Il mondo dei mattoncini si prepara a entrare in una nuova era. Tra poche ore, LEGO salirà sul palco del CES 2026 di Las Vegas per svelare quella che l'azienda definisce "la prossima dimensione del gioco" (ve ne abbiamo parlato in questo articolo).
Ma mentre il colosso danese si appresta a mostrare la sua visione tecnologica del futuro, una domanda attraversa la mente di milioni di appassionati in tutto il mondo: dopo decenni di esperimenti digitali non sempre fortunati, questa volta l'innovazione funzionerà davvero?
La scelta del Consumer Electronics Show come vetrina non è casuale. Si tratta della manifestazione tecnologica più importante al mondo, un segnale inequivocabile che LEGO intende posizionarsi con decisione nel territorio dell'innovazione digitale. L'appuntamento è fissato per il 5 gennaio alle 10:00 ora della costa occidentale americana (le 19:00 in Italia) e i teaser diffusi dall'azienda stanno alimentando speculazioni di ogni tipo: si parla di mattoncini capaci di comunicare tra loro, minifigure dotate di intelligenza artificiale, componenti con luci e sensori integrati, persino pezzi in grado di segnalare la propria posizione quando rotolano sotto il divano durante una costruzione.
Eppure, nonostante l'eccitazione, nella community dei fan serpeggia anche una cautela comprensibile. La storia del rapporto tra LEGO e tecnologia è infatti costellata di successi memorabili ma anche di clamorosi fallimenti, che hanno lasciato cicatrici profonde nella fiducia degli appassionati. Per comprendere cosa potrebbe accadere domani, vale la pena ripercorrere questo percorso fatto di innovazioni rivoluzionarie e scivoloni imbarazzanti.
Il caso più emblematico di tecnologia LEGO ben riuscita rimane Mindstorms, lanciato nel 1998 in collaborazione con il prestigioso MIT Media Lab.
Non si trattava semplicemente di aggiungere motori e sensori ai mattoncini, ma di creare un vero e proprio sistema educativo che permettesse a bambini e ragazzi di costruire e programmare robot funzionanti. L'impatto fu straordinario: Mindstorms anticipò di anni il boom delle discipline STEM nelle scuole e formò un'intera generazione di ingegneri e programmatori, dando vita anche a competizioni internazionali come la FIRST LEGO League.
Tuttavia, nonostante il successo educativo e il riconoscimento mondiale, una progressiva perdita di focus strategico interno portò l'azienda a chiudere la linea nel 2022, trasferendo l'eredità a LEGO Education SPIKE. Una decisione che ancora oggi lascia perplessi molti osservatori, considerando il valore formativo e simbolico del prodotto.
L'arrivo degli smartphone ha aperto un nuovo capitolo di sperimentazione. Nel 2011, Life of George rappresentò il primo tentativo concreto di integrare costruzioni fisiche e app digitali: i giocatori dovevano replicare modelli e scannerizzarli con lo smartphone per ottenere punteggi basati su velocità e precisione.
Il prodotto non conquistò il mercato, ma offrì al LEGO Future Lab (oggi Creative Play Lab) lezioni preziose che avrebbero guidato gli esperimenti successivi, adottando una filosofia in cui il fallimento diventava parte integrante del processo creativo.
Con NEXO Knights (2016-2018) e soprattutto Hidden Side (2019-2020), LEGO tentò di cavalcare l'onda della realtà aumentata. Quest'ultimo tema in particolare introduceva un'esperienza AR completa: scansionando i set con un'app dedicata, si poteva accedere a un mondo parallelo popolato da fantasmi e misteri da risolvere.
L'idea era ambiziosa e tecnicamente interessante, ma l'esecuzione lasciò a desiderare. Un packaging confuso, comunicazione poco chiara sul funzionamento dell'esperienza digitale e un'app poco ottimizzata condannarono il tema a una vita breve, nonostante set ben progettati dal punto di vista della costruzione.
Il vero disastro tecnologico arrivò però con Vidiyo nel 2021. Nato per intercettare il fenomeno dei video musicali brevi sui social media, il tema combinava set discutibili, un'app instabile e un'esperienza utente frustrante. Il pubblico, sia bambini che adulti, non capì il senso del prodotto, e LEGO si trovò costretta a chiudere rapidamente la linea nel 2022.
Vidiyo è diventato il simbolo per eccellenza dei rischi legati all'integrazione frettolosa della tecnologia nel gioco fisico, rafforzando la diffidenza di molti fan verso qualsiasi nuovo esperimento digitale.
Quasi contemporaneamente, però, l'azienda danese dimostrava che la formula giusta esisteva. LEGO Super Mario, lanciato nel 2020 in collaborazione con Nintendo, ha introdotto figure interattive dotate di schermi LCD, sensori di colore, giroscopio e altoparlanti, capaci di reagire agli speciali "action bricks" integrati nei set. Inizialmente accolto con scetticismo, soprattutto dai collezionisti adulti abituati a set più tradizionali, il tema ha dimostrato nel tempo una longevità sorprendente. A distanza di quasi sei anni, le prime figure continuano a funzionare perfettamente, senza necessità di connessione internet costante e con una qualità costruttiva che pochi dispositivi elettronici di consumo possono vantare.
Questo successo contiene una lezione importante: la tecnologia può arricchire l'esperienza LEGO quando è integrata organicamente nel gioco fisico, non quando cerca di sostituirlo o di trascinare forzatamente i bambini verso esperienze puramente digitali. Mario funziona perché la tecnologia amplifica il gioco con i mattoncini, non perché lo sostituisce con un'app.
L'azienda di oggi, va detto, è profondamente diversa da quella che lanciò Vidiyo o Hidden Side. LEGO ha aumentato significativamente gli investimenti nel digitale, aprendo nuovi hub di innovazione a Copenaghen e assumendo ingegneri, futuristi e tecnologi di alto livello. L'innovazione, del resto, è sempre stata parte del DNA di Billund: dal legno alla plastica negli anni '40, dall'introduzione dello stampaggio a iniezione alla nascita della minifigure nel 1978, ogni grande salto evolutivo è nato da un rischio calcolato.
Non è casuale che i teaser diffusi per il CES includano citazioni di bambini tra i 7 e gli 8 anni. Qualunque novità LEGO stia per presentare, sarà progettata prima di tutto per i più piccoli, in perfetta continuità con la missione storica dell'azienda: ispirare e sviluppare i costruttori di domani. La domanda ora è se questa volta il gigante danese abbia trovato il giusto equilibrio tra la magia tattile dei mattoncini e le infinite possibilità offerte dalla tecnologia moderna, oppure se ci troviamo di fronte all'ennesimo esperimento destinato a diventare materiale per meme e discussioni infuocate sui forum. La risposta arriverà tra poche ore, quando il sipario si alzerà a Las Vegas.