o per i comandi durante le scazzottate poco reattivi.
Per quanto riguarda la struttura delle missioni, si alternano sempre una serie definita di attività: momenti esplorativi/investigativi (dove origliare conversazioni, cercare indizi e capire come sfruttare l'ambiente per proseguire); numerose scazzottate con guardie e criminali per i quali a Bond non viene accordata la licenza di uccidere; e scontri a fuoco scenografici e soddisfacenti che ricalcano quanto visto in Hitman Absolution e nei vari Uncharted.
A variare un po’ la ridondanza (solo apparente) di queste dinamiche di gioco subentrano alcuni piccoli momenti alternativi dove si guida attraverso scorci meravigliosi, ci si butta a capofitto in inseguimenti rocamboleschi o si spende del tempo esplorando assieme ai vari comprimari di Bond per conoscerne meglio il background.
Tutto funziona bene, c'è poco da dire. Al netto di un combat system corpo a corpo da rivedere e qualche farraginosità di troppo nei contesti in cui si devono scalare muri, o compiere spostamenti di copertura in copertura in maniera molto guidata nelle fasi eccessivamente scriptate, in 007 First Light tutto scorre liscio e senza grossi intoppi.
Come anticipavo poc'anzi, quello che stranisce è quella costante sensazione che IOI abbia lavorato con il freno a mano. Non tanto per il fatto di aver realizzato un'opera maggiormente lineare (quella è la soluzione più razionale per un progetto con una licenza di questa portata), quanto più nelle poche soluzioni offerte al giocatore.
Bond ha ovviamente a disposizione tutti i suoi gadget per interagire con l'ambiente circostante in maniera molto simile a quanto visto nella serie Watch Dogs, ma quello che stupisce chi ha giocato a Hitman è il fatto che, per quanto spronino ad approcci creativi, le soluzioni offerte alla fine sono numericamente poche e quasi sempre le stesse. Non è un difetto serio, per carità, alla fine First Light riesce perfettamente a restituire le atmosfere del mondo realizzato da Ian Fleming, ma sicuramente i fan di lunga data di IOI noteranno una minor ricercatezza nella libertà di approccio offerta al giocatore.
Alla stessa maniera, la scusa della licenza di uccidere per confinare le sparatorie solo a determinati momenti altamente scenografici mi è sembrata un pretesto per non lasciare piena libertà d'azione (con rischi di valutazioni negative da parte del MI6) al giocatore, che se lasciato libero di eliminare a sangue freddo ogni minaccia presente sul suo cammino, avrebbe decimato in pochi istanti le minacce presenti nelle varie aree.
Ripeto, niente di male in termini assoluti, ma sommando questi aspetti a una IA avversaria molto più deficitaria rispetto alle precedenti produzioni di IOI, la sensazione è che la software house abbia dovuto contenersi per mantenere First Light godibile alla maggior parte del pubblico che lo acquisterà sulla fiducia, attratto dalla possibilità di giocare, dopo 14 anni di attesa, nuovamente nei panni di Bond.
Per chi si preoccupa della longevità nel lungo periodo, infine, al termine della campagna principale di First Light verranno rese disponibili le TacSim, ovvero delle operazioni simulate (che si prestano splendidamente a venire ampliate in seguito con DLC opzionali) che ricalcano, seppur in forma più edulcorata, la formula della precedente trilogia di Hitman.
Si tratta di missioni ambientate nelle varie location presenti nel gioco, con una serie di sfide extra da portare a termine e l'immancabile classifica globale. Funzionano solo online, ovviamente, e si pongono come la prova estrema per gli amanti dello stealth e per tutti quei giocatori che prediligono la libertà di approccio offerta da Hitman, rispetto alla formula più guidata presentata con First Light.
Due paroline sulla versione PS5 Pro
Si deve chiarire una cosa prima di parlare della versione console di 007 First Light. Il titolo è entrato in fase gold poche ore prima che ricevessi il codice review dal publisher, motivo per il quale sono stato prontamente informato delle varie problematiche che affliggevano la copia in mio possesso rispetto alla versione che tutti giocheranno a partire da oggi.
Resta il fatto che se non avessi ricevuto la patch correttiva prima di questa recensione, sarebbe stato difficile dargli la sufficienza visto che la build era letteralmente un gruviera. Crash, freeze, glitch grafici e chi più ne ha più ne metta, ma per fortuna tutto è rientrato con la patch rilasciata domenica 24 maggio, la quale ha sistemato i problemi e ora garantisce che il gioco giri fluido e senza problematiche.
Per quanto riguarda la versione per PS5 Pro, però, rimane comunque l'amaro in bocca nel vedere un mercato che sembra sempre più castrato dalla console attualmente in commercio, al punto da non curarsi di ottimizzare al meglio le versioni per queste macchine rispetto alla controparte per PC.
Laddove un titolo first party per PS5 proporrebbe caricamenti istantanei e un sapiente utilizzo del PSSR per garantire un'immagine sempre nitida e texture pulite, nel caso di First Light assistiamo a caricamenti lunghetti (almeno per la media dei giochi attuali) e soprattutto tediosi quando si deve ripetere una zona più volte in caso di morte; alcune texture ambientali che vengono caricate in ritardo; un anti-aliasing non sempre efficace e che sporca le immagini più complesse; e in linea di massima un'ottimizzazione che tradisce un hardware che non può essere comparato con quello di un PC di fascia medio/alta.
Questo vuol dire che si tratta di un disastro in termini tecnici e grafici? Assolutamente no, anzi, siamo tranquillamente sui livelli di un tripla A third party attuale, però è indubbio che il lavoro svolto da IOI sia di molto distante da quanto proposto dalle ultime produzioni di Capcom o, ancora meglio, dai titoli targati PlayStation Studios; e considerando che la campagna promozionale di First Light punta forte proprio sulla versione PS5 del titolo, la cosa stranisce un po’.
Si tratta comunque di sbavature che verranno migliorate tramite patch correttiva (una è già prevista per la giornata odierna) e nel complesso si tratta di un prodotto molto curato e indubbiamente bello da vedere, ma dispiace constatare come l'hardware attuale di PS5 Pro (ancora poco sfruttato a dovere dalle varie software house) sembri un limite tecnico per alcune software house, così come la tendenza a finire le pulizie a gioco già uscito sia ormai un fattore consolidato.