Una rivendicazione non ancora verificata chiama in causa Nintendo e una possibile sottrazione di dati legati ai suoi dipendenti. Il gruppo hacker ShadowByt3$ sostiene di aver avuto accesso a materiale interno passando da un sistema terzo, con una richiesta economica collegata alla presunta violazione.
Secondo quanto rivendicato dal gruppo, l'accesso sarebbe avvenuto il 13 giugno, con una scadenza indicata per il 15 giugno entro cui la compagnia avrebbe dovuto rispondere. La richiesta di riscatto indicata nel messaggio sarebbe pari a 2 milioni di dollari, cifra associata alla minaccia di diffusione dei dati.
Il pacchetto citato nella rivendicazione ammonterebbe a 859 MB e includerebbe informazioni sensibili relative al personale. Tra i materiali elencati compaiono nomi completi, indirizzi email, ID dei dipendenti, report, analisi interne, PDF di estratti bancari, moduli W-9, sondaggi e feedback sul luogo di lavoro.
Il punto centrale della vicenda riguarda TINYpulse, indicato come il sistema attraverso cui sarebbero stati raccolti i file. Si tratta di una soluzione HR di WebMD Health Services pensata per raccogliere feedback dei dipendenti e dati sull'engagement aziendale, quindi non di un'intrusione dichiarata direttamente nei sistemi principali della casa di Kyoto.
Il passaggio da un fornitore esterno è un elemento rilevante perché rappresenta una tattica nota nei casi di estorsione informatica: colpire un servizio usato da un'azienda può esporre informazioni sensibili anche quando il bersaglio principale non viene violato in modo diretto. In questo caso, la natura dei file indicati rende la rivendicazione particolarmente delicata per le persone coinvolte.
La portata numerica è molto inferiore rispetto ad altri episodi legati all'universo Nintendo e Pokémon, come il cosiddetto teraleak che aveva interessato The Pokémon Company nel 2024, o il precedente gigaleak. La differenza, però, è nella tipologia del materiale: qui non si parla di prototipi, codice o contenuti di sviluppo, ma di presunti dati personali e amministrativi.
Al momento la rivendicazione resta da verificare in modo indipendente e non risultano dettagli ufficiali diffusi da Nintendo sulla natura dell'accaduto. La società è stata contattata per un commento, mentre l'attenzione resta concentrata sulla possibile esposizione dei dati dei dipendenti e sull'eventuale coinvolgimento del servizio HR indicato dal gruppo.