Il settore dello sviluppo videoludico continua a fare i conti con un'ondata di tagli che non accenna a rallentare, e questa volta nel mirino è finita Piranha Games, lo studio canadese noto per aver sviluppato MechWarrior 5: Clans.
La notizia emerge direttamente dalle testimonianze di ex dipendenti che hanno condiviso la propria situazione su LinkedIn, dipingendo un quadro preoccupante per uno studio che solo pochi mesi fa aveva rilasciato il suo titolo di punta.
I licenziamenti hanno colpito figure chiave della pipeline creativa e tecnica, segnalando che le difficoltà potrebbero andare ben oltre un semplice riassestamento operativo.
Tra i profili professionali coinvolti nei tagli figurano writer, artisti FX/VFX, environment artist, technical artist, level designer e software engineer: in sostanza, quasi ogni reparto creativo e tecnico dello studio è stato toccato.
Un ex dipendente ha citato la "ristrutturazione economica" come motivazione ufficiale comunicata dallo studio. Piranha Games non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali sulla portata numerica dei licenziamenti.
Per capire il contesto, è fondamentale guardare indietro di qualche mese: questa non è la prima volta che lo studio subisce tagli pesanti.
A gennaio dello scorso anno, la casa madre svedese Enad Global 7 (EG7) aveva già ridotto il personale di Piranha Games con il taglio di 38 dipendenti, contestualmente alla chiusura definitiva di Toadman Interactive, altro studio del gruppo. Quella tornata di licenziamenti era arrivata sulla scia del lancio di MechWarrior 5: Clans, che non aveva soddisfatto le aspettative commerciali.
Le parole di Ji Ham, CEO di EG7, avevano già chiarito la situazione con una franchezza non comune nel settore: MechWarrior 5: Clans non era riuscito ad allargare la sua base di utenti oltre il pubblico storico del franchise.
Il mercato dei mech simulator rimane una nicchia appassionata ma limitata, e portare un titolo del genere a numeri mainstream si è rivelato un obiettivo troppo ambizioso nelle condizioni attuali del mercato videoludico.
La storia di EG7 è quella di un gruppo che ha puntato forte su un modello di acquisizioni multiple: nel 2020 aveva acquistato Piranha Games per 24,1 milioni di dollari, dopo che Toadman, il publisher Sold Out e l'agenzia creativa Petrol si erano fusi per dare vita al gruppo stesso.
La chiusura di Toadman Interactive era invece motivata dall'impossibilità di assicurarsi nuovi contratti di sviluppo per conto terzi (work-for-hire) a un ritmo sufficiente a sostenere la struttura operativa.
Il panorama che si delinea è quello di uno studio che, dopo aver subito due ondate di licenziamenti in rapida successione, si trova in una fase di ridimensionamento profondo.