L'universo di Call of Duty sta per invadere un territorio finora inesplorato per il franchise di Activision: Nintendo Switch 2. Dopo anni di speculazioni e promesse legate all'acquisizione di Activision Blizzard da parte di Microsoft, il primo capitolo della celebre saga sparatutto potrebbe finalmente approdare sulla console ibrida giapponese nel corso del 2026, con un lancio previsto entro pochi mesi.
L'indiscrezione arriva da fonti attendibili dell'industria e rappresenta un momento storico per il brand, che si prepara ad ampliare drasticamente la propria base utenti su hardware tradizionalmente distante dal pubblico hardcore degli FPS competitivi.
Secondo quanto riportato da Jez Corden, editor di Windows Central e insider affidabile nel panorama Xbox, i lavori per portare Call of Duty su Switch sarebbero ormai in fase avanzata.
La timeline suggerita parla di "pochi mesi" per vedere il titolo disponibile sull'eShop, anche se resta ancora avvolto nel mistero quale versione del franchise verrà effettivamente adattata per la piattaforma Nintendo.
Le speculazioni più accreditate puntano verso Call of Duty: Warzone, il battle royale free-to-play che dal 2020 continua ad aggiornarsi e ad attrarre milioni di giocatori su PC, PlayStation e Xbox.
La scelta di Warzone avrebbe senso sotto molteplici aspetti tecnici e commerciali. Trattandosi di un'esperienza gratuita, abbatterebbe la barriera d'ingresso per l'utenza Switch, storicamente meno propensa ad acquistare shooter premium al day one.
Inoltre, l'infrastruttura live service consentirebbe aggiornamenti costanti e integrazione cross-play con le altre piattaforme, seguendo il modello già consolidato da Epic Games con Fortnite su Switch.
Il retroscena di questa mossa affonda le radici nell'acquisizione da 68,7 miliardi di dollari di Activision Blizzard da parte di Microsoft, completata tra la fine del 2022 e l'inizio del 2023.
Durante il lungo iter di approvazione da parte delle autorità regolatorie globali, Xbox aveva formalmente garantito che Call of Duty sarebbe rimasto disponibile sulle piattaforme concorrenti, incluse quelle Nintendo, per almeno dieci anni.
Un impegno che all'epoca sembrò più una mossa diplomatica che una reale intenzione commerciale, considerando l'assenza storica del franchise sull'ecosistema Nintendo nelle generazioni recenti.
Gli indizi concreti di questo sviluppo erano emersi già lo scorso novembre, quando Sledgehammer Games aveva pubblicato annunci di lavoro alla ricerca di sviluppatori con esperienza specifica su Nintendo Switch.
Un segnale inequivocabile che il team interno di Activision stava lavorando attivamente su un porting per l'architettura NVIDIA della console ibrida.