Quanto costerà Grand Theft Auto 6? È una delle domande più discusse degli ultimi mesi e, durante l’evento iicon, il CEO di Take-Two Interactive, Strauss Zelnick, ha finalmente affrontato l’argomento, pur senza svelare un prezzo ufficiale.
Zelnick non ha confermato alcuna cifra, ma le sue dichiarazioni sembrano allontanare almeno in parte l’ipotesi di un prezzo “super premium”, voce circolata più volte online negli ultimi mesi.
Secondo il CEO, il principio che guida l’azienda è semplice: il consumatore paga per il valore percepito. “I consumatori devono sentire che ciò che acquistano è straordinario e che il prezzo pagato sia giusto rispetto a ciò che ricevono”, ha spiegato.
Zelnick ha anche sottolineato come il prezzo dei videogiochi, in termini relativi, sia rimasto sorprendentemente stabile negli ultimi anni. Nonostante inflazione crescente e costi di sviluppo sempre più elevati, i tripla A continuano a gravitare intorno ai 60-70 dollari, una fascia di prezzo rimasta quasi invariata da oltre un decennio.
“Il nostro obiettivo non è spremere il massimo prezzo possibile”, ha sostanzialmente lasciato intendere Zelnick, ma offrire qualcosa che giustifichi pienamente l’investimento del pubblico.
Parlando di GTA 6, il CEO ha definito il progetto come un’enorme responsabilità, ammettendo persino di sentirsi “terrified” all’idea di dover misurare il successo commerciale di un prodotto con aspettative così mastodontiche.
“Stiamo cercando di realizzare il prodotto d’intrattenimento più spettacolare della storia”, ha dichiarato, rimarcando l’ambizione dietro il progetto Rockstar.
Con una battuta finale, Zelnick ha anche scherzato sul lancio previsto per il 19 novembre 2026: secondo lui, “molte persone chiameranno in malattia quel giorno”.
Non solo GTA 6: durante l’intervento si è parlato anche di possibili revival di IP storiche. Alla domanda su L.A. Noire, Zelnick ha dichiarato che Take-Two sta valutando il futuro di tutte le sue proprietà intellettuali.
Insomma, Take-Two non ha ancora rivelato il prezzo di GTA 6, ma il messaggio è chiaro: l’azienda vuole che il costo finale venga percepito come equo rispetto a quella che punta a essere la sua opera più ambiziosa di sempre.