Brencis può essere sconfitto già nel prologo di The Blood of Dawnwalker, anche se il primo duello è costruito per condurre Coen alla sconfitta e far proseguire normalmente la storia. Vincere questo scontro apre invece una seconda battaglia che, se superata, permette di concludere l'intera avventura prima che inizi la struttura narrativa dei 30 giorni. Da qui in avanti sono presenti spoiler rilevanti sul prologo e sul finale.
The Blood of Dawnwalker è un action RPG dark fantasy sviluppato da Rebel Wolves e pubblicato da Bandai Namco Entertainment per PC, PS5 e Xbox Series X|S. Brencis, Knyaz di Vale Sangora e principale antagonista nella storia di Coen, compare subito come un avversario fuori dalla portata del protagonista. Nel percorso previsto, perdere il combattimento non provoca un game over e diventa parte della progressione narrativa.
Il boss, però, non è invulnerabile. Se il giocatore riesce a svuotare la sua barra vitale, Coen viene trascinato ad Anachora e deve affrontare immediatamente Brencis Grotesque Ascendant. Questa seconda forma è calibrata come uno scontro finale, non come una battaglia pensata per un personaggio ancora equipaggiato con le risorse disponibili all'inizio dell'avventura.
La differenza di potenza rende il secondo duello particolarmente severo: Coen infligge danni minimi, mentre Brencis può eliminarlo con un singolo attacco. Tra le due fasi non è disponibile alcun salvataggio. Ogni sconfitta contro Grotesque Ascendant obbliga quindi a ricominciare dal primo combattimento e a battere nuovamente la forma iniziale prima di poter effettuare un altro tentativo.
La sequenza è stata documentata dai giocatori e mostrata anche in un filmato di Dan Allen Gaming. Superare entrambe le forme produce un esito riconosciuto dal gioco: la storia termina immediatamente e viene mostrato un epilogo dedicato a questa vittoria fuori programma. Non si tratta dunque di un semplice risultato ottenuto forzando il sistema di combattimento, ma di una possibilità prevista dagli sviluppatori.
Il finale anticipato resta molto più breve rispetto alla conclusione raggiungibile seguendo l'intera campagna, raccontata nella nostra recensione di The Blood of Dawnwalker. Terminando tutto nel prologo vengono saltati quasi tutti gli eventi distribuiti nei 30 giorni a disposizione di Coen, insieme a gran parte delle conseguenze e delle relazioni che si sviluppano durante il percorso ordinario. L'epilogo riflette questo taglio e offre una chiusura sensibilmente ridotta.