L'universo del Far West videoludico sta per essere rivoluzionato da una modifica che trasforma radicalmente l'esperienza di gioco del primo Red Dead Redemption.
Parliamo di un intervento tecnico che stravolge completamente la prospettiva di fruizione, permettendo ai giocatori di immergersi nell'America del 1911 con una visuale in prima persona.
Si tratta di un cambiamento sostanziale per una serie che ha sempre privilegiato l'inquadratura dall'alto, quella che consente di ammirare il protagonista mentre cavalca attraverso praterie e deserti.
Prima di addentrarci nei dettagli di questa innovazione, vale la pena ricordare le origini della saga firmata Rockstar Games. Molti identificano erroneamente il Red Dead Redemption del 2010, con protagonista John Marston, come il capitolo inaugurale della serie.
In realtà, tutto ebbe inizio nel 2004 con Red Dead Revolver, un titolo sviluppato originariamente da Angel Studios con il finanziamento di Capcom, la stessa casa dietro capolavori come Resident Evil e Street Fighter.
Solo successivamente Rockstar acquisì lo studio, ribattezzandolo Rockstar San Diego e gettando le basi per quello che sarebbe diventato uno dei franchise western più celebrati dell'industria videoludica.
La modifica creata da Glitched Matrix, disponibile gratuitamente su Nexusmod, porta il nome eloquente di "First-Person" e fa esattamente ciò che promette.
Trasforma l'esperienza di gioco tradizionale in terza persona in un'avventura vissuta attraverso gli occhi di John Marston, l'ex fuorilegge costretto a impugnare nuovamente le armi per dare la caccia ai suoi vecchi compagni quando gli agenti federali minacciano la sua famiglia.
Questo approccio ricorda quanto già visto in titoli come Call of Juarez, ma applicato all'universo narrativo ricco e complesso costruito da Rockstar.
È importante sottolineare che Red Dead Revolver, nonostante la natura ancora acerba e i difetti tecnici tipici di un'opera prima, riuscì comunque a stabilire le fondamenta narrative e ludiche su cui si sarebbero eretti i due capitoli successivi.
Il gioco del 2004 conteneva già in nuce gli elementi che avrebbero reso memorabile Red Dead Redemption e il suo sequel del 2018, Red Dead Redemption 2.
La scelta della visuale gioca un ruolo cruciale nell'esperienza videoludica, specialmente in un open world ambientato nelle distese sconfinate dell'Ovest americano e del Messico.
Mentre la prospettiva in terza persona permette di apprezzare le animazioni del personaggio e l'ambiente circostante in tutta la sua vastità, la prima persona offre un senso di presenza e immediatezza difficilmente replicabile.
Lo stesso creatore della mod ammette che si tratta ancora di un lavoro in corso, con alcuni bug inevitabili e determinate situazioni, come l'utilizzo delle coperture e le cavalcate, che mantengono la visuale tradizionale per ragioni di praticità.
Come accade per la maggior parte delle modifiche create dalla comunità, anche questa rimane un'esclusiva per la versione PC del gioco.
Gli appassionati che giocano su console PlayStation, Xbox o Nintendo Switch, così come coloro che utilizzano l'applicazione Netflix su dispositivi mobili, dovranno accontentarsi dell'esperienza originale pensata dagli sviluppatori.
Tuttavia, Glitched Matrix ha promesso aggiornamenti costanti per perfezionare la mod e ridurre progressivamente le imperfezioni tecniche.
L'epic struggle per la sopravvivenza di Marston, costretto a seppellire il suo passato macchiato di sangue "un uomo alla volta", acquista una dimensione differente quando vissuto in soggettiva.
Anche chi preferisce l'impostazione classica, quella che consente di osservare il proprio alter ego digitale in azione, potrebbe trovare interessante questa alternativa per rivivere la campagna con occhi nuovi.
La possibilità di alternare le prospettive durante le sparatorie, già presente nel gioco base, suggerisce che Rockstar stessa aveva considerato il potenziale di una visuale più ravvicinata, sebbene limitata a momenti specifici dell'azione.