Il mercato delle console potrebbe trovarsi di fronte a un nuovo rincaro nel corso dei prossimi mesi. Secondo un'analisi di Niko Partners, società specializzata in business intelligence per l'industria videoludica, Nintendo sarebbe pronta ad aumentare il prezzo di Switch 2 a livello globale entro la fine del 2026.
Una mossa che seguirebbe quanto già fatto da Sony e Microsoft con PlayStation 5 e Xbox Series X|S, e che si inserirebbe in un contesto economico sempre più complesso per i produttori di hardware gaming.
Le ragioni dietro il possibile rincaro sono molteplici e interconnesse. I dazi doganali che impattano sulla produzione in Cina, Giappone e Vietnam continuano a rappresentare un peso significativo sui margini di profitto.
A questo si aggiunge l'impennata dei costi di RAM e storage, spinti dall'enorme domanda generata dai data center per l'intelligenza artificiale.
Un fenomeno che sta colpendo trasversalmente l'intero settore tech, ma che per le console di nuova generazione si traduce in una pressione diretta sui componenti essenziali.
Il presidente di Nintendo, Shuntaro Furukawa, ha recentemente confermato che l'azienda sta seguendo con attenzione la situazione dei margini di profitto su Switch 2.
In un'intervista al Kyoto Shimbun, Furukawa ha dichiarato che Nintendo si approvvigiona di RAM sulla base di piani aziendali a medio-lungo termine, ma che l'attuale mercato delle memorie è estremamente volatile.
Sebbene non ci sia un impatto immediato sui bilanci, la questione resta sotto stretta osservazione.
Interrogato sulla possibilità di un futuro aumento dei prezzi legato ai costi di approvvigionamento, il presidente Nintendo ha evitato di sbilanciarsi, definendo la questione ipotetica. Tuttavia, i precedenti recenti suggeriscono che l'opzione sia tutt'altro che esclusa.
Prima del lancio di Switch 2, infatti, Nintendo aveva temporaneamente sospeso i pre-ordini negli Stati Uniti proprio a causa dell'incertezza economica, per poi annunciare che mentre la console non avrebbe subito rincari al day one, alcuni accessori sarebbero costati di più rispetto ai prezzi inizialmente comunicati.
La strategia di Nintendo per un eventuale aumento potrebbe non tradursi necessariamente in un rincaro diretto del modello base. Secondo Niko Partners, la compagnia potrebbe optare per la discontinuazione del modello da 469,99€, concentrandosi invece su bundle a 509,99€ o superiori.
Una mossa che permetterebbe di mascherare parzialmente l'aumento attraverso l'inclusione di contenuti aggiuntivi, una pratica già vista in passato nel settore console.