Un nome utente ispirato a The Elder Scrolls V: Skyrim, e soprattutto un singolo trattino basso non letto correttamente, è finito al centro di un grave errore giudiziario in Canada. La Corte d'appello ha stabilito nel luglio 2026 che Brandon Klayme, residente ad Halifax, è fattualmente innocente rispetto ai reati per i quali era stato condannato.
Klayme era stato arrestato nel febbraio 2020 con accuse che comprendevano il possesso di materiale pedopornografico e l'adescamento di minori. Dichiarato colpevole nell'aprile 2023, nel gennaio successivo aveva ricevuto una pena di 18 mesi di carcere, alla quale avrebbe dovuto fare seguito un periodo di libertà vigilata della stessa durata.
All'origine dell'identificazione c'era l'account Kik fus_ro_dah, chiaramente ispirato al gioco di ruolo di Bethesda. Il sospettato accusato di avere scambiato messaggi sessualmente espliciti con una dodicenne utilizzava però il nome fus__ro_dah: tra “fus” e “ro” comparivano due trattini bassi, anziché uno.
Nella dichiarazione presentata per l'appello, Klayme ha spiegato che la discrepanza è emersa durante le fasi finali della preparazione delle argomentazioni difensive. La citazione impiegata nel procedimento conteneva quello che ha definito un errore sottile, ma sufficiente a cambiare il corso della sua vita. La differenza non era stata rilevata dall'agente e non era mai arrivata all'attenzione del giudice del processo.
La ricostruzione dell'appello indica che la polizia del Wisconsin aveva attribuito a Klayme il nome utente sbagliato e che la condanna poggiava proprio su tale associazione. Anche la perquisizione della camera che avrebbe utilizzato nella casa dei genitori non aveva prodotto alcuna prova collegata ai messaggi o alle immagini contestate. Non era stata trovata neppure attività su Kik riconducibile a lui nel periodo dei reati.
Secondo la Corte, l'impiego del nome utente corretto avrebbe probabilmente permesso di identificare una persona in California, a migliaia di chilometri di distanza. Quella pista non sarebbe stata seguita durante un procedimento durato complessivamente sei anni, mentre Klayme veniva arrestato, processato, condannato e infine incarcerato sulla base dell'identificazione errata.
La decisione distingue espressamente il verdetto da un'assoluzione dovuta alla semplice insufficienza delle prove o a un vizio procedurale capace di rendere insicuro il processo. I giudici hanno invece riconosciuto l'innocenza fattuale di Klayme, concludendo che non avrebbe mai dovuto essere incriminato e, di conseguenza, neppure condannato per quei reati.