Ryse: Son of Rome non era stato concepito soltanto come una breve dimostrazione delle capacità della nuova console Microsoft. I piani elaborati durante lo sviluppo puntavano a trasformarlo nel primo capitolo di una saga storica molto più ampia, capace di attraversare epoche e luoghi differenti con una struttura paragonabile a quella adottata da Assassin's Creed.
Il progetto iniziale avrebbe offerto un'esperienza decisamente più corposa rispetto alla campagna di circa sei ore arrivata sul mercato. Per rispettare la scadenza fissata per il lancio di XBOX One, Crytek avrebbe eliminato ben due terzi dei contenuti pianificati. Quel materiale non era però destinato a essere abbandonato: lo studio contava di recuperare idee, ambientazioni e soluzioni nei capitoli successivi.
Tra gli scenari valutati con maggiore attenzione figurava l'era vichinga, un periodo storico che all'epoca non aveva ancora trovato grande spazio nei videogiochi. Un seguito avrebbe quindi potuto allontanarsi completamente dalla Roma imperiale del primo episodio, introducendo una nuova civiltà e un diverso contesto per i combattimenti e la narrazione.
Le discussioni interne non si limitavano al mondo norreno. Crytek prese in considerazione anche l'invasione mongola e il Giappone feudale, delineando una serie in grado di cambiare scenario a ogni episodio. Questi possibili sequel sarebbero inoltre risultati più aperti rispetto al percorso strettamente lineare seguito dall'avventura originale.
Una delle idee narrative prevedeva di raccontare la caduta degli imperi nel corso dei millenni, usando ciascun gioco per osservare il declino di una diversa potenza. Lo sviluppatore valutò anche la possibilità di collegare le varie storie attraverso più capitoli, costruendo una continuità simile a quella della saga Ubisoft, sebbene più complessa da gestire sul lungo periodo.
Il risultato commerciale del primo episodio impedì al progetto di evolversi nella direzione immaginata. Le vendite non raggiunsero un livello sufficiente e la campagna corta e lineare contribuì alla debole accoglienza dei giocatori. A questo problema si aggiunsero i disaccordi tra XBOX e Crytek riguardo ai diritti sulla serie e al controllo dei suoi eventuali sviluppi futuri.
Crytek non era disposta a cedere la proprietà di Ryse, preferendo lavorare esclusivamente su marchi controllati direttamente dallo studio. La collaborazione con XBOX terminò così senza produrre i sequel progettati. Microsoft perse quindi una potenziale saga action storica esclusiva, mentre le ambientazioni vichinghe, mongole e giapponesi rimasero allo stadio di proposte interne.