Google Play ha accolto per la prima volta, nella sua configurazione moderna, un negozio di applicazioni indipendente. Si tratta di Aptoide, piattaforma particolarmente concentrata sui videogiochi che può ora essere individuata attraverso una nuova sezione dedicata agli store di terze parti. Al momento è l’unico servizio presente all’interno della categoria.
L’apertura segue l’ordine emesso da un tribunale nell’ambito della causa antitrust avviata da Epic Games contro Google. La controversia ha riguardato le regole applicate alla distribuzione delle applicazioni e ai sistemi di pagamento su Android, portando a interventi destinati ad ampliare lo spazio concesso ai negozi concorrenti all’interno dell’ecosistema.
Aptoide torna così su Google Play dopo un’assenza durata più di dieci anni. Secondo il CEO Paulo Tresentos, il suo catalogo comprende complessivamente 1,9 milioni di applicazioni, tra le quali figurano circa 295.000 videogiochi. Il negozio non si limita quindi a presentare una piccola selezione curata appositamente per il debutto, ma mette a disposizione la propria offerta abituale.
Il processo di installazione è stato descritto come molto vicino a quello previsto per una normale applicazione. L’utente individua il negozio attraverso la pagina dedicata di Google Play e procede con il download, pur dovendo completare alcuni passaggi aggiuntivi legati alla natura dello store. Tresentos ha riconosciuto che la pubblicazione ha comunque richiesto una quantità considerevole di procedure.
Anche Tim Sweeney ha accolto favorevolmente il debutto, definendo Aptoide il primo negozio indipendente ospitato su Google Play nell’epoca moderna. Il CEO di Epic Games ha inoltre indicato Android come la piattaforma mobile più aperta, sottolineando come diversi grandi negozi digitali abbiano iniziato ad accogliere servizi concorrenti.
Proprio Epic Games Store, tuttavia, non compare ancora nella nuova sezione. La società che ha promosso la causa da cui è scaturito l’ordine del tribunale non è quindi stata la prima a sfruttarne concretamente gli effetti. Costi di servizio, procedure amministrative e ulteriori passaggi richiesti per la distribuzione vengono indicati tra i possibili elementi alla base dell’attesa.
L’ingresso del primo concorrente modifica la struttura di Google Play su Android: un negozio indipendente può essere distribuito direttamente attraverso lo store ufficiale, invece di affidarsi esclusivamente a installazioni provenienti da fonti esterne. Aptoide inaugura questa possibilità con un catalogo già consolidato, mentre Google dispone ora di uno spazio specifico nel quale potranno comparire altre piattaforme.