Microsoft sta puntando forte sul cloud gaming e i numeri sembrano darle ragione, almeno stando alle dichiarazioni ufficiali. Phil Spencer, CEO della divisione gaming di Microsoft, ha rivelato che le ore di gioco in streaming tramite Xbox Cloud Gaming sono aumentate del 45% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, un dato che la compagnia di Redmond presenta come prova del crescente interesse verso questa modalità di fruizione dei videogiochi.
Tuttavia, dietro questi numeri apparentemente positivi si nasconde un quadro decisamente più complesso, fatto di aumenti di prezzo controversi, licenziamenti e un modello di business ancora tutto da dimostrare sul lungo periodo.
Spencer ha inquadrato questi risultati all'interno di una visione più ampia, quella di rendere il gaming "più accessibile che mai", misurando i progressi attraverso l'engagement dei giocatori.
Oltre alla crescita del 45% sulle console, il dirigente ha evidenziato un incremento del 24% delle ore di streaming su "altri dispositivi", categoria che presumibilmente include PC, smartphone e tablet.
Il problema principale nell'interpretare questi dati è la totale mancanza di riferimenti concreti. Microsoft non divulga il numero di abbonati a Game Pass, non comunica le unità di console vendute e raramente fornisce cifre precise sulle vendite dei singoli giochi.
Senza una baseline di partenza, un aumento percentuale del 45% potrebbe significare un balzo da numeri marginali a cifre comunque modeste, oppure rappresentare una crescita effettivamente significativa: impossibile saperlo con certezza.
L'unica metrica economica concreta emersa è che Game Pass avrebbe generato quasi 5 miliardi di dollari di ricavi quest'anno, spinti da uscite come The Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered, Doom: The Dark Ages e Indiana Jones and the Great Circle.
La tempistica di questi annunci è particolarmente interessante considerando le voci sempre più insistenti su un possibile lancio di una versione gratuita di Xbox Cloud Gaming supportata da pubblicità.
Secondo diverse fonti, Microsoft starebbe testando internamente una variante del servizio accessibile senza abbonamento a Game Pass, destinata a PC, console Xbox, dispositivi portatili e browser web.
Un test pubblico sarebbe imminente, una mossa che potrebbe radicalmente modificare l'approccio della compagnia al cloud gaming e rappresentare un tentativo di ampliare drasticamente la base utenti sacrificando i ricavi diretti da abbonamento in favore di un modello pubblicitario.