Ci sono offerte che passano inosservate e poi ci sono quelle che gridano “non lasciarmi scappare”. Tra le promozioni più sorprendenti del November Savings Event sul PlayStation Store, spicca una di quelle gemme dimenticate che meriterebbero ben più attenzione di quanto ebbero al lancio: Assassin’s Creed Syndicate, disponibile oggi a meno di cinque euro sino al 22 novembre. Sì, avete letto bene: 4,49 euro per un titolo che, nel 2015, aveva già capito dove sarebbe dovuto andare il futuro della saga di Ubisoft. Peccato che allora quasi nessuno se ne accorse davvero.
Syndicate rappresenta un caso curioso nella storia del brand. Uscito dopo il disastroso Unity, arrivò in un momento in cui la fiducia dei fan era ai minimi storici. Eppure, paradossalmente, proprio quel contesto lo rese una delle esperienze più oneste e rifinite dell’intera serie. Ambientato in una Londra vittoriana ricostruita con maniacale attenzione ai dettagli, il gioco metteva il giocatore nei panni dei gemelli Jacob e Evie Frye, due assassini con approcci diametralmente opposti ma uniti da un obiettivo comune: liberare la capitale britannica dal giogo dei Templari durante la Rivoluzione Industriale.
Con il senno di poi, Assassin’s Creed Syndicate era molto più avanti del suo tempo. Ubisoft riuscì a bilanciare l’aspetto narrativo con una nuova verticalità di gameplay, grazie anche all’introduzione del grappling hook, strumento che trasformava la traversata dei tetti londinesi in un balletto steampunk. Meno dispersivo dei capitoli moderni, più elegante nella costruzione del mondo e con un tono narrativo finalmente autoironico, Syndicate segnava un ritorno alle origini, ma con uno sguardo al futuro.
Le recensioni, all’epoca, furono tiepide: un 76 su Metacritic e una percezione generale di “buon gioco, ma non eccezionale”. Eppure, nel tempo, la community ha iniziato a rivalutarlo, riconoscendogli un’anima che molti capitoli successivi hanno perso nella corsa all’open world sterminato. In un panorama dominato da Valhalla e Odyssey, Syndicate resta una parentesi quasi intima, più contenuta ma infinitamente più coerente con il DNA originale della saga.
Oggi, a distanza di dieci anni, rituffarsi nei vicoli fumosi di Londra per meno di cinque dollari è più di un affare: è un atto di giustizia videoludica. Un’occasione per riscoprire un titolo che, pur senza gridare al miracolo, rappresenta la fine di un’epoca e l’ultimo canto di un Assassin’s Creed che non aveva ancora smarrito la sua identità.