Per i giochi di terze parti venduti su PlayStation Store, sarebbero i publisher a raccomandare il prezzo al pubblico. Sony non potrebbe quindi stabilire unilateralmente le strutture di prezzo, secondo la ricostruzione di Gordon Thornton, ex responsabile del business direct-to-consumer globale di PlayStation.
Thornton ha affrontato le accuse rivolte al negozio digitale di Sony descrivendo un modello di compravendita nel quale il publisher opera come fornitore. È il publisher a indicare il prezzo consigliato del prodotto, mentre PlayStation gestisce la vendita attraverso il proprio canale. La sua risposta contesta così l'idea che Sony possa decidere da sola quanto debbano costare sullo Store i titoli pubblicati da altre aziende.
La valutazione arriva da un dirigente che ha lavorato in Sony Interactive Entertainment dal 2005 al 2022. Prima di lasciare la società, Thornton ricopriva il ruolo di senior vice president e guidava il business direct-to-consumer globale di PlayStation. Ha inoltre partecipato allo sviluppo delle piattaforme digitali del marchio, un'area alla quale attribuisce ricavi globali annui arrivati a circa 14 miliardi di dollari.
Secondo le sue stime, PlayStation Store rappresenterebbe ormai tra l'80 e l'85% delle vendite complessive nel mercato PlayStation. Il peso del digitale sarebbe ancora più netto per il catalogo dei giochi pubblicati da oltre 90 giorni, dove il negozio di Sony dominerebbe quasi completamente. La distribuzione fisica conserverebbe invece una funzione competitiva soprattutto nella fase iniziale del lancio.
Thornton ha spiegato anche perché copie fisiche e digitali tendono a mantenere prezzi simili, pur avendo costi di distribuzione differenti. A suo giudizio, il settore non determina il prezzo digitale aggiungendo un semplice margine ai costi sostenuti: publisher e piattaforme cercano di massimizzare i ricavi, destinando le entrate aggiuntive a spese di sviluppo sempre più elevate. Questa dinamica contribuirebbe a evitare un divario stabile tra i prezzi dei due formati.
Le dichiarazioni si inseriscono nel confronto sulla crescente centralità della distribuzione digitale per PlayStation, tra timori legati alla concorrenza, ai prezzi e alla disponibilità futura dei supporti fisici. Si tratta in ogni caso dell'analisi di un ex dirigente: Sony non ha presentato queste affermazioni come una nuova posizione ufficiale sul funzionamento commerciale di PlayStation Store.