The Elder Scrolls Online sta per voltare pagina in modo radicale. Dopo oltre un decennio di espansioni tradizionali, il longevo MMORPG di ZeniMax Online Studios abbandona il modello classico per abbracciare un sistema stagionale con aggiornamenti più frequenti e contenuti gratuiti.
Una rivoluzione che arriva in un momento delicato per il team, reduce dai pesantissimi tagli di personale che hanno colpito Microsoft e i suoi studi nel 2025, ma che secondo gli sviluppatori era già in cantiere ben prima della scure dell'azienda di Redmond.
La producer esecutiva Susan Kath ha voluto chiarire senza mezzi termini la questione durante un'intervista con RockPaperShotgun: il passaggio al modello stagionale non è assolutamente una conseguenza dei licenziamenti.
Secondo Kath, i lavori sulla nuova struttura sono iniziati tra i 12 e i 14 mesi fa, ben prima che Microsoft annunciasse i tagli che hanno interessato quasi 200 dipendenti di ZeniMax Online lo scorso luglio.
Una tempistica che colloca l'inizio della pianificazione delle Seasons in un periodo precedente alla cancellazione di Project Blackbird, il MMO sci-fi su cui lo studio stava lavorando parallelamente a ESO.
Il contesto in cui si inserisce questa trasformazione è tutt'altro che semplice. Nel 2024, mentre il CEO di Microsoft Satya Nadella celebrava ricavi record per 281,7 miliardi di dollari, l'azienda ha proceduto con oltre 9000 licenziamenti in tutta la compagnia, il terzo round di tagli significativi dal 2023.
L'ondata ha travolto numerosi studi Xbox di prestigio: Rare, Turn 10, The Initiative e Raven Software hanno tutti subito perdite di personale, accompagnate dalla cancellazione di diversi progetti in sviluppo.
Paradossalmente, secondo Kath la cancellazione di Blackbird potrebbe aver portato benefici a The Elder Scrolls Online. Molti sviluppatori facevano "doppio turno" tra i due progetti, dividendo il loro tempo e le energie creative.
Ora che il team è concentrato al 100% sull'MMORPG fantasy, alcune aree dello sviluppo hanno effettivamente visto un incremento delle risorse disponibili, nonostante i licenziamenti complessivi. Una magra consolazione per chi ha perso il lavoro, ma un segnale che ZeniMax vuole trasmettere sulla solidità del supporto futuro a ESO.
I primi segnali del cambio di rotta erano emersi già a settembre 2024, quando il game director Rich Lambert aveva parlato con GamesIndustry.biz di un "anno di transizione" e della volontà di rilasciare contenuti più piccoli ma più frequenti.
L'obiettivo dichiarato era passare dai tradizionali cicli di 12-15 mesi per le grandi espansioni a update più snelli ogni sei-nove mesi. La formalizzazione è arrivata la scorsa settimana: dal 2 aprile partono le Seasons, aggiornamenti trimestrali completamente gratuiti che sostituiranno le vecchie Chapter a pagamento.
Il nuovo modello economico introduce un battle pass stagionale, con una track gratuita e due estensioni premium acquistabili. Si tratta di una meccanica ormai consolidata nel panorama dei live service, da Fortnite a Destiny 2, che ESO adatta al proprio ecosistema.
Cruciale il dettaglio che i contenuti del pass non saranno time-limited: chi non completa una Season potrà recuperare le ricompense successivamente, evitando la FOMO (fear of missing out) che caratterizza molti sistemi analoghi.
Parallelamente, molte espansioni precedentemente a pagamento verranno integrate nel gioco base, abbassando significativamente la barriera d'ingresso per i nuovi giocatori.
Il game director Nick Giacomini ha sottolineato come questa flessibilità permetterà al team di "investire nell'affrontare problemi di lunga data, aggiungere feature richieste dai giocatori e iterare sul gioco core, invece di inseguire sempre qualcosa di completamente nuovo".
Una dichiarazione che suona come un riconoscimento implicito delle criticità accumulate in un decennio di sviluppo continuo, dalle performance tecniche al bilanciamento delle classi, passando per l'esperienza PvP in Cyrodiil che da anni soffre di problemi di netcode e lag.
Giacomini non ha negato l'impatto emotivo dei licenziamenti sul morale del team: "Dire che non ci ha colpiti sarebbe sbagliato. Siamo esseri umani, ci ha assolutamente impattati". Tuttavia, ha aggiunto che lo studio si è compattato e guarda al futuro con ottimismo, supportato dai grandi cambiamenti in arrivo.
Resta da vedere se la community di ESO, notoriamente esigente e affezionata al formato tradizionale delle Chapter, accoglierà favorevolmente questa rivoluzione o se emergeranno resistenze verso un modello percepito come più orientato alla monetizzazione via battle pass.